10:10 18 Agosto 2018
Un impianto Lafarge a Parigi.

Caso Lafarge: Ministro Esteri francese nega che la compagnia finanziasse Daesh

© REUTERS / Thibault Camus
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L'ex Ministro degli Esteri francese Laurent Fabius ha testimoniato nel caso della società francese Lafarge, sospettata di finanziare gruppi terroristici in Siria in cambio del proseguimento del lavoro della sua fabbrica nel territorio del paese.x

L'ex ministro ha dichiarato di non sapere nulla delle attività della compagnia e dei legami di quest'ultima con i terroristi. I suoi oppositori e persino alcuni rappresentanti del proprio partito politico non credono alle sue parole.    

Non ho visto nulla, non sapevo nulla: questa è la linea di difesa scelta da Laurent Fabius. L'ex capo del dipartimento diplomatico francese il 20 luglio ha reso testimonianza nel caso del finanziamento del terrorismo da parte di Lafarge. La pubblicazione Le Monde ha scoperto esattamente quale testimonianza è stata fatta dall'ex ministro.

"Non ho mai preso in considerazione le questioni relative a Lafarge, lo dichiaro con tutta la mia responsabilità" ha ripetuto instancabilmente Laurent Fabius agli investigatori del caso della compagnia francese Charlotte Bilger e David De Pas. L'ex Ministro degli Esteri francese afferma addirittura di non ricordare che Lafarge avesse una fabbrica in Siria. "Se la domanda è determinare se sapevo o meno del fatto che Lafarge avesse una fabbrica in Siria, di certo non ricordo".

Lafarge è accusata di aver pagato gruppi armati come lo Stato Islamico per mantenere in funzione la propria fabbrica in Siria. Tra il 2011 e il 2015, la compagnia francese ha inviato 13 milioni di euro a gruppi armati, tra cui lo Stato Islamico.

Il politologo franco-siriano Bassam Tahhan, esperto di affari internazionali, ha detto a Sputnik che non crede a Laurent Fabius.

"Penso che Fabius ne fosse a conoscenza, ma sarà difficile dimostrarlo. Come si può escludere il capo della diplomazia francese da questo caso, considerando che uno dei leader della compagnia Lafarge ha riconosciuto di aver mantenuto contatti regolari con l'ambasciatore francese dalla Siria? C'è anche una lettera dell'Ambasciata di Giordania, in cui il diplomatico francese parla di un incontro con uno dei dirigenti di Lafarge. Inoltre, Firas Tlass, il mediatore tra Lafarge e i gruppi terroristici, non è altro che il fratello di Manaf Tlass, che ha ammesso che nel 2012 è stato portato via dalla Siria dai servizi segreti francesi dopo la defezione del regime di Bashar al-Assad. Per tutte queste ragioni, è quasi impossibile per Laurent Fabius non essere consapevole".

Dubbi simili sono stati espressi da Florian Philippot, presidente del partito Les Patriotes e deputato europeo che ha ripetutamente criticato le decisioni di Laurent Fabius sulla Siria. Risponde ironicamente alla linea di difesa scelta dall'ex Ministero degli Esteri.

"Non sono sorpreso che Laurent Fabius abbia avuto una perdita memoria. Alla fine, ha dimenticato di aver annunciato nel 2012 che "An-Nusra ha fatto un buon lavoro in Siria" [il giornale di centro sinistra Le Monde ha riportato questa affermazione, che ora afferma che la frase è stata presa fuori dal contesto]. In Francia, il caso Lafarge è percepito con troppa leggerezza, sebbene si tratti di una questione molto seria. In generale, la Francia si sarebbe dimostrata una grande potenza se avesse ammesso di aver condotto per molti anni una politica diplomatica scorretta in Medio Oriente, poiché non sosteneva abbastanza le forze che combattevano contro i jihadisti".

Anche nel suo partito politico, le dichiarazioni di Laurent Fabius sono percepite con incredulità. In un'intervista con Sputnik, il socialista Gérard Bapt, un ex deputato al tempo dell'incarico di Fabius, ha osservato con ironia: "impossibile che non fosse informato, data la sua posizione. Forse ha perso la memoria?".

Il Ministero degli Esteri francese nega di essere stato a conoscenza delle azioni di Lafarge e di aver consigliato di non chiudere l'impianto in Siria. Tuttavia, secondo una fonte diplomatica citata dalla stazione radio France Culture, il Ministero degli Esteri ha inviato avvertimenti a Lafarge.

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Terrorismo, Economia, Finanziamenti al terrorismo, finanziamenti, terrorismo, il ministero degli Esteri, Laurent Fabius, Francia
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