00:25 23 Ottobre 2018
Un soldato pakistano

L’élite militare pakistana si addestrerà in Russia

© AP Photo / Mohammad Sajjad
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A inizio agosto in Pakistan si è tenuta la prima sessione del Comitato militare russo-pakistano per la sicurezza e la difesa. In quell’occasione è stato firmato il contratto quadro “Ammissione di soldati della Repubblica Islamica del Pakistan all’addestramento in accademie militari del Ministero russo della Difesa”.

Al momento la Russia e il Pakistan stanno conducendo esercitazioni antiterroristiche congiunte e partecipano ad esercitazioni legate alla prevenzione del narcotraffico. Si sta anche sviluppando una collaborazione a livello militare: il Pakistan sta acquistando elicotteri russi, sta mostrando interesse per i carri armati russi T-90 e si stanno valutando le forniture dei caccia SU-35

Tuttavia, in passato il principale partner militare del Pakistan erano gli USA, ma dopo che Trump ha ridotto drasticamente i rapporti con Islamabad per il presunto sostegno ai talebani, Washington potrebbe perdere questa posizione privilegiata. "L'addestramento in accademie militari russe porterà a un importante cambiamento di prospettiva degli alti funzionari militari pakistani", ha dichiarato ai media occidentali Baqir Sajjad, giornalista e analista militare di Islamabad. "Fino ad ora i migliori ufficiali si erano addestrati negli USA". Il Pakistan è un attore importante della regione ed è fondamentale per gli USA perché confina con l'Afghanistan e l'Iran.  

Qualche informazione in più sul Pakistan:

Il Pakistan è una nazione povera e densamente popolata. Ciononostante, è nuclearizzata, è la nazione con la seconda maggiore comunità di musulmani e possiede il 17° esercito più potente al mondo dietro all'Italia (di 6 posizioni), a Israele (di 1) e davanti a Paesi come Spagna, Polonia, Repubblica Ceca e Corea del Nord.  

Sputnik Italia ha chiesto ad Azhdar Kurtov, redattore capo della rivista "Problemi di strategia nazionale", di spiegare perché sono tanto importanti le relazioni russo-pakistane.  

— Negli anni '80 l'URSS e il Pakistan non erano in buoni rapporti a causa della situazione in Afghanistan. Negli ultimi anni si osserva, invece, una tendenza più positiva. È vero?  

— Il Pakistan è una nazione relativamente giovane creatasi dopo il crollo dell'India britannica. La parte musulmana di quel Paese ha formato la nazione che oggi è il Pakistan. Prima esisteva il Pakistan occidentale e quello orientale. Quest'ultimo divenne poi l'attuale Bangladesh. Questo processo fu piuttosto complesso e difficile: molto sangue versato, milioni di profughi, varie guerre tra il Pakistan e l'India. Chiaramente durante queste guerre erano necessari un esercito e delle armi. Per questo, il Pakistan (retto per alcuni decenni esclusivamente da membri della casta militare) si orientò verso gli USA, perché questi durante tutto il XX secolo controllarono la situazione un po' in tutto il mondo grazie a un sistema da loro creato composto da blocchi militari filo-occidentali.

Il Pakistan partecipava attivamente al conflitto in Afghanistan anche durante l'introduzione nel Paese del contingente militare sovietico. In Pakistan, in particolare nelle cosiddette Aree tribali, furono collocati i campi dei Mujaheddin e tramite il Pakistan passavano le armi. Questo traffico continuò anche negli anni '90. Si ritiene che la CIA e i Servizi segreti interministeriali, uno dei maggiori enti politico-militari pakistani, furono i padri creatori del movimento dei talebani. Tuttavia, nel nuovo secolo si crearono delle fratture nelle relazioni tra Washington e Islamabad. Queste fratture erano legate al fatto che gli USA, non avvezzi a considerare la sovranità di altri Paesi, cominciarono a manifestare la propria aggressività e il proprio disprezzo per le autorità pakistane. L'aviazione statunitense cominciò ad attaccare non solo i talebani, ma anche i punti in cui era schierato l'esercito pakistano che subì così diverse perdite. Questo scatenò il malcontento della popolazione pakistana e della dirigenza politico-militare del Paese. E quando il livello di scontento si fece critico, i rapporti con Washington inevitabilmente si raffreddarono.

