12:28 19 Settembre 2018
Proteste a Berlino contro la politica migratoria della cancelliera della Germania Angela Merkel.

La chiesa diventa moschea: come i tedeschi vivono con i migranti

© Sputnik . Yekaterina Solovyova
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Tre anni fa la cancelliera Angela Merkel ha adottato la politica delle porte aperte e nel Paese sono confluiti molti migranti. La Germania per loro è un paradiso. Molti sono convinti che, ottenendo lo status di rifugiato, potranno avere un alloggio e un buono stipendio. Ma non è così semplice.

Sputnik vi racconta come i migranti africani e del Medio Oriente stanno cercando il loro posto nella società tedesca.

"Se si chiedesse ad alcuni tedeschi sobri cosa ne pensano dei migranti, tutti risponderebbero che va benissimo perché temerebbero di essere tacciati come razzisti. Basterebbe, però, che bevessero un paio di boccali di birra per far loro cambiare idea", dice scherzando Petra Keller (il cognome è stato modificato su sua richiesta).

Petra ha vissuto insieme al marito Jorge ad Amburgo tutta la vita. Nella loro confortevole casa di mattoni rossi nel centro della città hanno cresciuto i loro due figli. Nel salotto tengono la fotografia di una chiesa. In quella chiesa si sono sposati nel 1985 e sempre lì hanno poi battezzato il figlio e la figlia. Ora al suo posto c'è una moschea che è stata costruita grazie ai fondi stanziati dalle autorità del Kuwait.

Negli ultimi 15 anni i parrocchiani non andavano quasi più in chiesa, l'edificio era vuoto. "Laddove prima c'era una croce, oggi vi è la scritta Allah". Nel vicinato ci sono sempre meno tedeschi, sui campanelli delle case ci sono sempre più nomi arabi e turchi. Stiamo cercando di mantenere dei buoni rapporti con loro, ma qualche volta ci sentiamo degli stranieri qui. Ad alcune stazioni dell'autobus si sente parlare più swahili che tedesco", racconta Petra a Sputnik.

Petra non ha accettato che la chiesa sia stata trasformata in una moschea. Ma non pensa che questo sia un motivo per passare dalla parte dell'estrema destra.

"Per niente al mondo voterei per Alternativa per la Germania. Io e mio marito abbiamo sempre sostenuto i social-democratici e non cambieremo le nostre preferenze politiche", afferma Petra.

Tuttavia a causa del flusso migratorio la vita in Germania sta cambiando sensibilmente. Secondo i dati dell'ente federale tedesco di statistica, una persona su cinque in Germania è un migrante e un neonato su quattro è straniero.

La dottoressa Maike Manz, da tempo in servizio presso il reparto maternità, non comincia il suo turno senza i suoi biglietti in cui sono scritte le frasi più utili in arabo, rumeno, turco e farsi. Nel caso in cui debba assumere nuovi collaboratori, preferisce quelli che parlano almeno una di queste lingue. In particolare, presenza insostituibile per la clinica è Sufan Abdulhadi, dottore libanese che vive in Germania dal 2008.

"In questo ospedale parlo più nella mia lingua madre, l'arabo, che in tedesco", ammette.

I sogni diventano realtà

I migranti condividono le storie dei loro successi su internet. I migranti riconoscono che per avere qualche successo in Germania bisogna imperativamente conoscere il tedesco. Nella maggior parte dei casi gli africani e i migranti dal Medio Oriente aprono piccole attività: negozi e tavole calde.

Nel 2011 quando la primavera araba arrivò a Damasco Firas Alshater studiava recitazione all'università. Finì in prigione per aver partecipato attivamente alle manifestazioni di protesta. Per 8 mesi i suoi genitori non sapevano dove fosse e con chi. Una volta uscito di prigione è finito nelle mani dei combattenti del gruppo terroristico ISIS. Riuscito a fuggire si è trasferito in Germania. Inizialmente ha fatto fatica, come capita a tutti i migranti. Ma poi tutto è cambiato in seguito a un fatto.

Firas ha girato un video sul vero rapporto che i tedeschi hanno nei confronti dei migranti. È andato ad Alexanderplatz a Berlino con gli occhi bendati e un cartello sul petto con la scritta: "Io sono musulmano. Credono che io sia un terrorista. Io mi fido fi voi. Ma voi vi fidate di me? Abbracciatemi!". Ha dovuto aspettare più o meno un'ora prima che qualcuno gli si avvicinasse. Per fare un selfie. Ma dopo quello si è fatta la fila per avvicinarsi a Firas.

Adesso Firas è uno dei videoblogger tedeschi più conosciuti. Nei suoi video, che sono visti da centinaia di migliaia di utenti, racconta con ironia ai tedeschi come sono visti dai migranti. Firas sogna di lanciare presto un suo programma di cucina in cui migranti e tedeschi autoctoni possano preparare insieme dei piatti interessanti.

Nonostante alcune storie di successo, in generale la situazione non è così rosea. Solo un profugo su 50 riesce a trovare un lavoro, spesso poco qualificato (commessi nei fast-food, addetti delle pulizie, facchini).

Alla fine di ottobre dello scorso anno l'intero Paese è stato scosso dalle confessioni della guardia di uno dei campi profughi al centro di Berlino. Stando alle sue parole guardie come lui offrono una ricompensa a giovani e attraenti migranti in cambio di rapporti intimi con tedeschi e tedesche. Per ognuno di questi incontri il migrante ottiene circa 40 euro.

