07:08 18 Agosto 2018
Un gruppo di anziani croati con indosso l'uniforme del regime ustascia nella seconda guerra mondiale nella città di Zara.

I resti dei leader nazisti sepolti in Spagna saranno mandati in Bosnia?

© AFP 2018 / STRINGER
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Il governo spagnolo vuole trasferire i resti del dittatore Francisco Franco nella sua città natale. Ora però vuole fare lo stesso con i leader nazisti balcanici rifugiatisi in Spagna dopo la sconfitta dell'asse. Essendo questi ultimi di origine bosniaca, la Spagna vorrebbe liberarsi delle loro spoglie inviandole alla Bosnia-Erzegovina.

Pedro Sanchez, che ha recentemente guidato il governo del Partito socialista operaio spagnolo (Partido Socialista Obrero Español), ha sollevato nuovamente la questione di integrare nella legge sulla memoria storica del 2007, che condanna la dittatura di Franco e riabilita le vittime del suo regime, nuove disposizioni che permetterebbero il trasferimento dei resti di Francisco Franco nella sua città natale e la trasformazione del mausoleo del dittatore "la Valle dei Caduti" in un museo delle vittime del franchismo.

La nuova bozza di legge proposta dal governo di Pedro Sanchez suggerisce la risepoltura "in luoghi meno visibili" o l'invio in patria dei resti di tutti i leader nazisti di altri paesi sepolti in Spagna, il che potrebbe avere conseguenze per i paesi dell'ex Jugoslavia, scrive il portale El diario.

Molti criminali nazisti si rifugiarono dopo la seconda guerra mondiale in Spagna di Franco, tra cui il dittatore croato Ante Pavelic che ha guidato il paese tra il 1941-1945 esistito sotto il protettorato dei paesi dell'Asse (gli Ustascia, "alzarsi in piedi, insorgere, ribellarsi" fu un movimento croato di ultra-destra nazionalista di ala clericale, salito al potere con l'appoggio di Hitler e Mussolini) che guidava lo Stato Indipendente di Croazia (Nezavisna Država Hrvatska); e Vjekoslav "Maks" Luburic, comandante del campo della morte ustascia Јasenovac, dove hanno trovato la morte da 500.000 a 700.000 tra serbi, ebrei e zingari, il leader dell'organizzazione militare krizari (krizari, in croato Crociati, che non accettavano la caduta del Terzo Reich e gli ustascia NDH cattolici che continuarono a lottare contro i "comunisti senza dio" nella Jugoslavia di Tito dopo la seconda guerra mondiale).

Luburic, che ricevette il soprannome di "boia" tra i serbi, fondò in Croazia la resistenza nazionale croata (Hrvatski narodni odpor), un'organizzazione anticomunista che voleva il crollo della Jugoslavia, l'unificazione dei croati e il ripristino della Croazia indipendente. Fu ucciso da un agente dei servizi segreti jugoslavi Ilija Stanic nel 1969 nella sua casa a Karkaente.

Ante Pavelic dopo la fine della seconda guerra mondiale fuggì in Argentina, ma dopo un tentativo di omicidio contro di lui in un sobborgo di Buenos Aires, presumibilmente commesso da un emigrante serbo, Blagoje Jovovic, si trasferì in Spagna. Due anni dopo, nel 1959, l'ex dittatore morì in uno degli ospedali di Madrid a causa delle conseguenze della ferita ricevuta.

Entrambi i leader di ustasci sono nati nel territorio della moderna Bosnia ed Erzegovina, quindi, secondo i piani del nuovo governo spagnolo, i loro resti potrebbero essere inviati in questo paese. Così, facendo i conti con gli spiriti del proprio passato, le autorità spagnole si prendono anche cura delle vecchie ferite dei Balcani.

Il professor Zarko Puhovski della Facoltà di filosofia dell'Università di Zagabria e Aleksandar Vranјes, esperto di scienze politiche di Banja Luka, ha spiegato a Sputnik Serbia la possibilità del seppellimento dei criminali nazisti fascisti in Bosnia ed Erzegovina e quali difficoltà potrebbero incontrare le autorità spagnole nel loro percorso cercando di sbarazzarsi dei loro resti.

Puhovski dice che se la tomba di Luburic, che si trova a Valencia, può essere aperta dalle autorità senza eccessiva burocrazia, la tomba di Pavelic è di proprietà della sua famiglia, e quindi è necessaria una decisione giudiziaria per riesumare le sue spoglie.

Vranјes, da parte sua, si chiede chi, a nome della Bosnia ed Erzegovina, possa firmare il permesso di ricevere e seppellire i resti di Pavelic e Luburic.

"Di norma, tali problemi sono risolti attraverso i canali diplomatici. La Spagna dovrà cercare ufficialmente il consenso del Ministero degli Affari Esteri della Bosnia, e dubito fortemente che il Ministro degli Esteri del paese, un serbo di nazionalità, Igor Crnodak darà il consenso" dice il politologo serbo.

Gli interlocutori Sputnik temono che in caso di cessione dei capi nazisti croati sul territorio della Bosnia-Erzegovina, le loro tombe possano diventare un luogo di pellegrinaggio per i sostenitori dell'ideologia Ustascia. Vranјes ricorda che nella comunità bosniaca con una popolazione prevalentemente croata a c'è un monumento alle "vittime della repressione comunista", sul quale ci sono incisi i nomi di carnefici nomi del massacro ustascia contro la popolazione civile di etnia serba del villaggio di Prebilovci nel 1941 che vide la morte di 600.

L'analista politico da Banja Luka dubita che i leader politici dei croati che vivono in Bosnia-Erzegovina avranno il ​​coraggio di sollevare la questione della sepoltura dei resti di Luburic e Pavelic, perché questa decisione potrebbe essere condannata non solo da Belgrado, ma anche dalla comunità internazionale nel suo complesso.

"Perché con la loro iniziativa dimostrerebbero che i criminali nazisti sono per loro sono eroi nazionali dello Stato Indipendente di Croazia. Ecco perché mi auguro che alla proposta della Spagna di accettare i resti dell'ex dittatore nazista e del suo "macellaio" di Sarajevo si risponderà con il silenzio" conclude Vranјes. 

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Nazismo, nazionalismo, nazismo, Esaltazione del nazismo, francisco franco, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Spagna
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