04:49 20 Ottobre 2018
Orsetto Winnie the Pooh

Daily Beast: Winnie the Pooh sovietico "strano", ma "divertente"

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In Occidente pochi sono a conoscenza dell'esistenza dell'adattamento sovietico cinematografico dei racconti su Winnie the Pooh e questo è triste, scrive l'editorialista del The Daily Beast Natalia Winkelmann.

Secondo la giornalista, Winnie the Pooh si è rivelato un pò  "strano", ma molto divertente, allegro e vivace. Questa settimana Winnie the Pooh riconquista il cuore del pubblico, e questa volta è una stella del cinema: nel cartone di Christopher Robin l'orso e i suoi amici aiutano l'amico Christopher Robin, che è cresciuto ed è diventato noioso, spogliato di tutta la sua fantasia, scrive l'editorialista del The Daily Beast Natalia Winkelmann.

Come sottolinea la giornalista, se qualcuno avvertirà un lieve sensazione di déjà vu, è comprensibile: meno di un anno fa ad Hollywood è già stato prodotto "Addio, Christopher Robin", che parlava del creatore Alan Alexander Milne e di suo figlio Christopher Robin, prototipo per l'omonimo personaggio. In generale, per Winnie, sembra "sia arrivato il momento stellare", ironizza l'autore.

Nel frattempo in questa semi-rinascita pochi avevano perso un'altra versione del personaggio, noto negli USA "come Winnie the Pooh della Russia sovietica", continua la Winkelmann.

Come scrive l'editorialista, creato sotto la guida del regista Fedor Hitruka, "le Avventure di Winnie the Pooh", è stato prodotto agli studi di Mosca, Soyuzmultfilm, tra il 1969 e il 1972, è stato "la versione più semplice, strana e divertente", l'orsacchiotto protagonista "è originale, nel suo bidimensionale mondo, in compagnia di un paio di vecchi amici" scherza l'autrice. Essendo un comico, Winnie spesso distrugge "la quarta parete" tra sé e lo spettatore e ogni volta, quando succede qualcosa di inaspettato, si getta sul pubblico con occhi finto-innocenti. Per confronto, l'americano Winnie in questi casi reagisce con un semplice "che sfortuna!", scrive la giornalista.

Come sottolinea Winkelmann, il cartone animato sovietico è più "grezzo" rispetto agli altri, il mondo di Winnie the Pooh è "bidimensionale" e pieno di "fiori e oscure forme", ricorda "un quadro di Georges Braque o il disegno di uno scolaro. A differenza del giallo dell'orsacchiotto americano, quello sovietico è marrone e arrotondato; ha gli occhi sgranati, come un procione, e piedi neri, che spesso si separano dal corpo, si presenta come un orso adulto con la pancia, quello sovietico ricorda più un orso paffuto. Quello russo è ancora più affascinante rispetto alla sua controparte americana: ha gli occhi azzurri, porta i pantaloni a quadri, serrati fino alle ascelle".

Come la versione della fiaba Disney, il cartone animato sovietico prende in prestito le storie dei libri più famosi di Alan Alexander Milne, classici della storia come Winnie, cercando di rallegrarlo per il suo compleanno. La durata totale di tutte le tre serie è di circa 40 minuti, ma anche in un tempo così breve "Winnie si anima ed è molto convincente", sottolinea Winkelmann.

Secondo il pensiero della giornalista, il più "insolito" e divertente elemento dei cartoni animati sovietici sono le canzoni.

"Combinando semplici suonerie sullo xilofono, le melodie russe hanno il tono di ogni serie, improvvisamente creano un ambiente sonoro e un atteggiamento assurdo" scrive l'autrice.

La musica è di "una rara qualità, quando è frenetica e grottesca, sembra quasi profonda", scrive Winkelmann. Ancora "più speciale" è la voce di Winnie,  l'impressione è come se avesse "in tutta la sua breve vita sempre fumato sigarette sovietiche", ironizza la giornalista.

Il regista in un'intervista ai media russi nel 2005 ha detto che quando ha iniziato a lavorare sul cartone animato, non aveva visto la versione Disney e non ama troppo la versione americana, si legge nell'articolo. Inoltre, ha spiegato perché nel film non c'era Christopher Robin: ha voluto abbandonare l'idea di quel Winnie, tutto ciò che anima l'immaginazione di un ragazzo, scrive l'autore.

Secondo il pensiero di Winckelmann, è l'atteggiamento giusto, perché grazie a lui Winnie e i suoi amici non sono solo frutto di fantasia, ma di qualcosa di molto più reale. "E se lo meritano: l'orso sovietico è gioia pura, che questo cartone animato non sia ancora diventato in Occidente, un classico di culto, non è giusto. Rimane solo da sperare che, quando i fan di Winnie the Pooh andranno a vedere l'avventura del tutto adulto Christopher Robin a Londra, ritroveranno uno strano cartone animato russo degli anni '70 e subito si innamoreranno", conclude la giornalista.

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Tags:
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