19:24 14 Agosto 2018
Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella

La Russia non si è intromessa nelle elezioni italiane e non ha trollato Mattarella

© AP Photo / Riccardo Antimiani, Ansa
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In Italia continua la massiccia campagna di denuncia di “troll russi influenti”. Dopo le accuse di manomissione dei risultati elettorali negli ultimi giorni gli attacchi informatici hanno interessato anche il Presidente della Repubblica.

I media non escludono che gran parte dello scontento nei confronti di Mattarella provenisse dalla Russia e che ad esprimerlo non siano state persone reali ma bot appositamente creati per l'occasione.

Interessato a capire come funzionino questi meccanismi, Sputnik Italia si è rivolto a dei professionisti delle tecnologie dell'informazione e, in particolare, a Mikhail Friben, esperto del Centro di informazione e di analisi degli Urali (a Ekaterinburg), e a Andrey Masalovic, presidente del consorzio Inforus nonché esperto nell'ambito della sicurezza informatica.

Mikhail Friben:

Cos'è la fabbrica dei troll? Si tratta di società che offrono servizi concreti per il lancio di vari progetti, tra cui quelli politici anche se questi sono meno degli altri. Di queste società ce ne sono ovunque. Con l'aiuto di account falsi spesso vengono portati alla ribalta e manipolati anche temi sociali importanti se i lettori per qualche ragione hanno paura a mettere "mi piace" a determinati post.

Supporre che tutti gli account bannati fossero russi è un'ipotesi eccessivamente grossolana. Internet non ha confini. E spesso a lavori commissionati da importanti personalità occidentali lavorano esperti russi semplicemente perché vengono pagati meno. E i tentativi di minimizzare le spese, in particolare attraverso l'impiego dei medesimi metodi di manipolazione, sono tipici di società private e non di progetti statali. Quindi, dire che dietro a queste azioni vi siano interessi o personalità russe legate alle autorità è piuttosto avventato.

Twitter
© AP Photo / Matt Rourke, File
Probabilmente una parte degli account è stata messa a punto in Russia o sottratta dal Paese, ma di questo si sono occupati privati che ci guadagnano. Perché in Russia? Perché in Russia questo tipo di lavoro costa meno. Conosco alcune società con uffici in Russia che lavorano solo con l'estero. Hanno account Facebook e Twitter in inglese e si occupano della promozione del loro marchio. Penso che, se ci si rivolgesse a loro per la promozione di idee politiche, sarebbero d'accordo. Chiaramente, lo farebbero per una ricompensa maggiore. Ma queste persone non sono legate in alcun modo con il governo. Inoltre, queste persone non amano particolarmente la Russia e vorrebbero andarsene ma non hanno abbastanza soldi per farlo.

Non è possibile riportare alla ribalta un tema se non vi è una relativa domanda all'interno della società. Sollevare un tema da zero su internet è praticamente impossibile. Se qualche tema preoccupa una città, allora solamente quella città potrà trattare in modo efficace quel tema.



Andrey Masalovic
© Sputnik .
Andrey Masalovic
Andrey Masalovic:

I bot possono non solo influire sulla coscienza di milioni di utenti ma anche creare per loro una immagine del mondo ben definita. Ciò significa che i bot sono l'arma politica del futuro e alla Russia non conviene rimanere indietro rispetto agli altri Paesi, deve anzi imparare a usare le nuove tecnologie. Ma non è possibile lanciare accuse perché non ci sono prove del fatto che i creatori dei bot siano russi.

Ogni tweet che discredita la posizione ufficiale di un Paese può essere considerato pro-russo e, dunque, di matrice russa. Tecnicamente per dimostrare un'ipotetica origine russa, è necessario stabilire che le persone che hanno registrato il bot siano russe e che lavorino per il governo. Inoltre, c'è sempre la possibilità di andare in un altro Paese, comprare un passaporto locale falso, acquistare una SIM del luogo, trasferire gli account e cominciare a scrivere in un'altra lingua. Anche se gli inquirenti appurassero che il determinato bot è registrato a nome di un cittadino russo che posta contenuti politici, non potrebbero comunque affermare che proprio quella persona fosse al pc proprio in quel momento e che controllasse il botnet, cioè la rete di pc infettati controllata da un Paese terzo.

Inoltre, bisognerebbe considerare che gli agenti segreti raccolgono sufficienti informazioni con le quali potrebbero trarre in inganno gli utenti onesti. I servizi segreti possono incastrare qualsiasi organizzazione se conoscono il suo modus operandi. Studiando questo, infatti, gli inquirenti possono capire se dietro un attacco da parte dei bot si celi un determinato gruppo di persone.

La recente data di creazione degli account che avrebbero "attaccato" Mattarella non costituisce una traccia riconducibile alla Russia. Si tratta solo di bot relativi a quell'unico attacco. È molto più semplice e altamente tecnologico comprare bot già pronti o creare un incubatore di bot. L'esempio riportato della creazione di appositi account per "attaccare" Mattarella segnala un approccio non professionale ed è vergognoso che in tal caso si punti il dito contro la Russia.

"La fabbrica russa di troll" è materiale ottimo per i meme. Ma in realtà ogni Paese ha una sua fabbrica di troll che servono a svolgere le funzioni più diverse. Se siete al ristorante, è poco probabile che vi venga naturalmente il desiderio di postare recensioni positive nel caso in cui abbiate mangiato bene. Circa il 100% delle recensioni positive di ristoranti e hotel rientrano nella cosiddetta industria dei bot e dei troll che è immensa. Solo che è molto più interessante parlare del suo lato politico e, chiaramente incolpare Mosca.

Chi c'è dietro all'attacco di troll e bot contro gli elettori statunitensi e italiani è chiaro. Negli USA Mikhail Kosinski ha avviato un meccanismo di indagine su Facebook tramite l'applicazione MyPersonality: ha raccolto 50 milioni di profili statunitensi, li ha venduti alla Cambridge Analytica che li ha utilizzati perché pagata dal team di Trump. Per quanto riguarda l'Italia si può affermare che in ogni situazione politica vi sono molte forze che promuovono i propri interessi. La Russia è uno di questi attori, ma non va demonizzata. I bot li hanno tutti. 

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Tags:
bot, troll, Elezioni politiche 2018 in Italia, Elezioni negli USA, Cambridge Analytica, Facebook, Sergio Mattarella, Italia, USA, Russia
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