13:52 23 Ottobre 2018
Sarajevo - Bosnia-Erzegovina

Bosnia-Erzegovina vuole sostituire i serbi nelle enclavi con immigrati musulmani

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Le autorità di Sarajevo hanno proposto di creare un centro di accoglienza per migranti nelle enclavi serbe dove la maggior parte delle case sono state abbandonate durante la guerra in Bosnia. Gli esperti credono che i bosniaci pianificano di colonizzare le enclavi serbe con migranti musulmani per modificare la composizione etnica della popolazione.

Negli ultimi tempi si è registrato un incremento degli immigrati in arrivo in Bosnia-Erzegovina. In tutto per ora sono circa 3000 e vengono inviati al confine con la Croazia dove ci sono molti paesi serbi abbandonati dalla popolazione durante la guerra in Bosnia dal 1992 al  1995. Le autorità bosniache hanno proposto di organizzare un centro di accoglienza nei paesi serbi di Medeno Polje Bosanski Petrovac al confine con la Croazia.

Tuttavia i rappresentanti della popolazione serba si sono opposti a tale decisione di Sarajevo. Il Ministro del commercio e e dell'economia della Bosnia, l'ex presidente della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina Mirko Sarovic, e vice ministro per i diritti dell'uomo e rifugiati Predrag Jovic e i leader delle comunità serbe in Bosnia ed Erzegovina hanno detto che i rappresentanti serbi nelle autorità federali della Bosnia non permetteranno ai migranti di stabilirsi nei territori in cui vivono i serbi.

Il 24 luglio il Consiglio dei Ministri della Bosnia-Erzegovina sotto la pressione dell'opinione pubblica serba ha annullato l'attuazione del progetto del Centro di accoglienza a Medeno Polje  e ha deciso di organizzare un riparo per i rifugiati in un altro villaggio della stessa regione, a Lipe.

Il Preside della Facoltà di sicurezza dell'Università di Banja Luka Predrag Ceranic ha detto a Sputnik, che le istituzioni della Bosnia-Erzegovina non erano pronte ad aumentare il flusso di profughi, nonostante abbiano avuto un tempo più che sufficiente, tenendo conto del fatto che la crisi migratoria globale non è iniziata ieri e nessuno ha impedito a Sarajevo di rivolgersi almeno all'esperienza dei vicini della regione, Serbia e Macedonia.

Ha dichiarato che la Repubblica di Serba di Bosnia e Erzegovina ha dovuto formare rapidamente un proprio organo per lavorare con i migranti sul proprio territorio, in quanto, in primo luogo, su Sarajevo non si può contare, e in secondo luogo, secondo il presidente della Repubblica Serba di Bosnia, Milorad Dodik, Banja Luka deve resistere ai tentativi di invasione dei territori di residenza dei serbi da parte di migranti musulmani.

Ceranic sostiene che invece di risolvere il problema dei lavoratori migranti, le autorità della Bosnia-Erzegovina stanno cercando di risolvere il problema dando ai profughi i villaggi abbandonati, che, naturalmente, non possono che provocare una risposta dalla "Repubblica Srpska".

"Certe forze politiche a Sarajevo cercano indubbiamente di lasciare i migranti nel paese e approfittarne per cambiare il quadro demografico nelle enclavi serbe", spiega l'esperto di sicurezza.

Sostiene che il 90% dei migranti che attraversano il confine della Bosnia ed Erzegovina sono pakistani, e tra di loro ci sono rifugiati dalla Siria e l'Afghanistan.

"Arrivano senza documenti, confermare il vero paese di origine è impossibile, oltre a stabilire un coinvolgimento nelle organizzazioni terroristiche islamiche. Nel frattempo, la serie di sconfitte in Siria dello Stato Islamico sta attivamente spingendo i suoi sostenitori in Europa. Non conosciamo le loro vere intenzioni, forse continueranno la loro guerra qui", dichiara l'interlocutore a Sputnik.

Ceranic vede una soluzione nella cooperazione del Ministero della Sicurezza e del Ministero degli Affari Esteri della Bosnia-Erzegovina con i ministeri competenti dei paesi che sono la destinazione finale dei migranti. Nel caso in cui i paesi in cui i rifugiati cercano di entrare rifiutano di accettarli, allora i migranti vengono rimandati nel paese di origine, ha detto.

"Creare un ghetto non è sicuramente una soluzione. Ciò è stato dimostrato dall'esperienza di Parigi, i cui sobborghi sono stati trasformati in ghetti abitati da migranti, dove persino la polizia non ha praticamente accesso. Una situazione simile può essere osservata in Belgio. Con la mediazione di questi ghetti vengono organizzati gli attentati in Europa", dice il professore di Banja Luka.

Ceranic sostiene che i rappresentanti della Repubblica Srpska nelle autorità federali della Bosnia-Erzegovina dovrebbero occuparsi della protezione della proprietà delle famiglie serbe.

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Immigrazione, Etnie, Immigrati, Immigrazione illegale, immigrazione, il ministero degli Esteri, Bosnia-Erzegovina
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