18:07 18 Agosto 2018
Troll face

Vita eterna in rete. Cosa rimarrà di noi nello spazio virtuale?

© AP Photo /
Mondo
URL abbreviato
211

Oggi fra di noi vivono milioni di morti: non nella vita reale, ma su internet dove non ci vuole niente a diventare immortali grazie ai blog e ai social media. La prospettiva di una vita virtuale immortale è pienamente realizzabile ad una condizione: c’è sempre il rischio di essere cancellati e, dunque, dimenticati.

Hi-Tech Mail.ru ha indagato su come trattare i dati degli utenti deceduti e a chi potrebbero interessare.

Instagram oscura le pagine dei morti

L'anno scorso 22 milioni di russi hanno usato Instagram ogni mese. E nel mondo sono 800 milioni le persone ad usare questo social media, secondo i dati di Facebook (che possiede Instagram). Fra di loro vi è una piccola percentuale di account di persone morte, account che non vengono aggiornati, ma che si riempiono solo di commenti tristi.

"Se noti un account su Instagram che appartiene a una persona deceduta, puoi segnalarlo per consentirci di renderlo commemorativo", si legge nel Centro assistenza di Instagram. Per renderlo commemorativo è necessario un documento attestante il decesso (un rimando al necrologio o una notizia sul giornale).

L'account commemorativo è un tipo di profilo particolare che non consente a nessuno di accedervi. Non è possibile apportare modifiche a questi account: togliere tag dalle foto, togliere il "mi piace", ecc. L'account rimane visibile ma non compare nella sezione "Esplora". Viene comunque visualizzato come un profilo ordinario.

È anche possibile cancellare il profilo per sempre. Questo diritto ce l'hanno solo i parenti. Possono richiederne la cancellazione presentando il certificato di nascita della persona deceduta, il certificato di morte e un documento legale che attesti che il richiedente è il rappresentante legale o un erede della persona deceduta.

A decidere se cancellare il profilo da Instagram per sempre è esclusivamente il proprietario dell'account. Conservando le fotografie e le emozioni su questo social media vuol dire poter raccontare quelle cose ai propri parenti e amici.

Facebook funziona allo stesso modo ma è anche possibile nominare un contatto erede. In caso di account commemorativo questa persona prescelta potrà seguire l'account, dire addio agli amici a nome della persona deceduta, aggiungere nuovi amici, cambiare l'immagine del profilo. Ma non potrà leggere i messaggi privati e eliminare qualcuno dagli amici.

VKontakte e Odnoklassniki conservano gli account

VKontakte è il maggiore social media in Russia: ogni mese viene usato da 97 milioni di persone. E molti sono gli account di persone decedute perché i gestori del social non eliminano i profili. Se eliminano la pagina di un utente deceduto è solo perché hanno ricevuto la richiesta da uno dei parenti.

"VKontakte segue le indicazioni dei parenti del deceduto", ci dicono dal famoso social media russo. "Una delle possibilità è aumentare la privacy della pagina rendendo il contenuto in essa pubblicato disponibile solo agli amici. L'account viene conservato così come appariva in occasione dell'ultimo accesso".

Come nel caso di Instagram, è possibile cancellare la pagina. Per farlo i membri della famiglia dell'utente devono contattare il centro assistenza e presentare il certificato di morte. Lo stesso avviene con Odnoklassniki: presentando il certificato di morte è possibile richiedere la cancellazione dell'account o la sua conservazione nello stato dell'ultimo accesso. Un nuovo accesso sarà però impossibile.

Cimiteri pubblici conservano il ricordo degli utenti

I profili delle persone decedute continuano a vivere in alcuni gruppi di VKontakte. Sono veri e propri cimiteri virtuali ai quali fanno visita decine di migliaia di parenti, amici e utenti casuali. Si può guardare una foto del defunto, parlare della sua morte e rendersi conto che nessuno di noi è eterno. È anche possibile chiedere agli amministratori di aggiungere dei contenuti.

Uno di questi gruppi si chiama Dead Page. È nato nel 2016 in seguito alla perdita di una persona vicina da parte del creatore Artyom. La pagina del defunto continuava a "vivere" su VKontakte e Artyom, per elaborare il lutto, decise di condividere con altre persone la brevità della vita. In due anni Dead Page ha guadagnato circa 500000 iscritti.

Ogni post contiene il cognome e il nome dell'utente deceduto, la sua età e il motivo della sua morte. Nei commenti possono scatenarsi delle piccole battaglie. In questo caso i parenti e gli amici possono chiedere agli amministratori della pagina di eliminare il post e le controversie si spengono.

Ad introduzione di tutti questi cimiteri virtuali vi è sempre una frase sul valore della vita: questa, infatti, è la missione di gruppi simili.

Tutto lavoro e niente svago rendono Jack un ragazzo noioso
© Sputnik . Alessio Trovato
Nella Dead Page si invita a guardare gli account degli utenti deceduti per cominciare a godere davvero della propria vita. E non aver paura di cambiarla.

Olesya Kuzmina, creatrice della pagina "Pagine morte di VKontakte", è convinta che gli utenti portino su queste piattaforme le tragedie personali e possono ritrovare l'amore per la vita. Questi cimiteri virtuali aiutano gli utenti a elaborare il lutto.

Questa vita "eterna" ha uno svantaggio: i troll che nei commenti scrivono cattiverie rivolte ai defunti. Aleksandr Sorokin, amministratore della pagina "Pagine morte", racconta: "All'inizio una ragazza si era impuntata, ma poi ha smesso. Scriveva cattiverie sotto la fotografia di una donna che era stata uccisa. La ragazza ammise che scriveva queste cose e poi piangeva inorridita".

