17:07 17 Agosto 2018
Bandiere di NATO e Stati Uniti

"Industria difesa europea non può competere con gli USA finchè Europa dipende da NATO"

© AP Photo / Virginia Mayo
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L'Unione Europea ha approvato il primo programma a sostegno dell'innovazione nel settore della difesa, che contempla la creazione di un fondo di 500 milioni di euro.

Il programma dovrebbe aiutare le compagnie europee del settore della difesa a finanziare le nuove tecnologie e modernizzare quelle esistenti. Una delle condizioni per ottenere finanziamenti è la partecipazione di almeno 3 imprese di 3 Paesi membri. Ha commentato la situazione per Sputnik Stanislav Mackovik, un noto politico ceco, ex membro del Partito Comunista Ceco e membro della commissione Difesa del Parlamento nazionale.

L'Europarlamento ha recentemente approvato il programma comune per lo sviluppo dell'industria della difesa. Cosa ne pensa?

Ovviamente è un accordo soprattutto per le grandi imprese con la partecipazione di comparse, ovvero società più piccole che verranno gradualmente aggiunte per far sembrare che tutto stia andando come dovuto.

Il budget del programma a sostegno dell'innovazione nel settore della difesa è di 500 milioni di euro. Nei prossimi 2 anni questi fondi dovrebbero aiutare i produttori di armi a finanziare nuove tecnologie. Per la ricerca sono stati allocati 90 milioni di euro nei prossimi 3 anni.

Dubito che questo denaro rafforzerà in modo significativo la competitività delle nostre imprese e aumenterà il benessere dei cittadini di qualsiasi Stato europeo.

Ovviamente questo denaro sarà una boccata d'ossigeno per alcune imprese nel breve periodo.

Il programma non aumenterà le spese militari di un singolo Stato membro, perché di fatto i governi nazionali non hanno alcun controllo sul complesso militare-industriale. Sulla base dell'esperienza, posso dire che senza il sostegno dello Stato, più precisamente dei rappresentanti del governo, la vendita di merci sui mercati esteri è piuttosto difficile.

Sembra che tempi d'oro aspettino i produttori di armi americani <…> I produttori europei agiranno solo dove saranno autorizzati dagli americani. All'interno della NATO, si parla molto di compatibilità del sistema.

Questo giro di parole viene sfruttato attivamente dagli Stati Uniti ogni volta che promuovono i loro interessi militari e commerciali.

Al di fuori dell'Alleanza Atlantica, la Russia e la Cina stanno promuovendo con successo i loro prodotti sul mercato mondiale delle armi.

Per me è difficile immaginare che i produttori di armi europei supereranno le armi americane nella NATO, gli Stati Uniti, la Russia o la Cina nei prossimi anni a livello globale.

L'obiettivo del programma, secondo la Commissione Europea, è aumentare la competitività dell'industria europea della difesa e rafforzare la corrispondente indipendenza dell'Unione Europea. Significa che la UE insiste sul fatto che gli eserciti europei in futuro avranno solo armi ed equipaggiamenti europei?

Come ho detto, la NATO usa solo i cosiddetti sistemi reciprocamente compatibili. Non c'è nessun altro blocco militare in Europa. Singoli programmi possono avere successo solo dopo un determinato periodo di tempo e in uno spazio commerciale limitato. Non capisco come la NATO voglia competere al suo interno.

Una situazione interessante, ad esempio, si riscontra nelle consegne di aerei da combattimento. Si può comprare per l'aviazione un aereo fabbricato in Europa o persino al di fuori dei Paesi membri della NATO, ma alcuni dei suoi componenti più importanti sono americani. Pertanto è bello avere un Gripen, velivolo economico e generalmente efficace svedese, tuttavia con un motore e un armamento con licenza statunitense. Gli americani forniscono, per esempio, persino gli occhiali per la visione notturna ed alcuni sistemi elettronici.

Il rivale europeo del caccia supersonico Gripen si chiama Eurofigter Typhoon. L'aereo è frutto della cooperazione di Gran Bretagna, Germania, Spagna e Italia, ovvero di quattro Paesi membri della NATO. Anche con sforzi congiunti questi Paesi non sono riusciti ad avere un grande successo nel settore dell'aviazione. Per molti questo progetto è diventato mangiasoldi principalmente per gli alti costi operativi. Questo aereo è stato preso dalla neutrale e relativamente ricca Austria. Ma nel 2017 è stato annunciato che nel 2020, dopo 13 anni di attività, tutti e 15 gli esemplari presenti nella flotta aerea austriaca non saranno più utilizzati.

Il ministero della Difesa austriaco ha affermato che la necessaria modernizzazione ed i costi di mantenimento dei Typhoon per i prossimi 30 anni sarebbero pesati sulle tasche dei contribuenti per un importo compreso tra i 4,4 e 5,1 miliardi di euro.

Se l'Eurofigter Typhoon verrà sostituito dall'aviazione austriaca con i Gripen svedesi o l'F-16 americano, nello stesso intervallo di tempo sarà possibile risparmiare fino a 2 miliardi di euro.

In Europa la produzione dei velivoli Eurofigter Typhoon dà lavoro a circa 100mila persone.

Gli aerei sono di buona qualità, ma gli alti costi li rendono appetibili solo ai compratori abbienti.

Gli italiani assemblano gli aerei per il Kuwait, gli stabilimenti britannici producono per Oman, Qatar e Arabia Saudita. Questi clienti salvano i produttori europei. In futuro, sono possibili due opzioni: o i Paesi europei svilupperanno propri caccia di nuova generazione, o dipenderanno completamente dalle forniture delle società americane.

La UE è legata alla NATO come una gallina con i pulcini. Finché sarà così, gli eserciti europei non avranno armi esclusivamente europee. Alcuni armamenti non sono nemmeno sviluppati nella UE. Si registra la dipendenza dalle importazioni statunitensi.

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Business, Geopolitica, Armi, Economia, Difesa, Occidente, Sicurezza, Europarlamento, Unione Europea, NATO, UE, Europa, USA
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