17:07 17 Agosto 2018
Algeri

Perché i lavoratori cinesi protestano in Algeria?

© AFP 2018 / HOCINE ZAOURAR
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In Algeria, i lavoratori cinesi, insoddisfatti delle loro retribuzioni non pagate, chiedono aiuto al presidente Abdul Aziz Bouteflika. La richiesta, indirizzata al presidente dai lavoratori cinesi sullo sfondo della difficile situazione politica nel paese, ha trovato ampia risonanza tra gli algerini.

A Orano, nel nord-ovest dell'Algeria, vicino ad un cantiere, dei manifestanti sventolano bandiere algerine. L'organizzatore della protesta si riunisce più volte intonando il nome del presidente Abdel Aziz Bouteflika e ogni volta un coro di cinquanta manifestanti ripete l'appello rivolto al capo del paese. Ma questo non è un incontro politico del Fronte di Liberazione Nazionale (FLN) e i cinesi non si sono riuniti per esprimere il loro sostegno nei confronti del quinto mandato presidenziale.

La compagnia cinese GAEA, che lavora in Algeria dal 2008, richiede alla società immobiliare 240 milioni di dinari alegerini (circa 1,7 milioni di Euro). Inoltre, i lavoratori impegnati nella costruzione delle strutture per la società algerina sostengono di essere stati costretti a lasciare i cantieri con la forza, i loro effetti personali sono stati distrutti e di aver subito persino violenza fisica. Lo ha detto un rappresentante degli operai, che dal 22 luglio ha organizzato uno sciopero.

Poiché l'agenzia immobiliare per diversi mesi non ha reagito alle loro lamentele, i lavoratori cinesi sono stati costretti a organizzare uno sciopero. "Belazzoug, pagaci lo stipendio", scritto in arabo sugli stendardi. I lavoratori cinesi recitano il nome del presidente algerino, chiedendo che intervenga per risolvere questo conflitto. Questo sciopero ha trovato ampia risonanza nei social network algerini… dove gli utenti hanno iniziato a scrivere che il conflitto è connesso con lasituazione politica nel paese.

​"Ora ti ascolta," ironizza l'autore di questa caricatura, suggerendo che il presidente algerino, a causa dei suoi problemi di salute, ha recentemente sostituito la sua presenza personale agli eventi ufficiali con un suo ritratto.

 

"Persino i cinesi amano Bouteflika, una specie di magia."

Una commissione è stata creata per aiutare a trovare una via d'uscita dalla situazione attuale, riferisce Ennaharonline. Da parte sua, la Lega algerina dei diritti dell'uomo afferma che "risulta che, finché non si disporrà di ulteriori informazioni su questo conflitto che ha coinvolto la loro azienda e società immobiliare algerina privata, che non ha soddisfatto le condizioni del contratto, il pagamento di diversi mesi di salari ai lavoratori cinesi stato bloccato", ha detto il vicepresidente della lega Saïd Salhi in un'intervista con Sputnik.

​"Se sei contro Bouteflika e il suo 5°, 6° o 7° mandato, interrompilo immediatamente. Tutti contro di te, anche i cinesi".

Dal momento in cui alla presidenza si è insediato Bouteflika, la presenza cinese in Algeria è aumentata in modo significativo. Sul territorio del paese ci sono circa 30.000 cinesi: ci sono commercianti nella periferia est di Algeri a Bab Ezzouar, ci sono grandi aziende che attuano numerosi progetti per la costruzione di infrastrutture: strade, aeroporti, edifici, agenzie governative, e anche una moschea. Nel 2019 sarà completata la costruzione della più grande moschea in Africa, che si svolge sotto il patrocinio del presidente algerino. Il "miracolo architettonico", costato più di un miliardo di euro, viene realizzato dalla società cinese China State Construction Engineering Corporation (CSCEC), alla costruzione della quale partecipano non meno di 10.000 lavoratori cinesi. Nel 2019 sono in programma le elezioni presidenziali in Algeria.

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Politica, sciopero, Lavoro, sciopero, Abdelaziz Bouteflika, Cina, Algeria
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