19:30 21 Agosto 2018
Cinesi

Esperti: i cinesi sono sempre più discriminati in Occidente

© Sputnik . Evgeny Yepanchintsev
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Oggi gli impiegati dei ristoranti cinesi di Londra manifesteranno di fronte al ministero dell’Interno contro le misure sull’immigrazione da essi ritenute discriminatorie. Sputnik ne ha parlato con gli esperti.

Il vice direttore dell'Istituto dei Paesi asiatici e africani Andrei Karneev ha ricordato che in passato il ministero degli Esteri cinese ha chiesto ai paesi occidentali di rispettare i diritti dei cinesi che vivono e lavorano all'estero, e garantire la loro sicurezza. 

"Nell'estate e nell'autunno del 2016 a Parigi e nei suoi sobborghi i cinesi hanno organizzato diverse manifestazioni. Essi protestavano contro l'aggressione, avvenuta il 7 agosto, per mano di anonimi ad un gruppo di cinesi, di cui uno è rimasto ucciso. Altre proteste erano dirette contro la polizia, che durante una manifestazione a Parigi ha ucciso un cinese. La polizia sostiene che l'uomo ha attaccato gli agenti con delle forbici; per la famiglia della vittima i poliziotti hanno sparato senza preavviso", ha raccontato Karneev.

Le proteste cinesi a Londra sono dirette contro la discriminazione e gli abusi dei funzionari dell'immigrazione contro i cinesi. Secondo testimoni oculari, i lavoratori dei ristoranti cinesi sono stati trattati come terroristi, durante un'operazione.

Gli organizzatori della protesta ritengono che i cinesi stiano diventando sempre più speso bersagli di discriminazione e rigide restrizioni immotivate da parte delle autorità. Perché sta succedendo questo e cosa ha causato le crescenti lamentele dei cinesi che vivono e lavorano nei paesi occidentali lo ha spiegato a Sputnik Yan Mian, docente dell'Istituto per le relazioni internazionali dell'Università delle comunicazioni della Cina.

"I cittadini cinesi che vivono, studiano o lavorano all'estero sono rispettosi della legge dei paesi in cui si trovano. Naturalmente, non si può escludere completamente che qualcuno rimanga illegalmente nel paese o violi la legge. Allo stesso tempo, non si può negare che alcuni stati occidentali trattino i cinesi con pregiudizio, trattandoli generalmente come un gruppo indisciplinato e non collaborativo. Ciò è particolarmente vero per le azioni delle forze dell'ordine, che spesso causano preoccupazione ai cinesi, mentre le operazioni di polizia operano secondo ‘doppi standard', ricorrendo alla forza bruta. In questa situazione, i cinesi possono far valere i loro diritti legali. Dal momento che i paesi occidentali si considerano invariabilmente modelli di rispetto dei diritti umani e della legge, i cinesi, di fronte a discriminazioni o trattamenti ingiusti nei loro confronti, hanno il diritto di presentare denuncia alle autorità competenti", ha affermato l'esperto.

Egli crede che la reazione del governo cinese in questi casi è determinata dallo status delle persone coinvolte negli incidenti all'estero.

"Se sono cittadini cinesi, il governo cinese agirà attraverso i canali diplomatici, entrerà in contatto con il governo straniero per proteggere i diritti dei suoi cittadini. Se non sono cittadini della Cina, quindi, in base al principio di giurisdizione, è scomodo per il governo cinese intervenire direttamente. Può rilasciare dichiarazioni in termini di rispetto dei diritti umani e correttezza delle forze dell'ordine, esprimendo la nostra attenzione e preoccupazione. Allo stesso tempo, è possibile attirare l'attenzione sull'incidente da parte del governo e del pubblico di questo paese", ha concluso Mian.    

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Proteste, discriminazione, cinesi, Cina, Occidente
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