12:02 19 Novembre 2018
La Manica

La guerra delle capesante sulla Manica tra Francia e Inghilterra

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La guerra delle capesante tra pescatori francesi e britannici continua.

I rappresentanti delle associazioni di categoria dei due Paesi si sono incontrati due volte negli ultimi 10 giorni, sia a Londra sia Parigi, per trovare una via d'uscita dal conflitto nella pesca delle capesante atlantiche (Coquille Saint-Jacques) sulla Manica, che ha portato a scontri duri tra i pescherecci lungo a largo delle coste della Normandia, con pescatori inglesi che hanno cercato persino l'arrembaggio. La settimana scorsa il ministro della Pesca francese Stéphane Travert aveva persino affermato che la Marina Militare era pronta ad aiutare i pescherecci in caso di scontri.

"L'avidità degli inglesi ha condotto ad un vicolo cieco la possibilità di accordarsi", — ha detto a Sputnik Dimitri Rogoff, presidente del sindacato dei pescatori della Normandia.

Le capesante atlantiche sono chiamate "l'oro bianco" della pesca francese, i francesi consumano ogni anno circa 150.000 tonnellate di questa prelibatezza. Ma per molti decenni questa bellissima conchiglia è stata il pomo della discordia tra gli inglesi e francesi. Secondo Dimitri Rogoff, il conflitto è esasperato:

"il primo campanello d'allarme nell'escalation della situazione è stata la comparsa nel 2002 di una grande nave di 33 metri olandese, che ha suscitato la rabbia generale, iniziando a pescare ovunque". Le autorità francesi, con il pretesto della "sicurezza" ha allontanato l'ospite dai luoghi della pesca, ma "al suo posto sono arrivati i pescherecci britannici con le loro reti."

Le parti sono riuscite a raggiungere un accordo sulla pesca dei pregiati molluschi nelle acque internazionali della pianura alluvionale della Senna. Ma l'intesa non faceva esplicito riferimento a "piccole navi" di lunghezza inferiore ai 15 metri. Gli inglesi hanno sfruttato questo cavillo e talvolta si divertivano a tagliare parte dello scafo in modo che le loro imbarcazioni non superassero le dimensioni consentite.

"Abbiamo cercato invano di convincere i nostri colleghi britannici ad estendere l'accordo", si lamenta Dimitri Rogoff. Hanno mostrato indecisione, che ha portato alle schermaglie avvenute dieci giorni fa. I pescatori possono esprimere la loro protesta solo in mare, non hanno altre opportunità."

Nel gennaio di quest'anno il quotidiano Le Canard Enchaîné ha scritto: "Un terzo dei molluschi francesi viene pescato nelle acque britanniche. Ma i nostri vicini dall'altra parte della Manica sperano di sfruttare la Brexit per proibire ai nostri pescatori di avere accesso". A settembre ci sono stati scontri vicino alle coste della Normandia.

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Società, Economia, pesca, pescatori, Normandia, La Manica, Gran Bretagna, Francia
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