È raro che i migranti prestino tali servizi sessuali di loro spontanea volontà. È, invece, frequente che finiscano nella rete di qualche banda dove sono venduti come schiavi od obbligati a commerciare droghe.

Aprite le finestre e le porte

Angela Merkel
© REUTERS / Kevin Lamarque
Nel 2015 la Merkel ha dichiarato che la Germania avrebbe accolto i profughi siriani e i tedeschi hanno accolto la notizia con entusiasmo. Molti sono diventati volontari, hanno portato nelle stazioni in cui arrivavano i migranti cibo, medicine, vestiti e giocattoli. In pochi anni in Germania sono arrivati circa 1,4 milioni di profughi. E gradualmente il fervore dei tedeschi si è spento.

A creare un clima teso sono stati i numerosi attentati terroristici nei Paesi dell'UE, in particolare l'attacco di Berlino a dicembre del 2016. In quel momento è stato chiaro che tutto questo è in mano a chi è arrivato in Europa insieme agli altri migranti. Va ricordato anche lo stupro di gruppo di Capodanno a Colonia.

A dicembre del 2016 a Friburgo hanno fermato un afgano che aveva stuprato e ucciso una studentessa diciannovenne. Nel 2017 un palestinese a cui hanno negato il permesso di soggiorno ha aggredito con un coltello i clienti di un supermercato ad Amburgo: una persona è morta e sei sono rimaste ferite. Nell'estate di quest'anno le autorità tedesche hanno ottenuto l'estradizione dalla città di Arbil del profugo iracheno che aveva ucciso una ragazza di 14 anni a Wiesbaden. Verrà processato in Germania.

Oriente ribelle

Anche se sembra paradossale i più insoddisfatti della situazione sono i cittadini della Germania orientale dove, però, vi sono molti meno migranti. I locali non accettano le ulteriori spese che il governo deve sobbarcarsi per la sistemazione dei migranti. Inoltre, i tedeschi temono che i "nuovi arrivati" prenderanno i loro posti di lavoro. Proprio nell'Est del Paese è sorto il movimento populista di destra PEGIDA (Patrioti europei contro l'islamizzazione dell'Occidente) che nel 2014 ha fatto scendere in piazza migliaia di persone. Gli attivisti continuano la loro attività su internet diffondendo terribili storie sui migranti. Impauriscono la popolazione locale raccontando degli attentati terroristici e del peggioramento del livello del crimine dovuto alla presenza degli stranieri.

Non soprende che, non appena si è saputo dell'omicidio di Daniel Hillig nella cittadina di Chemnitz nella Germania orientale, la situazione è diventata critica. Il trentacinquenne tedesco è stato ferito mortalmente in una colluttazione di massa in cui erano presenti anche dei profughi. Ancora prima che le autorità comunicassero il fermo di un siriano e di un iracheno sospettati di aver commesso il fatto, nella città si era diffusa la voce che a farlo fossero stati dei migranti. Dunque, i partiti di estrema destra hanno fatto scendere in piazza centinaia di persone. I radicali hanno attaccato i passanti che non avevano un aspetto "europeo", hanno intonato motti razzisti e si sono contrapposti alla polizia.

Le autorità del Paese hanno condannato pesantemente questi fatti e si sono tenute manifestazioni contro la retorica antimigratoria dell'estrema destra. Ma non va dimenticato che insieme ai radicali in piazza sono scesi anche alcuni comuni abitanti di Chemnitz stravolti per l'accaduto.

"È la cancelliera a controllare la situazione"

Questo difficile problema migratorio sta, di fatto, spaccando la Germania. Negli ultimi anni più volte la coalizione al governo della Merkel (CDU/CSU) ha subito importanti crisi politiche: l'altro partito ha minacciato di rompere l'accordo e lasciare la coalizione.

Mentre il consenso ottenuto dall'estrema destra di Alternativa per la Germania è cresciuto. La loro retorica antimigratoria ha trovato il consenso di molti tedeschi, soprattutto nella Germania orientale. Il partito fondato nel 2013 è riuscito in soli 5 anni ad entrare nel Bundestag guadagnando il terzo posto alle elezioni e diventando il principale esponente dell'opposizione nel Parlamento tedesco.

Sebbene i populisti di destra siano alle calcagna della "grande coalizione", la Merkel insiste nel dire che ha fatto tutto nel modo corretto. Infatti, ribadisce: "tutto è sotto controllo", "la cancelliera e il governo federale hanno in mano la situazione", "è necessario mostrare il lato amichevole della Germania".

Con la politica delle porte aperte la Merkel sapeva di accogliere dai Paesi del Medio Oriente non solo persone con un basso livello di istruzione, ma anche lavoratori qualificati della classe media. La Germania ha bisogno di forza lavoro in particolare in questo momento in cui la popolazione sta invecchiando e si sta verificando una crisi demografica. Tuttavia, la società e la politica hanno visioni diverse su quello che in un determinato momento storico è giusto e cosa no per il Paese. Proprio per questo, molti tedeschi pensano che la cancelliera non prenda in considerazione le loro opinioni e i loro timori.

La Germania sta integrando piuttosto lentamente i migranti. Ma questo non le impedisce di rimanere la nazione economicamente più stabile in Europa, di battere nuovi record nel commercio verso l'estero e di aumentare le pensioni. Per questo, per ora, nonostante tutte le difficoltà, la Merkel può ribadire: "La situazione è sotto controllo". 

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Moschea, migrazione, Angela Merkel, Germania
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