20:58 19 Settembre 2018
Terra

Le conseguenze dell’inversione dei poli terrestri

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L’inversione dei poli magnetici priverà quasi completamente la Terra della sua protezione dalle particelle ionizzate di vento solare e da altre forme di radiazione cosmica. Questo accelererà l’evoluzione animale e avrà un impatto estremamente negativo sulla vita umana. È l’argomento dell’articolo pubblicato da alcuni geologi sulla rivista PNAS.

"Il campo magnetico terrestre ci protegge dall'azione diretta delle radiazioni solari già da 3,5 miliardi di anni. Le potenti eruzioni solari periodicamente creano protuberanze solari che possono generare gravi problemi agli apparecchi elettronici. L'inversione dei poli porterà a conseguenze ancora più serie dell'Evento di Carrington, la mega-eruzione solare del 1859", spiega Andrew Roberts dell'Università Nazionale Australiana di Canberra.

La posizione dei poli e il punto verso cui sono dirette le bussole non sono proprietà immutabili del nostro pianeta. Periodicamente, circa ogni 450.000 o un milione di anni, i poli nord e sud del pianeta si invertono. Tracce di questo fenomeno sono state trovate dagli scienziati nella struttura di antiche argille e in rocce magmatiche. Ad esempio, circa 40.000 anni fa la metà "nord" della lancetta della bussola indicava l'attuale polo sud e viceversa.

Due anni fa i geologi dell'Università di Rochester hanno fatto una scoperta incredibile: sono riusciti a trovare un'anomalia magnetica in Sudafrica sulla riva del fiume Limpopo. Lì la forza del campo magnetico diminuiva improvvisamente di alcune volte fino a raggiungere i valori bassissimi riscontrati nel XIII-XVI secolo.

In primo luogo, questa scoperta ha dimostrato che l'inversione dei poli terrestri si verifica non in modo casuale, bensì in precisi luoghi con proprietà anomale in cui le rocce del mantello si avvicinano alla superficie e ostacolano la normale circolazione di sostanze nel nucleo. In riferimento al considerevole abbassamento della forza del campo magnetico terrestre verificatosi negli ultimi tre secoli, alcuni scienziati oggi ritengono che questo processo sia cominciato in un passato non troppo lontano.

Roberts e i suoi colleghi hanno tentato di determinare la portata del fenomeno che attende la Terra in tal caso. Per farlo, hanno studiato le conseguenze delle precedenti inversioni dell'asse terrestre, in qualche modo "stampate" in stalagmiti e stalattiti che si sono formate in centinaia di migliaia di anni in una grotta del sud della Cina.

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© Sputnik . Valeria Yarmolenko
I geologi spiegano che queste escrescenze erano interessanti per due ragioni. In primo luogo, l'età dei diversi strati al loro interno poteva facilmente essere determinata basandosi sul numero di isotopi di torio e di uranio. In secondo luogo, i microscopici granelli di sali di ferro "incastrati" al loro interno mostrano verso quale lato era rivolto l'asse magnetico terrestre al momento della loro formazione.

Studiando la loro struttura, gli scienziati hanno scoperto che circa 98.000 anni fa si verificò una serie di eventi molto simili per la loro portata a inversioni polari decisamente forti. L'asse magnetico terrestre al tempo cambiava la propria posizione in modo molto brusco e la forza del campo precipitava dal 100% al 10% in soli 100 anni.

In alcuni casi l'asse si spostava verso nord, sud, ovest o est di 30-40 gradi, ma talvolta i poli terrestri si invertivano nel giro di pochi secoli muovendosi a ritmi da record.

Scoperti questi spostamenti polari, gli scienziati hanno verificato se esistessero tracce di questo processo in altre stalattiti e stalagmiti formatesi in quel periodo in grotte in Spagna o negli USA. Nelle grotte sono state osservate mutazioni analoghe nella magnetizzazione delle rocce. Questo ha dimostrato che simili inversioni dell'asse magnetico terrestre si sono verificate davvero.

Se le stalattiti non mentono, Roberts ha ragione quando afferma che lo "scudo magnetico" terrestre scompariva quasi completamente durante simili inversioni dell'asse e che questo permetteva al vento solare di bombardare incontrastato la Terra.

Gli scienziati ritengono che simili cataclismi abbiano accelerato l'evoluzione di animali e piante sulla Terra, abbiano ostacolato le migrazioni di uccelli e altri animali volanti, e che oggi possano creare gravi problemi alle linee elettriche e distruggere tutti i satelliti in orbita. Gli scienziati sperano che l'umanità riuscirà a prepararsi all'ennesima inversione dell'asse prima che questa si verifichi. 

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