11:58 19 Novembre 2018
La rompeghiaccio Admiral Makarov

I vantaggi del cambiamento climatico per la Russia e il suo “Canale di Suez”

© Sputnik . Vitaly Ankov
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Forse il tema più discusso a proposito della Russia sui media economici internazionali è incredibilmente la modesta dichiarazione della società danese di logistica Maersk riguardo al lancio di prova della prima portacontainer di media stazza attraverso il Passaggio a Nord-Est.

La nave danese Venta Maersk, in grado di trasportare 3600 container standard, si sta dirigendo con un carico di dispositivi elettronici da Pusan (Corea del Sud) e uno di pesce abbattuto a bordo da Vladivostok verso l'Europa attraverso il Passaggio a Nord-Est. Il capolinea del tragitto sarà San Pietroburgo. E sebbene dalla Maersk ancora non abbiano confermato il loro reale interesse verso il Passaggio a Nord-Est come alternativa alla principale arteria dell'Eurasia, cioè il Canale di Suez, la preoccupazione dei media mondiali, manifestata anche da The Washington Post, è del tutto comprensibile.

Perché è così importante

Il trasporto di container via mare è oggi l'elemento portante della logistica commerciale mondiale. E al momento questa si basa esclusivamente sull'impiego dei cosiddetti container ISO, ovvero l'unità standardizzata destinata al traporto di merci su qualsiasi mezzo immaginabile, tranne quelli cittadini.

Un vero e proprio "soldato universale della logistica mondiale", se volete.

E ora The Washington Post scrive che grazie al "catastrofico riscaldamento globale" i perfidi russi stanno tentando di attrarre parte di questo mercato mondiale verso di loro.

In primo luogo, vorrei tranquillizzare i colleghi americani. Il riscaldamento globale per i perfidi russi non è tanto il fattore principale quando un elemento concomitante. Sia durante il tardo periodo sovietico sia dopo la caduta dell'URSS, i corridoi di transito eurasiatici, incluso il Passaggio a Nord-Est, non si sono affatto sviluppati non per ragioni climatiche ma meramente politiche. Infatti, l'amministrazione sovietica dopo la morte di Stalin non riteneva prioritarie per sé né la Cina né le altre nazioni dell'Asia e dell'Oceano pacifico. Furono di fatto interrotti i lavori per la costruzione della Ferrovia transartica (Ferrovia Salekhard-Igarka) e vennero ridotti a un "consumo interno" i territori conquistati del Passaggio a Nord-Est.

In gran parte grazie a questo è stata resa possibile l'attuale dominazione commerciale globale delle civiltà anglosassoni, la cui potenza non si basa tanto sul dollaro e sugli Accordi di Bretton-Woods, quando sul mero controllo dei corridoi commerciali marittimi. A tal proposito un dettaglio curioso: non bisogna stupirsi per l'amore smodato degli americani verso i vari gruppi dell'aviazione perché in una guerra mondiale nucleare sono del tutto inutili. Semplicemente loro non sono a favore della guerra, ma solo dei soldi.

In secondo luogo, qui la questione non riguarda solo il Passaggio a Nord-Est che è di fatto una linea di cabotaggio nelle acque territoriali russe. Riguarda piuttosto i corridoi eurasiatici di trasporto via terra (Ferrovia Bajkal-Amur, Transiberiana, "corridoio kazako") che attraversano la Russia e sono collegati piuttosto bene alla Nuova via della seta cinese.

Tra l'altro, potenzialmente lo stesso Passaggio a Nord-Est stravolge l'intera logistica marittima mondiale. È sufficiente dire che, se lungo il "migliore" corridoio meridionale che passa attraverso il Canale di Suez ci si mette in media 34 giorni per andare dal Sud-Est asiatico in Europa, lungo il corridoio artico ce ne vogliono circa 23. E questo è un vantaggio enorme.

Ma non bisogna pensare che sarà facile

Sono necessari importanti investimenti nelle infrastrutture e nella sicurezza dei trasporti: non a caso la Russia sta costruendo nei suoi territori artici molti siti militari e non a caso queste attività sono criticate dai media "democratici" e, naturalmente, "attenti all'ambiente". The Washington Post stesso ha parlato del "grave difetto del Passaggio a Nord-Est", ovvero l'essere "dipendente dalle autorità russe poiché il Passaggio a Nord-Est si trova per la maggior parte all'interno della zona economica speciale della Russia".

Lungo il Passaggio a Nord-Est vanno creati anche snodi intermedi. E infatti nell'agosto dello scorso anno il governo russo ha approvato il progetto "Northern Latitudinal Railway" (Ferrovia latitudinale del Nord) dando così avvio alla creazione di infrastrutture ferroviarie sulla direttiva Obskaya — Salekhard — Nadym. E per la stessa ragione proprio ora si stanno prendendo decisioni riguardo alla flotta di rompighiaccio di grande stazza che sarà costruita presso il cantiere navale Zvezda nell'Estremo oriente russo.

Una volta portata a termina la maggior parte dei progetti (si parla di circa 10-20 anni), la Federazione Russa potrà rivendicare il controllo su circa un quinto della logistica marittima mondiale. Solo qualche cifra: nel 2017 dal Canale di Suez sono state trasportati 1,041 miliardi di tonnellate di merce, ovvero 5000 volte di più di quante ne siano passate per il Passaggio a Nord-Est. Un gran bel successo. Ma questo spetterà anche ai russi e di questo bisogna rendersene conto. In sostanza, al momento siamo solo all'inizio del percorso avviato dalla portacontainer Venta Maersk con il suo viaggio di prova. 

Tags:
Washington Post, Canale di Suez, Artico, Russia
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