18:18 18 Novembre 2018
La galassia sigaro M82 e la sua stella supernova

L'esplosione di una supernova distruggerà la Terra

CC BY-SA 2.0 / Rob Glover / M82 Supernova
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Gli sienziati trovano tracce dell'esplosione di una stella supernova vicino al Sistema solare avvenuta 2 milioni di anni fa e scoprono le conseguenze per il nostro pianeta se tale evento si ripetesse.

Uno staff internazionale di astrofisici, con la partecipazione dell'Università nazionale di ricerca nucleare "MEPhI", ha proposto una teoria che spiegherebbe il contenuto stranamente elevato di antimateria (positroni e antiprotoni) nei raggi cosmici, osservabile tramite esperimento, come effetto dell'esplosione di una supernova vicino al Sistema solare.

Negli ultimi anni una serie di esperimenti ha individuato anomalie nello spettro dei raggi cosmici. In particolare è stato trovato un alto flusso di antimateria (positroni e antiprotoni) e un cambiamento dei rapporti tra il flusso di protoni e di elio a seconda della loro energia (cosa che non dovrebbe accadere in presenza di un'unica fonte di radiazione). Sono state notate anomalie anche nell'anisotropia (irregolarità delle proprietà ambientali) dei raggi cosmici.

In passato gli scienziati avevano proposto una grande quantità di modelli che spiegano alcune di queste anomalie, prese singolarmente. Ora un'equipe internazionale di astrofisici, composto da studiosi di Russia, Francia e Svizzera ha avanzato una teoria che spiega tutte le anomalie dei raggi cosmici.

Alle ricerche hanno partecipato quattro universita: l'Università nazionale di ricerca nucleare (MePHI di Mosca, Russia), l'Istituto di fisica di Trondheim (Norvegia), il Dipartimento di astronomia dell'Università di Ginevra, l'Università Diderot (Parigi, Francia) e l'Osservatorio della Sorbona (Parigi, Francia). Secondo questa nuova teoria, una delle ragioni principali delle anomali osservate è da attribuirsi all'esplosione di una supernova nelle vicinanze del Sistema solare.

Come spiegato a Sputnik uno degli autori della teoria pubblicata su Physical Review, il professore del MEPHI Dmitriy Semikoz, l'esplosione della supernova è avvenuta all'incirca 2-3 milioni di anni fa a una distanza nell'ordine dei 220-450 anni luce dal Sistema Solare (che è una distanza 50-100 volte superiore rispetto a quella a cui si trova la stella più vicina al Sole, Proxima Centauri).

Una ricostruzione dell'esperimento
© Foto : MEPhI
Una ricostruzione dell'esperimento

Secondo le parole dello scienziato, recenti indagini della crosta terrestre effettuate al fondo degli oceani e della regolite dimostrano inequivocabilmente che circa 2 milioni di anni fa in prossimità del Sistema solare si verificò lo scoppio di una supernova. Come indicatore temporale di questo evento cosmico è stato usato l'isotopo del ferro Fe60, che si forma solo nelle supernove.

A seconda della distanza dalla supernova, sulla Terra perirebbe in parte o addirittura completamente tutto ciò che è vivo. Pertanto, se l'evento descritto dovesse ripetersi, la Terra vivrebbe dei cambiamenti globali del clima e un aumento significativo del livello di radiazioni. Se esplodesse una supernova 10 volte più vicina a noi, allora le conseguenze per la vita sul nostro pianeta sarebbero catastrofiche, ha concluso Dmitriy Semikoz

Per fortuna, tali eventi accadono assai raramente: passa sempre qualche milione di anni prima che esploda una supernova a centinaia di parsec dalla Terra, mentre le esplosioni di supernove a decine di parsec effettivamente pericolose per la nostra vita avvengono a distanza di qualche miliardo di anni.

In precedenza, Dmitriy Semikoz insieme a colleghi americani ed europei aveva dimostrato che il "bombardamento" di raggi cosmici sulla Terra come risultato dell'esplosione di supernove a distanza di 300-600 anni luce e circa 3,2 e 8,7 milioni di anni fa ha sconvolto "l'orologio biologico" degli animali e provocato un'accelerazione dell'evoluzione biologica sul nostro pianeta connessa ad un brusco incremento del numero delle mutazioni, provocate dall'aumento del livello di radiazioni.

 

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ricerca scientifica, Spazio
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