13:49 19 Settembre 2018
Cancer cell

Svelato il segreto dell’invulnerabilità delle metastasi tumorali

CC BY-SA 4.0 / Destroyer of furries / Cancer cell
Mondo
URL abbreviato
250

Le cellule metastatiche tumorali non muoiono una volta confluite nel sangue e nei “nuovi” organi poiché sono in grado di trasformare le proteine danneggiate e altri “rifiuti” cellulari. Questa è la conclusione a cui sono giunti i biologi molecolari, autori di un articolo sulla rivista PNAS.

"Quando una cellula tumorale lascia la sua casa "natale", comincia ad essere sottoposta a un enorme stress. Comincia a combattere questo stress, accelerando la trasformazione dei "rifiuti" e la sua uscita nell'ambiente esterno. Dopo aver interrotto l'azione dei lisosomi, cioè i principali responsabili della distruzione di cellule esterne, le metastasi hanno smesso di crescere", spiega Michael Morgan dell'Università del Colorado.

Attualmente gli scienziati ritengono che il sistema immunitario solitamente riesca a contenere piuttosto bene le fasi iniziali dei tumori, le cui cellule si trovano al loro interno. Quando le cellule sono in grado di muoversi in autonomia, compaiono le metastasi che il sistema immunitario per qualche ragione non riconosce e non tenta di reprimere. Secondo le statistiche dei servizi medici USA, circa il 90% delle morti dei malati di cancro sono dovute a metastasi.

Un perito medico in laboratorio
© REUTERS / Sirpa - Gendarmerie Nationale/F. Balsamo
Negli ultimi anni gli scienziati hanno scoperto alcuni meccanismi che permettono al tumore di aggirare il sistema immunitario e diffondersi nell'organismo. In alcuni casi le cellule tumorali riescono a penetrare in determinate cellule immunitarie e a costringerle a trasportarle in altre zone dell'organismo. In altri casi, invece, le cellule tumorali si spacciano per una ferita presentando un "passaporto falso" di cellula staminale.

Tutto ciò, come sottolinea Morgan, non spiega in alcun modo perché le cellule metastatiche non muoiano in altri organi in cui vi sono condizioni ambientali completamente diverse e perché molte di loro diventino invulnerabili a molte tipologie di chemioterapia.

Il suo team ha trovato una risposta a questa domanda sperimentando vari farmaci non legati direttamente alla cura del cancro. Durante questi esperimenti gli scienziati hanno trattato con questi farmaci alcune colture di cellule tumorali metastatiche che "fuggivano" dalle neoplasie verso la vescica e hanno osservato come reagivano a queste molecole.

Molte tipologie di metastasi si possono distruggere impiegando la clorochina e altri farmaci che oggi sono utilizzati per curare la malaria. Tutte queste sostanze, come hanno scoperto gli scienziati, hanno una proprietà in comune: ostacolano il lavoro dei lisosomi, speciali organelli nei quali i parassiti della malaria, nonché le cellule sane e quelle tumorali distruggono i "rifiuti" proteici.

Questo ha portato gli scienziati a pensare che i lisosomi svolgano un ruolo particolarmente importante nella vita delle metastasi. Hanno verificato che è proprio così modificando il DNA di "particolari" cellule tumorali in modo tale che l'attività dei lisosomi in esse contenuti aumentasse vertiginosamente.

Simili piccole modifiche rendono le cellule tumorali più mobili e capaci di sopravvivere in nuove condizioni, ma le rendono anche più vulnerabili all'azione dei farmaci contro la malaria e di altre molecole che ostacolano il lavoro dei lisosomi. La cosa interessante è che il lungo trattamento delle colture di cellule metastatiche con la clorochina ha reso queste cellule meno vulnerabili all'azione della sostanza ma ha fatto loro perdere la loro capacità di migrare verso nuovi organi e tessuti.

Morgan e i suoi colleghi ritengono che questa inusuale dipendenza possa essere impiegata nella lotta contro le metastasi e nell'isolamento dei tumori, trattandoli con la clorochina e altri farmaci con proprietà simili. In questo caso il tumore non scomparirà, ma non si diffonderà più nell'organismo. In tal modo, i chirurghi potranno eliminarlo e salvare la vita del paziente. 

Correlati:

Studentessa russa diventa modella di Gucci dopo rimozione tumore al cervello
Tags:
DNA, tumore, Malattie, cancro
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik