05:05 23 Settembre 2018
Aleksandr Zakharchenko durante una visita ad una scuola di GorlovkaAleksandr Zakarchenko in un incontro con i cittadini dell'abitato di NovoazovskaUn portafoto con l'immagine di Aleksandr Zakarchenko

La morte di Aleksandr Zakharchenko - un grande vuoto

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Eliseo Bertolasi
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Ho avuto l'onore d'incontrare Aleksandr Zakharchenko in diverse occasioni; l'ultima, domenica 26 agosto a Tskhinval alle celebrazioni per l'anniversario dei 10 anni d'indipendenza dell'Ossezia del Sud. La notizia della sua morte mi è giunta quindi, ancora più sconcertante e angosciante.

Ricordo il suo discorso sul palco del teatro di Tskhinval, forse l'ultima, o almeno tra le sue ultime dichiarazioni ufficiali. Al fianco aveva il grande amico, il presidente dell'Ossezia del Sud Anatolij Bibilov, davanti, tutte le delegazioni giunte nella capitale osseta per l'evento. Le sue parole sentite e lette a posteriori sembrano acquisire ancor più valore e significato:

"Sapete! Voglio ribadire, ciò che l'Ossezia ha fatto per noi non ha paragoni. Sapete! Forse questo gesto non sarà apprezzato oggi, ma sarà apprezzato tra decenni. Ma questa è la verità — gli osseti sono stati i primi a riconoscere l'indipendenza della DNR. Questo l'ho detto ai miei figli, l'ho detto nelle assemblee.. Lo dico personalmente: Finché saremo vivi, non dimenticheremo quello che gli osseti hanno fatto per noi. Lasceremo questo gesto nei cuori dei nostri figli. Grazie infinite al presidente (Bibilov) per tutto quello che c'è stato…  Grazie al Presidente della Federazione russa, ai cittadini della Russia. Credetemi, lo apprezziamo molto e la nostra gente lo sa. Questo è un enorme contributo e un enorme lavoro che avete fatto. Cari osseti, illustri ospiti, voglio congratularmi con Voi per il decennio d'indipendenza. Oggi, i vostri figli, i vostri ragazzi stanno combattendo sulla nostra terra. M'inchino davanti alle Vostre madri, alle Vostre donne per questi meravigliosi combattenti. Grazie infinite a Voi, per il fatto che esistete!".

Questo è lo stile di Zakarchenko: parole dirette e sempre dal cuore.

Aleksandr Zakharchenko sul palco del teatro di Tskhinval, a sinista Anatolij Bibilov
© Sputnik . Eliseo Bertolasi
Aleksandr Zakharchenko sul palco del teatro di Tskhinval, a sinista Anatolij Bibilov

Zakarchenko era un figlio della sua terra: il Donbass. Nacque a Donetsk, il padre minatore. Era un combattente pluridecorato, un autentico patriota che non ha esitato davanti all'aggressione dell'esercito ucraino ad imbracciare le armi e a condurre il suo popolo verso un cammino d'indipendenza e di libertà. Ha risposto a un dovere morale fondamentale: difendere la propria famiglia, la propria terra, la propria gente. Difendere e non aggredire; ricordo in uno dei suoi discorsi disse:

"Mai un colpo da Donetsk è caduto sul territorio di Kiev, Kharkov, Lvov, Uzhgorod.. Perché allora questi colpi cadono su Kuibushesvkiy (quartiere di Donetsk)?".

Per questo ideale di libertà è stato assassinato a 42 anni; lascia la moglie e quattro figli.

Non solo era il capo della DNR ma, per chi ha avuto l'occasione di conoscerlo era sopratutto un leader e un comandante carismatico. Ricoprì il grado di generale maggiore della DNR, partecipò a numerose battaglie, fu ferito al braccio vicino a Kozhevnya il nel luglio 2014, fu ferito alla gamba a Debaltsevo nel febbraio 2015. Venne decorato "Eroe della DNR", insignito con due Croci di San Giorgio. 

Le due autoproclamate Repubbliche di Donetsk e di Lugansk sono in guerra con l'Ucraina. In guerra si può morire, è nella logica delle parti in conflitto. La questione è che, in questo caso, con l'assassinio di Zakharchenko, non ci troviamo di fronte a combattimenti, ma, come al solito, di fronte a dei vili attentati terroristici. Lo stile e la regia è sempre la stessa: prima i comandanti Motorola (Arsen Pavlov) e Givi (Mikhail Tolstykh), ora Zakharchenko; combattenti talmente invincibili sui campi di battaglia da poter venire solo assassinati alle spalle, chi a casa, in ufficio, al ristorante..  con degli atti di codardia.

Certo i "prodi" assassini di Zakharchenko ora gioiscono. Sicuramente ora esulta il "partito della guerra" di Kiev, gli iper-nazionalisti figli del Maidan. Gioiscono tutti coloro a cui i quattro anni di guerra nel Donbass, gli oltre 10.000 morti civili, le decine di migliaia di feriti e l'enorme distruzione della regione non bastano, ma vorrebbero far affogare il loro paese, l'Ucraina, in un immane bagno di sangue di una guerra fratricida.  

Zakharchenko era il garante degli accordi di Minsk, che seppur senza una risoluzione del conflitto, almeno hanno avuto il merito di congelare la guerra sulla linea del fronte ad un livello di bassa intensità. Con questa provocazione terroristica, gli accordi di Minsk non sono semplicemente violati per l'ennesima volta, ma praticamente cancellati. Temo che questo crimine possa aprire un vaso di Pandora, che una volta aperto non si sa come e quando si richiuderà.

26 agosto 2018, Eliseo Bertolasi insieme ad Aleksandr Zakharchenko a Tskhinval, a destra Mauro Murgia
© Sputnik . Eliseo Bertolasi
26 agosto 2018, Eliseo Bertolasi insieme ad Aleksandr Zakharchenko a Tskhinval, a destra Mauro Murgia

Ho avuto il privilegio di conoscerlo, addirittura di ricevere dalle sue mani l'onorificenza "Ordine dell'amicizia". Ma il ricordo particolare che conservo nel cuore è datato 11 maggio 2016, quando in occasione della Festa della Repubblica l'11 maggio 2016, a Donetsk, la delegazione italiana lo omaggiò dell'Icona Sacra della Madonna del Perpetuo Soccorso. Zakharchenko visibilmente commosso, ringraziando di cuore, nonostante fossimo in mezzo a decine d'invitati, si fece il segno della croce prostrandosi davanti all'icona.

Un gesto, questo, di fede, di umiltà e di sottomissione alla Santa Vergine Maria oggi in grande disuso nell'Occidente materialista e scristianizzato.

È con quel gesto di fede che lo voglio ricordare.

"Aleksandr riposa in pace in quella terra che hai difeso e amato fino al dono della tua vita"! Che la terra ti sia lieve!

 

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione

Tags:
Aleksandr Zakharchenko, Donbass
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