03:39 22 Settembre 2018
Montenegro

Montenegrini contro i talebani: perché Podgorica invia i suoi soldati in guerre altrui?

© Sputnik . Hans-Georg Schnaak
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Il Montenegro invierà ancora più soldati in Afghanistan, oltre a inviare truppe nelle missioni della NATO in Iraq e in Lettonia. Gli esperti montenegrini si interrogano su quali siano in vantaggi e gli interessi del Montenegro nel mandare i propri soldati a combattere le guerre per conto di altri paesi.

Il 9 agosto, il Ministero della Difesa del Montenegro ha dichiarato che entro la fine del mese un contingente aggiuntivo di 29 militari montenegrini sarà inviato alla missione NATO in Afghanistan, quindi il numero di montenegrini che forniscono "un forte sostegno" (la missione NATO in Afghanistan si chiama Resolute Support Mission), raggiungerà i 40.

Secondo le recenti dichiarazioni del presidente del Montenegro Milo Dzukanovic, le forze armate montenegrine presto verranno inviate anche alle missioni NATO in Iraq e Lettonia. Tra le altre cose, un ufficiale montenegrino verrà inviato al quartier generale del KFOR in Kosovo e Metohija, e un altro ancora all'Ufficio di collegamento militare della NATO a Skopje in Macedonia.

In otto anni il Montenegro ha inviato in Afghanistan 418 militari in tutto, il contingente montenegrino è stato inviato per la prima volta nel paese nel 2010. È noto che i costi della permanenza di un solo soldato montenegrino in Afghanistan sono pari a 140 euro al giorno, dei quali 100 pari alla paga giornaliero.

Per nessuno in Montenegro è un segreto che i soldati montenegrini fanno la coda per una missione di sei mesi in Afghanistan. Il loro principale motivo sono i guadagni, poiché la situazione economica del paese e la sicurezza materiale delle famiglie dei militari lasciano molto a desiderare.

Vale la pena notare che tutti i costi di invio e il soggiorno dei soldati in missioni NATO in tutto il mondo vengono coperti dai paesi stessi. Ciò significa che l'ulteriore invio di truppe montenegrine in diversi paesi del mondo cadrà sulle spalle dei contribuenti locali, dando qualche ragione agli analisti di parlare di un "racket protezionistico" degli Stati Uniti, che richiedono ai loro alleati della NATO seri investimenti in cambio del diritto di nascondersi sotto "l'ombrello di sicurezza" dell'Alleanza.

Non si può ignorare il fatto che, secondo le Nazioni Unite, solo nel 2016 in Afghanistan tra la popolazione civile sono morte 3498 persone e 7.920 sono rimaste ferite, un terzo di loro sono bambini, il che mette in discussione l'efficacia delle attività di mantenimento della pace della NATO in questo paese.

Il capo del Movimento per la neutralità del Montenegro Stefan Chukic ritiene che "i rapporti sull'espansione del contingente in Afghanistan dovrebbero avere un effetto di moderazione sulla società montenegrina". A suo parere, i cittadini dovrebbero capire che costruire una presenza militare in Afghanistan significa, prima di tutto, costi aggiuntivi per il bilancio già problematico del paese.

Nel frattempo il Ministero della Difesa si contraddice: recentemente lo stesso ha annunciato che il Montenegro non "parteciperà più a guerre straniere". "Cioè, sarebbe a dire o l'opinabile missione in Afghanistan  è "la nostra guerra", o dobbiamo davvero prendere parte ad una guerra straniera, con la quale non abbiamo assolutamente a che fare. E garantire questa partecipazione costa al Montenegro più di un milione di euro. Cioè, l'adesione alla NATO non solo non ha portato il boom economico promesso al Montenegro, ma ci obbliga anche a finanziare le guerre all'estero e la lotta per gli interessi degli altri" dice la fonte a Sputnik.

Chukic anche convinto che la presenza militare nel paese a 5.625 chilometri da Montenegro, dopo la fine ufficiale delle operazioni ISAF (International Security Assistance Force in Afghanistan sotto la guida della NATO) è controversa da un punto di vista etico.

"La comunità mondiale non capisce perché i militari stranieri rimangano in Afghanistan dopo la fine della missione ISAF. Posso interpretare l'attuale permanenza dei soldati montenegrini solo come una parte all'occupazione, perché per il popolo dell'Afghanistan siamo degli occupanti, membri dell'invasione militare" dice il leader del" Movimento per la neutralità del Montenegro".

Secondo Chukic, dichiarazioni del Presidente del Montenegro, Milo Djukanovic, sull'invio di truppe per la missione NATO in Lettonia e in Iraq, anche, non porteranno nulla al paese, tranne l'aumento del bilancio militare "che peserà fino all'ultimo centesimo sui contribuenti, riducendo le spese per l'istruzione e la sanità".

L'addetto stampa del partito politico del Montenegro Nova Srpska demokratija, Marko Kovacevic ricorda a Sputnik che nel 2006, uno dei principi fondamentali dell'alleanza politica separatista', che sosteneva l'uscita della Repubblica Federale di Jugoslavia, sarebbe a dire per la separazione dalla Serbia, era che il Montenegro non avrebbe più dovuto combattere per gli interessi degli altri. Come esempio i sostenitori dell'indipendenza portarono la partecipazione alla "guerra straniera" della Repubblica Federale di Jugoslavia in Kosovo alla fine degli anni '90. Tuttavia, osserva Kovacevic, si trattava anche di proteggere la popolazione di origine montenegrina del Kosovo e della Metohija.

"Oggi, quando il Montenegro in quanto membro della NATO invia i propri soldati in Kosovo a disposizione delle stesse forze contro cui ha combattuto nel 1999, la domanda sorge spontanea: qual'è in tutto questo l'interesse del Montenegro" ha detto il rappresentante del partito di opposizione montenegrina. A suo parere, lo stesso problema è anche vero per il contingente militare in costante crescita in Afghanistan.

"Come fanno i nostri soldati a difendere me, una persona che paga le tasse nel proprio paese, se si trovano in Afghanistan? In che modo il pagamento per il soggiorno e l'alloggio dei rappresentanti delle nostre forze armate in Afghanistan con i fondi di bilancio contribuisce a proteggere i confini del Montenegro e la sua sicurezza? Tale principio di funzionamento del nostro esercito mette in discussione le sue potenzialità, perché, consumando risorse di bilancio, non è in grado di proteggere il paese da qualsiasi pericolo" conclude.

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