08:01 14 Novembre 2018
Niqab

Scandalo musulmano sul Tamigi con protagonista l'ex ministro Boris Johnson

© AP Photo / Fred Ernst
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Il partito conservatore britannico ha avviato un'indagine nei confronti del militante ed ex ministro degli Esteri Boris Johnson per le sue osservazioni sulle donne che indossano il velo islamico niqab, che ha paragonato con le "caselle postali" ed i "rapinatori di banche".

Il corrispondente Sputnik ha discusso questo problema con il commentatore politico Qanta Ahmed e la giornalista Katie Hopkins.

Sputnik: Pensa che Boris Johnson debba essere punito per i suoi commenti su chi indossa il burqa e il niqab?

Qanta Ahmed: No, non è giusto. Ritengo che tutta l'isteria relativa alle sue osservazioni satiriche sia sorprendentemente scandalosa. Queste osservazioni non erano una manifestazione d'odio, piuttosto simboleggiavano lo sdegno per il fatto che indossare il niqab diventi una normalità nella società britannica. Prendendo in considerazione tutte le argomentazioni fornite da Johnson, capisco che non appoggia il divieto di indossare il niqab nel Regno Unito.

Ciò che mi preoccupa è che nell'Europa occidentale e nel Regno Unito diventa comune per le donne musulmane indossare il velo che copre completamente i loro volti, mentre nell'Islam non vi è alcuna argomentazione. Un bravo imam di Oxford ha scritto persino una lettera in cui spiegava che Johnson aveva ragione, questa tendenza di coprirsi completamente il viso è un segno del fondamentalismo islamico militante e della ortodossia islamica. Nel Corano non c'è una parola in cui si menziona che le donne in questo modo possano proteggersi dalla società. Sappiamo che questi copricapi sono un simbolo dei talebani e dello Stato Islamico.

Mi sembra sorprendente che gli intellettuali liberali britannici sostengano questa tendenza non normale.

Spero che Johnson manterrà la sua posizione e non si scuserà. Ma, forse, dovrebbe rivolgersi ad esperti che capiscono il concetto di indossare il niqab nel contesto politico dell'Islam per approfondire le proprie conoscenze in materia.

Katie Hopkins: certo che no. Secondo sondaggi condotti nel Regno Unito, il 60% degli intervistati ha la stessa opinione di Boris Johnson, e ritiene anche che abbia ragione nelle sue dichiarazioni.

Nel suo articolo Johnson dice che non si dovrebbe proibire di portare un burqa e che le donne musulmane possono indossarlo se vogliono. L'intera essenza del suo articolo si è persa sullo sfondo delle critiche. Ora il partito conservatore britannico condurrà un'indagine ufficiale sui suoi commenti. La maggior parte di quelli che hanno votato per i conservatori sostengono Johnson, ma lo stesso partito è determinato a creare la parvenza di una punizione. Questa è una brutta mossa, un gran numero di persone sostiene Johnson, speriamo fortemente che non si scuserà.

Sputnik: Perché alcune musulmane che vivono nei Paesi occidentali insistono sul loro diritto di nascondere il proprio volto?

Qanta Ahmed: Così dimostrano la loro opposizione al mondo laico, il propro desiderio di essere diversi, non membri integrati della società. Molto interessante è il fatto che questo diritto sia sostenuto dai giovani musulmani residenti nel Regno Unito, le cui madri non accettano questa tendenza. Può essere interpretato come un simbolo della militanza religiosa e come un'idea sull'islamismo e sul neo-fondamentalismo.

Sputnik: Pensa che il politicamente corretto sia ormai fuori controllo nel Regno Unito?

Katie Hopkins: Sono assolutamente convinta che il politically correct sia fuori controllo. Ho due argomentazioni a sostegno. Boris Johnson scrive un articolo in cui afferma che le donne col niqab sono come le cassette postali. Scrive che le persone con questi copricapi sembrano ridicole, ma allo stesso tempo afferma che non dovremmo vietarne l'uso. Ma allo stesso tempo in Iran, donne coraggiose si tolgono il velo e sfidano il regime islamico. Lottano per la loro libertà, per il loro coraggio vengono arrestate e spesso scompaiono per la reazione delle autorità.

La mia seconda argomentazione è che quello che stiamo vedendo non è una critica al burqa, Boris Johnson sostiene il diritto di indossare questo copricapo. Il fatto è che in Gran Bretagna non si può più criticare l'Islam, quindi il Paese si adegua ai precetti della Sharia.

Ciò significa che nel 2018 in Gran Bretagna è inaccettabile criticare l'Islam, questa è un'affermazione molto pericolosa per i cittadini comuni, a nessuno piace.

Tags:
Religione, Islam, Società, donne, Boris Johnson, Gran Bretagna
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