06:04 23 Settembre 2018
Parigi

Ministero degli Esteri francese:"elfi" per combattere la propaganda russa

© AFP 2018 / JOEL SAGET
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Gli esperti del Ministero degli Esteri francese hanno parlato degli"elfi" lettoni e lituani per combattere la propaganda russa.

In un rapporto degli esperti francesi del Ministero degli affari esteri e ministero della Difesa, in gran parte dedicato alle minacce russe nell'informazione, uno dei più strani passaggi riguarda i paesi Baltici. Così, il rapporto, fa confusione tra Lettonia e Lituania, supporta l'"iniziativa civica" dei sedicenti "Elfi", attivisti della Lettonia che lottano in internet. Una lode speciale gli esperti governativi la fanno al giornalista Andrius Tapinas, che è diventato famoso per quello che ha individuato i traditori tra i connazionali, li ha additati per Sputnik.

Pubblicato il 4 settembre, il rapporto degli esperti del ministero degli Affari esteri e del ministero della Difesa della Francia ha dimostrato l'ignoranza degli autori riguardo i Paesi Baltici. Non sono solo hanno confuso la Lituania con la Lettonia, ma anche il modello di esempio per combattere l'influenza russa perché il presentatore televisivo, non ha una bella reputazione.

Nella relazione si parla dell'iniziativa dei cittadini lituani "elfi", che si oppongono ai troll russi, chiamandoli propagandisti, non credibili sui social network. Qual è il loro crimine? La diffusione di contenuti troppo filo-russi, secondo le opinioni di Parigi. I loro avversari, gli "elfi", che hanno migliaia di membri, usano gli stessi metodi, che, tuttavia, hanno l'approvazione degli autori del rapporto, infatti, "gli elfi" contro Mosca fanno "disinformazione". Oltre al fatto che questo approccio è più che dubbio, gli autori attribuiscono il merito alla Lituania, anche se in realtà si tratta della Lettonia. Secondo le informazioni di Sputnik Lettonia gli elfi mandano in allerta, per la loro attività non regolare, e sono presenti solo nelle relazioni e nei rapporti di lotta della propaganda.

Come riportato da Sputnik Lettonia, la rete degli elfi ha dovuto chiudere meno di una settimana dopo la sua apertura.

Non meno discutibili sono i complimenti per il giornalista lituano e presentatore Tapinas. Il rapporto nota la sua "iniziativa per i cittadini" per il lancio di un hashtag contro il Cremlino. Come è facile verificare, l'hashtag ha smesso di esistere la scorsa estate, quindi parlare di successo del progetto non è legittimo. Tuttavia, gli autori del rapporto hanno perso un interessante dettaglio della biografia del giornalista, che collabora con canali di media americani, come Voice of America e Radio Libertà, finanziato dagli USA, attraverso il Consiglio dell'amministrazione in materia di radiodiffusione.

Nel 2017 il famoso conduttore televisivo ha attaccato lo stilista Jusas Stakiavichjus, che ha dato un'intervista Sputnik sulla situazione nel paese. Il giornalista ha accusato il suo connazionale, che è in mano al nemico, cioè la Russia. Il giornalista ha annunciato la caccia "agli utili idioti" che danno interviste a Sputnik, fingendosi un giornalista della testata. L'iniziativa nelle peggiori tradizioni del maccartismo ha avuto successo. Almeno dal punto di vista del giornalista: "mi scuso con tutti gli interlocutori per la provocazione. Quando i nostri uomini di cultura sollevavano la cornetta, sentendo con chi stavano parlando, gentilmente non rispondevano più a telefono".

Nel corso della sua trasmissione televisiva ha detto: "con piacere ho notato che la maggior parte di quelli che ho chiamato, non ha voluto parlare, quando si diceva loro che parlavano con Sputnik o RT". È la visione peculiare del giornalismo del presentatore. 

Le 214 pagine del rapporto sono a firma di quattro esperti del Centro di analisi, di previsione e di strategia del ministero degli affari esteri e dell'Istituto di studi strategici della Scuola Militare. Il tono del documento in parte può essere attribuito alla biografia di alcuni dei suoi autori, in particolare a Jean-Baptiste Jeangene Vilmer e Alexandre Escorcia. Il primo è nel comitato del consiglio NATO, il secondo per più di tre anni è stato consigliere politico dell'alleanza.

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