23:47 16 Dicembre 2018
Buco nero

I cosmologi hanno trovato le prime tracce di buchi neri da "altri universi"

© NASA . Swift/Aurore Simonnet, Sonoma State University
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La eco a microonde del Big Bang contiene tracce dell'esistenza di buchi neri che vivevano nel "progenitore" del nostro Universo, che morì prima dell'inizio del Big Bang. Questo è stato scritto da matematici e cosmologi che hanno pubblicato un articolo nella biblioteca elettronica arXiv.org.

"Le radiazioni a microonde di fondo dell'Universo dovrebbero contenere tracce di buchi neri vissuti nell'Universo prima del Big Bang. Non stiamo parlando della singolarità o di qualsiasi oggetto reale, ma della radiazione di Hawking che ha prodotto questi buchi durante la loro vita, ha detto Roger Penrose, un famoso matematico e cosmologo britannico, riporta Live Science.

Penrose ed i suoi colleghi hanno cercato di trovare un modo per rispondere alla vecchia domanda cosmologica: che rappresentava l'Universo nei primi istanti dopo il Big Bang e come appariva prima di questo cataclisma che ha dato origine al nostro universo.

Oggi, come spiegano i cosmologi, ci sono due approcci a questo problema. Molti cosmologi credono che l'universo sia nato da una singolarità, un punto senza dimensione, che ha cominciato a espandersi rapidamente nei primi momenti dopo il Big Bang.

Un altro gruppo di astrofisici, tra cui Penrose e suoi sostenitori, ritengono che la nascita del nostro universo sia stata preceduta dalla morte della sua "antenata". Probabilmente è successo nel corso del cosiddetto Grande Strappo (Big Rip), generato dall'energia oscura, o dopo l'inizio di una stasi completa, la "morte termica" dell'universo.

Gli scienziati, come sottolinea il matematico britannico, si sono da tempo domandati perché la materia fosse distribuita in modo insolitamente uniforme in tutto l'universo nei primi momenti della sua vita, nonostante il fatto che la sua temperatura originale fosse molto alta.

Professor Stephen Hawking
© East News / Photoshot/REPORTER
Dieci anni fa, Penrose ha proposto l'idea che questo insolito "ordine" dell'universo si possa spiegare con il fatto che questo non sia nato nel vuoto, ma entro la singolarità derivante dalla versione precedente dell'universo dopo che in essa non era rimasto nulla, a esclusione dei buchi neri, il fotone e altre particelle senza massa.

I buchi neri, secondo la teoria di Stephen Hawking, gradualmente "evaporano", producendo la cosiddetta radiazione di Hawking. Come sottolineato dai cosmologi, questo è un processo molto lento  che durerà praticamente per tutta la vita dell'universo. Tuttavia  lascerà un'impronta speciale sul suo aspetto e influenzerà, come dimostrato dai calcoli di Penrose dei suoi colleghi, la struttura della eco del Big Bang.

In particolare, essa deve avvenire entro il cosiddetto punto di Hawking: una disomogeneità nella polarizzazione, simile nella forma ad anelli e cerchi. Diversi anni fa, i sostenitori di Penrose li hanno trovati nella raccolta dei dati del telescopio spaziale WMAP. La maggior parte degli scienziati non sono d'accordo con le loro conclusioni, trovando tale corrispondenza una coincidenza.

Nel nuovo articolo, Penrose e i suoi colleghi hanno analizzato i dati di altri due osservatori, Planck e BICEP2, osservando la eco "a microonde" del Big Bang in un modo diverso. Come si è scoperto, entrambi i telescopi vedono anche i punti di Hawking. Questi punti, facendo il confronto delle "foto" vere della radiazione di fondo dell'Universo con i set di dati arbitrari mostrano che non potevano sorgere da soli, come risultato della coincidenza di fattori casuali.

Tutto ciò suggerisce che i "punti di Hawking" hanno generato i buchi neri esistenti in "altri" universi. Anche se non è così, l'esistenza di "punti Hawking", secondo Penrose, indica l'esistenza di alcuni fenomeni e processi sconosciuti nei primi momenti della vita dell'universo, che è quasi impossibile da spiegare con l'aiuto della cosmologia moderna.

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