07:05 13 Dicembre 2018
Aleppo, Siria

Francia e Germania possono partecipare alla ricostruzione siriana

© Sputnik . Zaher Tahhan
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"Il successo della partecipazione militare della Russia in Siria non esclude la partecipazione finanziaria della Francia e della Germania nella ricostruzione del paese", ha detto Richard Labévière.

Lo ha detto a Sputnik il 14 agosto dopo l'appuntamento con Sergei Lavrov e Cavusoglu ad Ankara. Sono previste per il 7 settembre a Istanbul le trattative (tra Russia, Turchia, Germania, Francia), "la Russia allunga la mano alla Francia e alla Germania, per collegare questi paesi a condividere il processo di ricostruzione del paese. Quindi, anche se la Francia in Siria è in panchina, nel Consiglio di sicurezza delle nazioni unite ha la possibilità di dire una parola che conti. L'obiettivo principale è evitare il ripetersi di errori disastrosi nel conflitto bosniaco o le conseguenze della guerra in Iraq, in particolare, per quanto riguarda il piano per il ritorno dei rifugiati e la stabilizzazione della regione delle forze internazionali".

L'esperto è un giornalista-arabista, consulente per le questioni di politica internazionale, in particolare nell'ambito dell'islamismo e del finanziamento del terrorismo. Essendo un redattore di Radio France International (RFI), nel 2008 è stato rimosso dalla carica per aver intervistato Assad, al quale il giornalista non è stato in grado di ottenere esclusività. Attualmente dirige l'Osservatorio in materia di geostrategia Proche&Moyen-Orient, è autore di oltre una dozzina di libri sul terrorismo islamico e il mondo arabo in generale. Spesso sotto attacco da parte di forze politiche di sinistra per posizione filosiriana, ha uno sguardo critico sui media.

Il futuro della Siria: Mosca e Ankara invitano a Parigi e Berlino a negoziare. Francia e Germania sono di nuovo al centro per risolvere il problema siriano? Ankara e Mosca hanno invitato Parigi e Berlino ai negoziati sul futuro della Siria. Non vale la pena, tuttavia, esagerare il ruolo di questi paesi. Secondo il consulente per le relazioni internazionali Richard Labévière, proprio la Russia svolge un ruolo fondamentale nella stabilizzazione e ricostruzione della Siria.

"E' chiaro che Sergei Lavrov vuole evitare la collisione bilaterale, a rigor di termini, tra Mosca e Ankara".

"I turchi sono pronti a questo, vogliono mettere in campo la pressione su Damasco e la Russia sulla questione curda e per Manzhib. Né la Russia, né la Siria non hanno permesso ai curdi di creare autonomia o qualsiasi altra cosa, al confine con la Turchia, perché Ankara teme che questa zona diventerà un luogo di rifugio per il PKK, partito dei lavoratori del Kurdistan".

"La diplomazia russa è molto saggia, decidendo di coinvolgere in questo processo altri partner, in particolare l'Iran".

"Sembra cinico, ma si può dire che i russi si aprono agli europei, hanno parzialmente pagato il conto. Così si comportano con i cinesi".

"I russi già indirettamente hanno attirato i cinesi, anche per motivi politici, perché a Idlib ci sono cinesi jihadisti. Quindi dal punto di vista politico i cinesi sono interessati a far tornare questi jihadisti in patria, ma anche nel monitoraggio del processo politico in Siria".

"Per garantire la stabilità e il ritorno dei rifugiati in Bosnia (e anche in Kosovo e in altre regioni) è sempre stato richiesto di utilizzare le forze della KFOR, la forza internazionale sotto la guida delle Nazioni Unite. Quindi i russi sanno molto bene, che il ritorno di questi profughi sunniti nelle aree deve avvenire sotto la supervisione delle forze internazionali".

"Si deve evitare in Siria la ripetizione dell'Afghanistan, dove i talebani prendono il controllo della città, aventi valore strategico. Per l'Afghanistan sono stati creati programmi che costano miliardi di euro, ma, come si vede, la situazione in questo paese è catastrofica, che parla di completo fallimento dei politici occidentali".

"Vladimir Putin e il suo ministro degli esteri lo sanno molto bene, che dal successo in Siria dipenderà la questione Ucraina, Crimea, Europa Centrale, ma anche altre regioni, come l'Artico (Murmansk e lo stretto di Bering), la Russia esce fortemente rafforzata per motivi strategici, militari ed economici".

"Della diplomazia francese ha un'altra visione. Nel Mediterraneo persegue una politica che dipende da caso a caso, la stessa diplomazia guarda molto di più  non solo al Medio Oriente e nel Mediterraneo, ma prende in considerazione tutte le situazioni problematiche nei rapporti tra Mosca o l'Europa, non perdere di vista e USA e NATO".

"Nella questione siriana i russi si sentono bene perché hanno tutte le carte in mano e quindi possono chiedere concessioni in risposta, minori o simboliche richieste da parte della diplomazia francese. Che ci piaccia o no, gestisce tutto il Cremlino, è lui che tiene la mano sul polso, per quanto riguarda le destinazioni principali e le questioni di politica internazionale, anche se tutto questo deve ottenere il sostegno alle Nazioni Unite".

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Guerra, Ricostruzione, Siria
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