12:53 19 Novembre 2018
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Facebook blocca account di un top-manager di Rossiya Segodnya

© AP Photo / dapd, Joerg Koch
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L’account Facebook del capo della direzione per le comunicazioni e gli affari pubblici di MIA Rossiya Segodnya Petr Lidov Petrovsky è stato bloccato dopo il repost di un video dalla pagina Radio Liberty Bielorussia, dove aveva commentato ironicamente il post.

La stazione radio ha pubblicato un video con la scritta "chi non salta è un moskal" sabato (moskal è un nome denigratorio per indicare i russi). Il giorno dopo la pagina Radio Liberty Belarus non è stata bloccata, l'accesso al video era aperto. Domenica mattina, Lidov Petrovsky ha fatto un repost del video con un commento ironico sul post. Secondo lui, poche ore dopo la sua pagina era stata bannata.

Secondo un messaggio di Facebook, l'account è bloccato per 30 giorni. In questo caso, la notifica standard contiene il seguente avviso: "Se pubblichi nuovamente qualcosa che viola le nostre norme, il tuo account verrà bloccato per altri 30 giorni."

"Sono preoccupata per l'account di Radio Liberty su Facebook. L'Occidente è con voi", ha commentato con ironia Margarita Simonyan, caporedattore dell'agenzia Russia Today.

Facebook recentemente finisce spesso nel centro di scandali che coinvolgono il blocco o la rimozione di post sgraditi.

Venerdì scorso, Facebook ha rimosso il post del vicepresidente della Duma di Stato della Russia, Petr Tolstoy, sulla morte del capo della Repubblica Popolare di Donetsk, Alexander Zakharchenko.

Sabato, il capo del Partito della Sinistra nel Parlamento del Quakenbrück, Andreas Maurer, ha dichiarato che Facebook ha bloccato il suo account per un giorno a causa della pubblicazione di una foto insieme a Zakharchenko.

"Facebook ha sostenuto che fosse una fotografia di un'organizzazione terroristica", ha detto Maurer a Sputnik.

Il parlamentare ha sottolineato che ha dovuto scrivere una lettera all'amministrazione del social network con una richiesta di chiarire la situazione.

Le autorità americane hanno ripetutamente criticato Facebook e Twitter per non aver attivamente combattuto "l'influenza russa".

Ad aprile, il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg ha annunciato il blocco di oltre 270 pagine e account. Zuckerberg ha aggiunto che alcune pagine bloccate appartenevano ad "organizzazioni di notizie russe", che erano controllate dalla Internet Research Agency di San Pietroburgo. I media statunitensi ritengono che l'organizzazione attraverso il social network abbia sostenuto Donald Trump nelle elezioni del 2016.

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