09:12 12 Dicembre 2018
Futuro

Farsi congelare la testa per risvegliarsi fra un secolo

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Il professore di matematica Sergey Nekrasov di Novocherkassk è convinto di aver comprato un biglietto per il futuro. Lo studioso ha concluso un contratto con una società di crioconservazione per il congelamento della sua testa. Spera un giorno di risvegliarsi dal mondo dei morti.

Il dottore di ricerca in scienze fisico-matematiche Sergey Nekrasov ha firmato un contratto con una società di crioconservazione per il congelamento della sua testa sperando di risvegliarsi fra 100 o 200 anni.

Nekrasov Sergey, professore del Politecnico di Novocherkassk, è stato intervistato da Sputnik.

— Quand'è stata la prima volta che si è interessato alla questione della "vita eterna"?

— Tutto cominciò nel 1988 quando per caso acquistai un libro del grande gerontologo Frolkis, famoso in tutto il mondo. In quel libro veniva citato un altro libro, quello del fondatore della crionica Robert Ettinger "Ibernazione nuova era. La prospettiva dell'immortalità", nel quale sono descritti i vantaggi della crionica. L'idea di fondo di questo processo è il congelamento di corpi od organi umani fino a raggiungere la temperatura dell'azoto liquido o della CO2 (ghiaccio secco). Chiaramente, tutti o quasi vorrebbero vivere a lungo. Per questo, l'idea dei crionisti suscitò il mio interesse. Da allora ho cominciato a pensare all'ibernazione e, quando se ne è presentata l'occasione, ho concluso un contratto con la società russa di crioconservazione KrioRus.

— Lei si fida di queste tecnologie? Cosa ne pensa delle probabilità di non risvegliarsi più? Fra quanto si sottoporrà al processo?

Chirurgo Sergio Canavero con il professore Xiaoping Ren
© Foto : fornita da Sergio Canavero

— Non ho mai avuto grandi dubbi sulla crionica, perché l'idea l'ho presa dal libro di un autorevole gerontologo. Essendo uno scienziato, ho un approccio analitico a tali questioni e ho anche pubblicato un articolo sul tema della crioconservazione per una conferenza medica internazionale. Sì, ci sono problemi, rischi, imperfezioni di vario tipo e cavilli giuridici legati a questa procedura. La criopreservazione viene effettuata dopo l'attestazione giuridica della morte del paziente. Vi sono due alternative. O il corpo viene riconsegnato alla terra o viene crioconservato. Nel secondo caso si può sperare in un futuro risveglio. E io credo che vi siano varie possibilità di riuscita. Maggiore è il periodo di crioconservazione, maggiori sono le possibilità di riuscita. Il periodo minimo sono 100 anni. 200 anni sono, invece, un periodo sufficiente per sperare in un futuro risveglio. In un lasso di tempo del genere le tecnologie biomediche avranno raggiunto un alto grado di perfezione e la società avrà cominciato a recepire in maniera più positiva i crio-pazienti.

— A suo parere la scienza è già in grado di risvegliare un morto?

— Le tecnologie attuali sono insufficienti per risvegliare con successo i crio-pazienti. Dovremo aspettare 100 o 200 anni. Ma un uomo può farsi criopreservare per questo periodo di tempo rimanendo di fatto in una condizione di anabiosi. Questo è il grande vantaggio della crionica. Il concetto di "morte" è relativo e cambia con il tempo. Nella pratica medica è ormai diffuso il concetto di morte clinica. I pazienti vengono rianimati con successo. Con i crio-pazienti si farà lo stesso.

— La Sua decisione è molto coraggiosa e, in una certa misura, azzardata. Lei cosa ne pensa? È stato difficile prendere questa decisione?

— Questa decisione non la definirei coraggiosa. L'ho presa dopo aver studiato la letteratura scientifica sull'argomento e i lavori di personalità universalmente conosciute nell'ambito della medicina e della gerontologia. Per questo è stata una decisione ponderata nel tempo, ma non difficile dal punto di vista psicologico.

— Come hanno reagito i Suoi parenti e amici alla Sua decisione? Alcuni di loro hanno per caso voluto seguire il Suo esempio?

— Ho parlato spesso con i miei parenti e amici delle mie idee e dei miei desideri. Ma loro non sono degli esperti, quindi le loro idee sull'argomento sono ingenue. Non sono stati contro la mia idea, ma l'hanno concepita come qualcosa di astratto. Abbiamo anche discusso dei rischi di questa procedura. I miei parenti e amici non hanno voluto seguire il mio esempio. Di norma sono a favore dello sviluppo tecnologico, ma non sono ancora pronti a testarlo praticamente su di loro. Sono convinto che in futuro capiranno i vantaggi della crionica.

— Non vi è secondo Lei verso questa pratica un'attrazione derivante dalla pubblicità, una pubblicità che fa leva sui romanzi degli scrittori di fantascienza e sul desiderio di tutti noi di prolungare la propria vita dopo la morte?

— Non c'è pubblicità perché il fine ultimo non sono i soldi. Si tratta piuttosto della legittima divulgazione di idee scientifiche ad elevato potenziale negli interessi della società tutta. Il nuovo concetto di transumanesimo è il diritto dell'uomo alla vita. La crionica aiuta a realizzare questo concetto. Gli artisti non hanno fatto altro che riflettere l'importanza della crionica e di altre idee della gerontologia.

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