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Navi nel Mar Caspio

Verso la legalizzazione dello stato giuridico del Mar Caspio

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Il 12 agosto a Tau, in Kazakistan, si terrà il quinto vertice degli stati del Mar Caspio: Azerbaigian, Iran, Kazakistan, Russia e Turkmenistan. L’obiettivo principale di questo forum è la firma della convenzione sullo status giuridico del Mar Caspio, la regione più importante del pianeta.

Per la prima volta il problema dello status politico e giuridico del Caspio, in senso moderno, ha avuto origine nel XVIII — XIX secolo. Tuttavia, il Mar Caspio non è diventato oggetto di decisioni legali. Solo gli accordi successivi alla guerra russo-persiana hanno delineato i principi fondamentali dello status del Mar Caspio. In conformità con questi accordi la Russia si è annessa una serie di territori della Transcaucasia e ha ricevuto il diritto esclusivo di mantenere una flotta militare nel Mar Caspio. I mercanti russi e persiani sono stati autorizzati a commerciare liberamente nel territorio di entrambi i paesi, e utilizzare il Mar Caspio per il trasporto di merci. Questa situazione era valida fino al 1917.

Dopo la rivoluzione del 1917 in Russia, il nuovo governo bolscevico ha rinunciato alla sua presenza militare esclusiva nel Mar Caspio. L'Unione Sovietica e l'Iran nel 1935 hanno siglato un accordo per l'utilizzo di una zona di pesca di 10 miglia marine nel Mar Caspio.

Dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale, l'Unione Sovietica, temendo la rivitalizzazione della Germania nazista in Iran e in tutta la regione, anche nel Mar Caspio, ha insistito sulla conclusione di un nuovo accordo con Teheran sul commercio e la navigazione sul Mar Caspio. Firmato nel 1940 il trattato prevede che nel Caspio circolino solo le navi di questi due stati. Ufficialmente, tutti questi accordi sono in vigore fino ad oggi.

Il crollo dell'Unione Sovietica nel 1991 ha cambiato radicalmente la situazione regionale nello spazio ex sovietico, in particolare nella regione del Caspio. Un gruppo di lavoro a livello di ministri degli Esteri dei cinque stati caspici è stato istituito nel 1996. Le numerose riunioni del gruppo non sono state sempre facili. I cinque partecipanti avevano spesso punti di vista diametralmente opposti, e hanno dovuto risolvere molti problemi complessi: giuridici, politici, militari, economici, ambientali. In 22 anni di negoziati le parti sono riuscite a ad accordarsi sull'ambiente, la conservazione delle risorse biologiche, la sicurezza, la risposta comune a situazioni di emergenza, le attività militari nel Mar Caspio, la divisione della superficie del Mar Caspio. Nonostante questi progressi, rimane aperta la questione della delimitazione dei fondali e dei relativi giacimenti di idrocarburi. 

Così, di recente, è stato annunciato l'approvazione del progetto per la convenzione sullo status giuridico del Mar Caspio, che sarà firmata durante il vertice di agosto. Secondo il documento, i cinque paesi caspici riconoscono il Mar Caspio non come un lago, ma come un mare, con le conseguenze giuridiche che ne derivano. Il progetto propone che gran parte dell'area acquatica e delle risorse biologiche del Mar Caspio rimangano di uso comune.

Gli appezzamenti del fondo e del sottosuolo in linea con il progetto di convenzione dovrebbero essere suddivisi in settori nazionali. A tal proposito Russia, Kazakistan e Azerbaigian hanno firmato accordi sulla divisione della parte settentrionale del Mar Caspio sulla linea di mezzo tra il 1998 e il 2003. Tra il Kazakistan e il Turkmenistan lo stesso accordo è stato firmato nel 2014. Tuttavia, la bozza del documento non chiarisce completamente la questione della delimitazione dei fondali marini nella parte meridionale del Mar Caspio.

L'aspetto sensazionale del progetto di convenzione è il fatto che i paesi del Mar Caspio possono porre sul fondale delle tubazioni  mettendosi d'accordo solo con quei paesi proprietari dei settori interessati. I vicini devono solo essere informati del percorso del gasdotto. Questo apre nuove possibilità per la costruzione del gasdotto Trans-Caspico dal Turkmenistan all'Europa.

Un punto importante del progetto di convenzione è l'articolo 3, che stabilisce che le attività delle parti nel Mar Caspio saranno attuate sulla base dei principi, uno dei quali è l'assenza nel Mar Caspio di forze armate estranee ai paesi caspici. Gli stati del Caspio si impegnano inoltre a non fornire il loro territorio a nessuno per fini militari.

Tutte le parti (per vari motivi) sono estremamente interessate a un documento universale che definisca tutte le attività nel Caspio, comprese quelle politiche, militari, economiche e ambientali. La Convenzione è un documento storico che, per la prima volta in centinaia di anni, garantisce la direzione pacifica di questa attività.    

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Cooperazione, status, accordo, Russia, Mar Caspio
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