Chiaramente le autorità pakistane tentarono di risolvere il problema per vie diplomatiche, ma l'orgoglio degli USA in quel caso giocò a loro sfavore. In sostanza, gli USA non tennero in considerazione le proposte dei loro alleati politici nella regione. Gradualmente gli USA ridussero gli aiuti militari al Pakistan. Quest'ultimo cominciò a sviluppare i propri rapporti diplomatici con altre potenze: in particolare, cominciò a dialogare con la Russia e si candidò per rientrare nell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai di cui da poco tempo fa parte non solo come osservatore ma come membro a pieno titolo. Il Pakistan già in passato ha sviluppato attivamente le proprie relazioni con uno dei partner della Russia, cioè la Cina. Questo ha chiaramente scatenato grande scontento negli USA. E questo processo è in evoluzione anche oggi.  

— Oggi la Russia potrebbe prendere il posto degli USA nei rapporti col Pakistan?

— Mi sembra che sia ancora presto per parlare di questo. Chiaramente le possibilità finanziarie della Russia non sono tali da poter offrire al Pakistan aiuti multimiliardari, in particolare per sviluppare la loro potenza militare. La Russia può aiutare in altro modo. Grazie all'influenza dell'Organizzazione per la cooperazione di Shanghai la Russia può contribuire alla realizzazione di una serie di progetti economici importanti per il Pakistan. Ad esempio, Gazprom è intenzionata a partecipare alla fornitura di gas naturale in Pakistan. Questa possibilità non è ben vista dagli USA che stanno tentando, in primo luogo, di impedire che si creino buoni rapporti tra Pakistan, Cina e Russia e, in secondo luogo, di aumentare le esportazioni del proprio GNL.  

— Come va interpretato il fatto che l'élite militare pakistana sarà addestrata in Russia?  

— Di fondamentale importanza. I successi dell'URSS erano legati al fatto che militari di diverse nazioni venivano addestrati nelle accademie militari sovietiche. E, tornati in patria, non solo erano diventati amici dell'URSS, ma conducevano anche una politica filo-sovietica. Non siamo ancora a questo punto, ma sono stati fatti i primi passi in avanti nella giusta direzione. Ad ogni modo dobbiamo tener presente che attualmente la popolazione del Pakistan è maggiore di quella della Russia. Si tratta di un aspetto importante che svolge un ruolo fondamentale in una delle regioni del mondo per noi chiave. Vorrei aggiungere poi che, quando i militari usciti delle accademie russe ritornano in patria, chiaramente saranno favorevoli all'acquisto di armamenti russi perché in accademia sono stati addestrati a lavorare con quelli. Per questo, già oggi sono in atto progetti di collaborazione del genio militare. Si tratta di accordi molto importanti perché l'aviazione è, forse dopo i sistemi missilistici, una delle tipologie di armamento più costose. Se l'esercito pakistano si rivelerà una nicchia che il complesso difensivo russo può rifornire, questo contribuirà significativamente a rimpolpare il bilancio statale russo e a rendere il Pakistan indipendente dagli USA. Questi nell'ultimo periodo stanno dimostrando senza sosta che sono in grado di minare gli accordi di fornitura di armi per quelle nazioni la cui politica non aggrada Washington. In tal senso, l'esempio della Turchia è eloquente.

— Il presidente Trump non pensa che con le sue azioni sta in sostanza allontanando un alleato importante per il cui territorio passa l'approvvigionamento delle basi americane in Afghanistan?  

— La politica dell'attuale presidente degli USA è sconsiderata ed estremamente rischiosa. Il fatto di privilegiare esclusivamente gli interessi degli americani lo porta a calpestare gli interessi dei suoi alleati. Anzi, in tal senso, il caso del Pakistan non è nemmeno il più evidente. Ma Trump non molla. Probabilmente deve fare così per convincere gli altri che la sua rigida politica è quella giusta in una battaglia che vede contro di lui i suoi concorrenti del partito democratico. 

Tags:
Cooperazione militare, esercito, Iran, Afghanistan, USA, Russia, Pakistan
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