15:30 17 Dicembre 2018
Lo stabilimento Krymsky Titan

“Evacueremo i bambini”: nel nord della Crimea emissioni nocive di acidi

© Sputnik . Alexey Malgavko
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Più di una settimana fa gli abitanti della città crimeana di Armyansk si sono resi conto che tutti gli oggetti in metallo erano ricoperti di una ruggine appiccicosa.

La gente ha cominciato ad accusare un fastidio in gola e manifestare un cattivo stato di salute. Sui social media sono comparse fotografie di foglie gialle cadute per strada e bambini in centri per malattie respiratorie con eruzioni cutanee sul viso.

Gli abitanti di Armyansk sono convinti che la ragione di tutto ciò siano le emissioni dello stabilimento Krymsky Titan. La concentrazione di sostanze nocive nell'aria nel nord della penisola è oltre il limite consentito. Martedì 4 settembre si sono recati nella cittadina Sergey Aksenov, il presidente della repubblica, e altri funzionari locali e federali. È stato deciso di evacuare i bambini in ospedali. Le attività dello stabilimento sono state interrotte per due settimane anche se dalla fabbrica negano qualsiasi coinvolgimento nell'accaduto. Vi è anche un altro problema: Krymsky Titan è un'impresa fondamentale per la città. Per questo, non è possibile chiudere la fabbrica e lasciare migliaia di persone senza lavoro.

Eruzioni cutanee, bruciori, fastidio in gola

Gli abitanti di Armyansk sono costretti a rimanere in casa con le finestre chiuse anche nei giorni più caldi affinché nessun odore acre entri in casa. Si esce di casa solo se necessario, con un respiratore e per breve tempo. Altrimenti, si possono manifestare giramenti di testa e nausea. Elena Tikhaya ha raccontato al corrispondente di Sputnik che la situazione in città è gravemente peggiorata il 23 agosto: nello stabilimento di Krymsky Titan si è verificata un'emissione di sostanze nocive in seguito alla quale le zone circostanti hanno preso le sembianze di terreni abbandonati.

"Già alle 6 del mattino era impossibile respirare. Oggi parlavo con una giovane donna al negozio. Suo figlio ha una grave allergia: macchie sul corpo, tosse. Quando prende un forte antistaminico, passa tutto. In casa porte e finestre sono chiuse, ma la cappa e i fornelli si sono ricoperti di una strana patina. Tutti gli oggetti in metallo sul balcone hanno fatto la ruggine. Anche mio figlio aveva i sintomi di un'intossicazione: febbre, nausea, stanchezza, mal di testa. Ha preso il Polisorb, ma non gli ha fatto niente. La sua situazione è migliorata solo quando ce ne siamo andati dalla città", racconta Elena.

Simili storie sono pubblicate sui social media: ci sono foto di eruzioni cutanee, ruggine e di questa patina oleosa che ricopre le strade rendendole impraticabili. Gli ospedali sono pieni. Alle farmacie le mascherine e i respiratori non bastano per coprire la domanda. Il Ministero della Salute della repubblica ha ufficialmente dichiarato: è stato osservato un aumento del numero di pazienti nelle cliniche di Armyansk, le diagnosi sono perlopiù di natura allergica.

Irina Kuzmina, abitante del luogo, ha raccontato a Sputnik che per alcuni giorni sulla strada verso la scuola del figlio ha trovato gatti morti: "Ce n'erano troppi, per questo non può essere una coincidenza. Forse sono morti intossicati".

Strade impraticabili

A fine agosto hanno inviato ad Armyansk un gruppo di esperti del Ministero dell'Ecologia della repubblica, della sezione regionale del Rospotrebnadzor (Servizio federale russo per la tutela dei diritti e del benessere dei consumatori) e della procura sotto la supervisione del vice-premier del governo crimeano Igor Mikhajlichenko. Gli esperti e i funzionari hanno dichiarato che la salute dei cittadini non è in alcun modo minacciata e che il problema si risolverà. Sono passati alcuni giorni, ma le persone hanno continuato a lamentare un peggioramento del loro stato di salute. Come precisa Elena Tikhaya, le autorità cittadine fino all'ultimo hanno confermato che le emissioni sono nella norma.

"Hanno lavato le strade di mattina presto, ma non appena l'asfalto si surriscaldava per via del sole cominciavano a salire le esalazioni. Chiaramente meglio non respirarle. Le persone che potevano hanno portato i figli fuori città dai parenti, gli asili già da una settimana sono mezzi vuoti. I ragazzi non escono a giocare per strada. Se si resta più di un giorno a casa ricompaiono i sintomi. Tutte le strade sono impraticabili. Dove si può andare? Non so", afferma la signora intervistata.

