12:28 12 Dicembre 2018
Soldato ucraino alla periferia di Mariupol

Ex militare ucraino accusa la Russia di provocare rivolte in sud-est del paese

© AFP 2018 / PHILIPPE DESMAZES
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La Russia fa pressione economica sui porti marittimi di Mariupol e Berdyansk per provocare rivolte popolari. Questo è stato dichairato in onda sul canale televisivo Espresso, dall'ex comandante e vice ammiraglio della Marina Ucraina Sergey Gaiduk.

Secondo lui, la Russia "attua la strategia del caos" nel Mar d'Azov.

"Dobbiamo capire che in questi porti lavorano fino a cinquemila persone, e che nel caso di perdita del lavoro potrebbero condurre azioni di natura sociale, cioè, potrebbero esserci fluttuazioni sociali nella popolazione, e c'è un errore di calcolo in questa direzione" ha detto Hayduk.

La situazione è complicata dal fatto che Mariupol non è lontana dal Donbass, aggiunge l'esercito.

"Provate a immaginare, nella parte orientale del Mariupol dove è schierata la nostra flotta che ogni giorno si scontra con il nemico, e ad ovest di Mariupol e nella stessa città di Mariupol ci sono rivolte della popolazione, perché perdono il loro lavoro, perdono la loro capacità di mantenere la loro famiglia e così via" ha detto.

Questa non è la prima accusa contro Mosca da parte di militari ucraini in pensione. In precedenza, l'ex vice capo di stato maggiore delle Forze armate dell'Ucraina Igor Romanenko ha detto che la Russia ha messo a punto un piano per "conquistare" le parti meridionali e orientali dell'Ucraina. Particolare preoccupazioni sono suscitate alla vista di navi russe nel Mar d'Azov equipaggiate con missili da crociera Kalibr.

In risposta, analisti politici e gli esperti hanno detto che per la Russia non ha "senso condurre un'espansione militare, e che lo scopo di tali dichiarazioni è di accendere il dibattito nei media, nella speranza di un qualche tipo di futuro politico."

Ancor prima, il vice ministro dell'Ucraina per i "territori occupati" Georgy Tukka ha detto che Kiev può opporsi alla marina russa nel Mar d'Azov, così ha l'intenzione di chiedere al Consiglio di sicurezza dell'ONU o della NATO un aiuto marittimo.

La situazione nel Mar d'Azov è peggiorata il 25 marzo dopo che le guardie di frontiera ucraine hanno sequestrato una nave della Crimea, la Nord, battente bandiera della Russia con dieci membri dell'equipaggio. Sono tutti cittadini russi, sebbene Kiev li consideri cittadini ucraini. Due membri dell'equipaggio sono riusciti a tornare in Crimea attraverso la Bielorussia, sette sono stati arrestati prima di voalre a Minsk. Il comandante della nave viene accusato di "violazione dell'ordine di entrata nel territorio occupato temporaneamente dell'Ucraina e l'uscita da esso per nuocere agli interessi dello Stato", rischia fino a cinque anni di carcere. 

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