12:18 16 Novembre 2018
Un orso bianco nel Mar glaciale artico

Gli orsi bianchi aiutano i ricercatori a studiare il clima artico

© Sputnik . Vera Kostamo
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Dopo diversi tentativi i ricercatori nel Circondario autonomo di Yamalo-Nenets sono riusciti a far indossare agli orsi bianchi dei collari digitali con l’intento di studiare i cambiamenti climatici nella regione artica.

Andrej Baryshnikov, direttore del Centro di esplorazione dell'Artide, ha spiegato a Sputnik in che modo gli animali possano aiutare gli esperti a monitorare l'ambiente.

Anni di tentativi

Il team di esperti dell'Istituto Severtsev per i problemi ecologici ed evoluzionistici segue gli spostamenti degli orsi bianchi su tutto il territorio artico e si occupa di monitorare i cambiamenti climatici con l'ausilio di collari satellitari indossati dagli animali. Tuttavia nello Yamal il team è riuscito solo ora ad "imbrigliare" gli orsi bianchi sulle isole della Riserva naturale di Gydan.

Baryshnikov ha affermato che questa è già la quarta spedizione di ricercatori dal 2014. Ogni volta hanno tentato di avvicinarsi agli animali nel Circondario autonomo di Yamalo-Nenets. Negli anni precedenti la difficoltà dell'operazione era dovuta al fatto che gli orsi si spostavano lungo la costa e che in presenza di pericoli si tuffavano nell'acqua.

"Vicino all'acqua non è possibile far indossare loro i collari. L'animale potrebbe addormentarsi e affogare in acqua. Bisogna fare in modo che l'operazione sia del tutto sicura per l'orso e che venga effettuata sulla terraferma. Questa volta ci siamo riusciti. Abbiamo impiegato un iniettore di anestesia a distanza: in 5-20 minuti l'orso si addormenta, poi arriva un esperto che determina se l'orso davvero dorme e infine il resto del team si avvicina e comincia a condurre ricerche sullo stato di salute dell'orso", osserva l'esperto.

Sottolinea anche che il collare viene messo solo se l'orso è femmina. Ciò è dovuto alla conformazione della testa e del collo: l'orsa ha forme conoidali e il suo collo è sempre più tozzo della testa. Invece nel caso di un orso maschio che cominci a perdere perso, vi è un'alta probabilità che possa perdere il collare.

L'orso bianco come indicatore del clima

Dal momento in cui il sensore viene applicato, comincia a trasmettere un segnale GPS ogni 4 ore e i ricercatori sono in grado di capire se l'animale si trovi sulla terraferma o nell'acqua. Nel secondo caso si può concludere, ad esempio, che la piattaforma di ghiaccio è in buone condizioni e l'orso si trova sul ghiaccio, spiega l'esperto.

"Se giugno è alle porte e l'orso si trova sul ghiaccio, capiamo che c'è ancora del ghiaccio. Inoltre i ricercatori controllano gli spostamenti tra le diverse aree: ad esempio, l'orso che vive tra il Circondario autonomo di Chukotka e l'Alaska si può spostare verso il Mare di Barents. Gli spostamenti degli orsi bianchi dipendono da molti fattori come la temperatura dell'aria. Vengono raccolti dati dalle stazioni meteorologiche e sulla base delle informazioni raccolte viene elaborato un modello del cambiamento climatico. L'orso è uno degli indicatori dello stato ambientale in Artide", continua Baryshnikov.

  • Una famiglia di orsi polari.
    Una famiglia di orsi polari.
    © AP Photo / Paramount Classics
  • Un orso bianc nell'Oceano glaciale artico tra la Terra di Francesco-Giuseppe e il Polo Nord.
    Un orso bianc nell'Oceano glaciale artico tra la Terra di Francesco-Giuseppe e il Polo Nord.
    © Sputnik . Vera Kostamo
  • Un orso bianc nell'Oceano glaciale artico tra la Terra di Francesco-Giuseppe e il Polo Nord.
    Un orso bianc nell'Oceano glaciale artico tra la Terra di Francesco-Giuseppe e il Polo Nord.
    © Sputnik . Vera Kostamo
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© AP Photo / Paramount Classics
Una famiglia di orsi polari.
Le ricerche scientifiche in tal senso, secondo lui, durano da anni, sono complesse e Yamal è un'area nuova. Prima i ricercatori studiavano processi analoghi nelle regioni vicine: Tajmir, Chukotka, Circondario autonomo dei Nenets.

"Chiaramente il monitoraggio è possibile grazie ai finanziamenti e alla presenza di esperti. Cercheremo di portare avanti questo lavoro. I collari continueranno a funzionare per un anno e mezzo. Alla fine di questo periodo grazie anche all'azione dell'acqua e degli agenti atmosferici si innescherà uno speciale meccanismo che farà cadere il collare. L'orso non subirà danni derivanti da quest'operazione", afferma l'intervistato.

Perché i collari anche sulle volpi?

Il centro scientifico di ricerca dell'Artide ha comunicato a giugno la possibilità di far indossare simili collari anche alle volpi polari che vivono nel Circondario autonomo di Yamalo-Nenets. Con l'aiuto delle volpi polari biologi provenienti da diversi Paesi si preparano a studiare gli ecosistemi terrestri, il loro funzionamento in condizioni di cambiamento climatico e di assenza di esseri umani nell'area considerata.

"Lo spostamento delle volpi è un altro fattore molto complesso nello studio dell'ecosistema della penisola Yamal. Per fare previsioni riguardo ai processi che si verificano nell'Artide è necessario studiare il comportamento dei predatori, fra i quali rientra la volpe. Una ricerca ha poco valore senza lo studio dei suoi spostamenti: da dove viene, dove va, perché è presente in una regione invece che in un'altra, cosa mangia. Si tratta di un lavoro difficile che abbiamo cominciato nel 2014. Ma vi sono ricercatori che studiano questi processi già dalla fine degli anni ‘90", osserva Baryshnikov.

Una volpe polare sulla Terra di Francesco-Giuseppe
© Sputnik . Vera Kostamo
Una volpe polare sulla Terra di Francesco-Giuseppe
L'esperto sottolinea, inoltre, che questo è un lavoro lungo e meticoloso ed è difficile fare un confronto con le osservazioni di orsi che vengono immobilizzati dagli esperti a distanza di elicottero.

"Gli abitanti locali ci aiutano molto. Nel caso delle volpi, ad esempio, sanno benissimo come catturarle senza fare male all'animale", aggiunge l'esperto.

Collari simili sono stati applicati di recente anche su alcuni cervi selvatici il cui spostamento verrà studiato dai ricercatori con l'ausilio di segnali satellitari. Nell'area del circondario autonomo convivono tre popolazioni di cervo selvatico e capita che i ricercatori portino via degli esemplari locali dalla mandria.

Secondo Baryshnikov sebbene le loro migrazioni siano poco studiate, il problema in esame non è affatto nuovo per la poco numerosa popolazione locale. Ma oggi grazie a Internet e ai media la situazione ha raggiunto un pubblico che supera i confini della tundra e gli esperti sono giunti in aiuto degli allevatori di cervi. 

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Tags:
volpe, orso, scienza, clima, natura, Polo Nord, Mar Glaciale Artico, Artico, Russia
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