Sputnik ha contattato gli esperti della sezione regionale del Rospotrebnadzor. Ci hanno spiegato che tutte le informazioni sono pubblicate sul sito ufficiale. Nell'ultima notizia pubblicata risalente al primo settembre si afferma che la concentrazione di sostanze nocive in città è nella norma. Rospotrebnadzor non ha rilasciato commenti poiché "non ci saranno conferenze stampa finché tutti gli esperti sono ad Armyansk".

Niente panico

Dopo le innumerevoli lamentele sui social media e gli articoli sui media locali si è recata ad Armyansk un'intera schiera di funzionari. Il presidente della regione Sergey Aksenov ha incontrato i cittadini, ha parlato con il direttore della sezione federale del Rospotrebnadzor Anna Popova e con i rappresentanti di altri enti di controllo. Sulla sua pagina Facebook ha dichiarato che il 4 settembre la concentrazione di anidride solforosa per la prima volta ha oltrepassato i limiti consentiti, ma che "non vi sono i presupposti per dare lo stato di emergenza né per andare nel panico perché niente minaccia la vita e la salute dei cittadini".

Nonostante il rifiuto di dare lo stato di emergenza, il presidente della repubblica ha ordinato l'evacuazione di tutti i bambini dalla città e da due villaggi vicini e ha indetto due settimane di vacanze. Ha fatto questo, secondo Aksenov, per "capire come agire". È stato creato un quartier generale operativo per coordinare gli sforzi dei vari enti. In particolare, questo riguarda la questione del trattamento dei bambini in strutture mediche.

"Tutto sarà pagato dallo stato", ha promesso il direttore. È già stato reso noto che le strutture ospedaliere che fanno parte dell'impresa statale "Solnechnaya Tavrika" sono pronte ad accogliere 3.000 bambini e i loro accompagnatori da Armyansk. Saranno suddivisi in tre regioni della repubblica. Si sono fatti sentire anche gli imprenditori: la presidente dell'Associazione dei piccoli hotel Natalya Parkhomenko su Facebook ha comunicato che in caso di necessità anche i privati presteranno il loro aiuto per un alloggio temporaneo.

Titan

Lo stabilimento Krymsky Titan è situato a circa 5 km dalla città, non lontano dal confine con l'Ucraina. È una delle maggiori imprese dell'Europa orientale a produrre biossido di titanio che viene usato per la preparazione di vernici, materie plastiche, gomma, carta. Qui vengono prodotti pigmenti rossi di ossido di ferro, acido solforico, solfato ferroso e altre sostanze pericolose.

Al momento lo stabilimento è l'unica grande impresa di Armyansk. Al suo interno lavorano circa 5.000 persone, cioè metà della popolazione attiva della città. Nel 2014 Tita ha cominciato a rivedere le modalità di fornitura delle materie prime, il che ha influito sulle entrate e sugli stipendi. Un lavoratore dello stabilimento Andrey Osintsev (il cognome è stato cambiato su sua richiesta) racconta: "Ritardano sempre nel pagamento dello stipendio, non troppo, ma comunque di alcuni giorni o una settimana. I lavoratori che non possono andarsene sono praticamente in trappola perché non è possibile trovare un altro lavoro. Gli stipendi non sono altissimi, ma è comunque qualcosa. E i dirigenti del Krymsky Titan lo sanno: se chiudono lo stabilimento, circa 5.000 persone perderanno il lavoro e la città si troverebbe ad affrontare una situazione difficile. Questo dà loro carta bianca".

Lo stabilimento Krymsky Titan
© Sputnik . Andrey Iglov
Lo stabilimento Krymsky Titan

Secondo Andrey e altri lavoratori con i quali siamo riusciti a parlare le responsabili delle emissioni sarebbero le vasche di sedimentazione ormai prosciugate.

"Prima le vasche prendevano l'acqua dal Canale della Crimea settentrionale, ma adesso questa fonte non è più accessibile. La concentrazione di anidride solforosa è molto alta. Quando c'è vento si sente un forte odore di acido cloridrico", ha riferito un dipendente dello stabilimento, Aleskey Prosviryakov (il cui cognome è stato modificato).

Come dice Aleksey, oggi il suo chiodo fisso non è il lavoro, ma la salute dei figli: infatti, a causa delle emissioni di sostanze chimiche i giovani abitanti di Armyans lamentano nausea, giramenti di testa, scottature e bruciore alle gambe.

Al momento Krymsky Titan è sull'orlo della bancarotta stando ai dati di VTB Bank. Il suo debito bancario è pari a 2,5 miliardi di rubli. Nel 2017 Aksenov ha dichiarato che il governo della regione sosteneva l'impresa: ai dirigenti della fabbrica si chiedeva solamente di mantenere stipendi di livello medio e di salvaguardare i posti di lavoro. Allora il presidente della regione aveva disposto la creazione di una tabella di marcia per l'estinzione dei debiti dell'impresa.

Non è stato possibile ottenere alcun commento da parte dei rappresentanti dello stabilimento in quanto nessuno risponde al telefono e il sito ufficiale del Titan non è al momento disponibile.

Cosa succederà?

Anche se lo stabilimento non ha ufficialmente riconosciuto la sua responsabilità per le emissioni (secondo l'amministrazione della fabbrica nella cosiddetta patina oleosa vi sarebbe lo ione cloruro che non è impiegato dal Titan), il presidente della repubblica ha disposto di interrompere le attività dell'impresa per due settimane. Stando alle parole di Aksenov, i dirigenti della società avrebbero promesso di pagare comunque lo stipendio mensile ai dipendenti.

Adesso il governo crimeano sta cercando un'altra fonte idrica per riempire la vasca. Sergey Aksenov ha comunicato che le autorità stanno esaminando due possibilità per far fronte alle emissioni dannose: "La prima consiste nel determinare la composizione dell'acqua nel Golfo di Karkinit per capire quale reazione questa potrebbe scatenare in un ambiente acido in modo da evitare situazioni spiacevoli. Se la composizione dell'acqua può fare al caso nostro, la utilizzeremo".

Ha, inoltre, precisato che il serbatoio per gli acidi può essere riempito solo con acqua dolce. Per farlo ci vorranno fino a 5 mesi: si parla di 30 milioni di m3. La seconda possibilità, ha aggiunto Aksenov, è la creazione di un serbatoio speciale: "In calce spenta o in altri materiali. Fra tre giorni i chimici ci diranno esattamente di cosa abbiamo bisogno".

Aksenov ha definito la situazione straordinaria e ha dichiarato che nessuno è intenzionato a nascondere le vere informazioni alla popolazione.

Viktor Petrov, presidente della Società russa dei chimici ed ex direttore di Krymsky Titan ha un suo punto di vista. Ha spiegato a Sputnik che lo stabilimento non è responsabile della situazione venutasi a creare: non ci sono stati inconvenienti nell'attività della fabbrica o nel processo di lavorazione. Per questo, il fatto che l'amministrazione dello stabilimento neghi il suo coinvolgimento è del tutto giustificato.

"Tuttavia, un'analisi più approfondita ha evidenziato che negli ultimi quattro anni Titan ha interrotto la produzione di concimi minerali per la quale era impiegato l'acido solforico. Dunque, nei serbatoi si sono accumulate acque più acide. A causa dell'eccessivo caldo l'acqua è evaporata e la concentrazione di acido solforico è aumentata. Si è verificata una reazione tra il clorato di sodio del lago Sivash e l'acido che ha formato cloro e soda. Il cloro ha cominciato ad evaporare e il vento l'ha portato ad Armyansk. Era impossibile prevedere una cosa del genere", ritiene Petrov.

Secondo Petrov, non si può fare niente se non aumentare il livello dell'acqua nel serbatoio. Petrov ha proposto di utilizzare un tubo che parte dal Golfo di Karkinit e attraversa il Perekopsky val, in tutto 5 km.

"Se fosse stato aperto il Canale della Crimea settentrionale non sarebbe successo nulla. Ma ora dovremo pensare a un modo per aggirare il problema. Non ci sono altre possibilità. Non è possibile chiudere la fabbrica perché è l'unica in Russia a produrre biossido di titanio. Ne consumiamo più di 70.000 tonnellate all'anno. Chiudere Titan, vorrebbe dire importare questo prodotto", ha sottolineato l'esperto.

P. S.: Come è stato reso noto la sera del 4 settembre, gli inquirenti crimeani hanno intentato una causa penale per la violazione delle norme sul trattamento di sostanze pericolose in seguito all'emissione nell'atmosfera di esalazioni provenienti dalla fabbrica.    

Tags:
emissioni, inquinamento, Bambini, Crimea
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