Questi troll si dividono in "caste". Ci sono gli "artisti". "Se la causa del decesso è stata una rissa, scrivono "Noi eravamo lì a guardare e non abbiamo fatto niente". Uno si è presentato come il conducente che ha provocato l'incidente. Le cose che si inventano talvolta generano situazioni interessanti".

Oltre ai troll ci sono anche gli "sciacalli". Cercano le pagine dei defunti e lasciano commenti negativi per far innervosire i parenti del morto. Ad esempio, una cosa simile è successa nel caso di Darya da Tambov. È morta in modo tragico soffocata da un profumatore per ambienti. Gli sciacalli l'hanno subito attaccata di fronte a tutti.

L'amministratore della pagina ha studiato bene gli sciacalli. "Se il defunto è morto per un'overdose, andranno a scrivere sulla sua pagina dei commenti moralisti e autoreferenziali", afferma. "Questo è il tipo di moralismo che solitamente banniamo. Banniamo chi fa le condoglianze o scrive qualcosa di neutrale perché vanno a riempire la pagina inutilmente. L'unica eccezione sono gli amici e i parenti del defunto".

Ai motori di ricerca non si nasconde nulla

I profili sui social media, le foto profilo e i blog possono essere trovati tramite una ricerca su Google, Yandex o altri motori di ricerca. Basta inserire il nome e il cognome.

Quindi, ogni informazione viene conservata nei server dei motori di ricerca.

Queste informazioni compariranno fra i risultati della ricerca finché non saranno indicizzate diversamente. Cioè finché esisterà una pagina dedicata al defunto su VKontakte, il motore di ricerca la troverà e la farà comparire fra i risultati.

"Se vi appellate al diritto all'oblio, cancelleranno la vostra pagina", spiega Stanislav Sharikov, direttore tecnico di Roskomsvoboda. Il diritto all'oblio è una legge relativamente nuova che è in vigore in Russia dal 2016. Questa legge permette di rivolgersi al motore di ricerca chiedendo che questo rimuova dalla lista dei risultati quei link alle pagine che sono legate a una determinata persona.

Non è possibile eliminare riferimenti al fatto che un cittadino russo è stato in carcere. Questo evento della propria biografia su Internet non può essere eliminato.

Inoltre, se avete mai comprato biglietti aerei con aviasales o Skyscanner o con qualche altro aggregatore, i vostri dati (nome, cognome, numero del passaporto, ecc.) vengono conservati dall'agenzia turistica. Questi aggregatori utilizzano i nostri dati quando scegliamo un volo e clicchiamo su "compra!".

Ma tutte queste informazioni su di voi non sono accessibili a tutti perché rimangono nei server delle agenzie. Gli unici possibili "fruitori" di questi dati sono gli spammer ai quali le agenzie possono passare il database di numeri o di indirizzi di posta elettronica nel caso in cui l'industria turistica attraversi un periodo di crisi.

Cancellano il numero di telefono ma non subito

È sorprendente ma dopo la morte dell'abbonato il suo numero di cellulare funzionerà ancora per molto tempo. Infatti, gli operatori telefonici non hanno la possibilità di determinare per quali ragioni la persona abbia smesso di usufruire dei dati. L'operatore MTS tiene attivo il numero per altri 183 giorni, Megafon per 3 mesi. Se non saranno effettuati accessi ad Internet o chiamate, il contratto sarà automaticamente disdetto. Del numero di telefono rimarrà solo l'avviso "questo numero non è in funzione". Tuttavia, è possibile conservare il numero nel caso in cui voi ereditiate il patrimonio del defunto.

"In questo caso dovrete recarvi al centro del vostro operatore con il certificato di morte e il certificato attestante il passaggio ereditario", spiegano da MTS. E sarà poi possibile farsi intestare il numero.

Dopo la disdetta del contratto l'operatore conserverà i dati dell'abbonato presenti nel documento: cognome, nome, patronimico, numero del passaporto, ecc. Ai sensi di legge gli operatori sono tenuti a conservare questi dati per 5 anni dopo la disdetta. Poi i dati vengono cancellati.

Le carte bancarie vengono bloccate dopo la morte

Sberbank, la maggiore banca russa, ci ha spiegato che non tengono nota dei clienti defunti. Semplicemente, quando una persona smette di usare la carta o il proprio conto, la banca si accorge di questo cambiamento. La banca può venire a sapere della morte di un suo cliente dal notaio che ha richiesto alla banca il saldo del conto corrente oppure dagli eredi che portano alla banca il certificato di morte.

La banca RosEvroBank ci spiega che una banca che venga a sapere della morte di un suo cliente interrompe ogni operazione di prelievo sui conti. Le carte vengono bloccate. E la somma rimasta sul conto viene trasferita agli eredi quando il diritto di eredità entra in vigore (di solito dopo 6 mesi dalla morte).

Se non vi sono eredi o se rifiutano l'eredità, i soldi sono trasferiti nel bilancio della Federazione Russa.

Come nel caso degli operatori telefonici, anche le banche sono tenute a conservare i dati del cliente per 5 anni dalla morte. Poi le informazioni vengono cancellate. 

Correlati:

In rete chiedono di bere il liquido rosso del sarcofago nero
In rete preso in giro "il discorso" di Poroshenko nella sala vuota NATO
Finlandia, gli operatori della rete cellulare si preparano all’incontro Putin-Trump
Tags:
vita, morte, web, rete, Internet, bloger, Yandex, Twitter, Google, Russia
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik