20:44 20 Agosto 2018
Bandiera dell'India

Il virus americano della guerra tariffaria potrebbe infettare l’India

© AP Photo / Andy Wong
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L’India sta per tassare pesantemente l’importazione di pannelli solari provenienti dalla Cina, secondo quanto riportato dai media indiani. Bian Yongzu, esperto dell’Università di Pechino, ha definito le operazioni di Nuova Delhi imprevedibili e non ha escluso che l’India rientri sotto l’influenza della politica commerciale statunitense.

Il Ministero del Commercio indiano suggerisce di imporre un dazio del 25% sulle importazioni di pannelli solari provenienti dalla Cina e dalla Malesia. Ad oggi l'India importa dalla Cina più del 90% di questi prodotti. I produttori indiani di pannelli solari dichiarano che le importazioni di prodotti cinesi a basso prezzo danneggiano la produzione locale. "I produttori di pannelli solari devono fare i conti con una crudele e sleale concorrenza", si legge in una relazione della North India Module Manufacturer Association citata dall'agenzia Reuters. Allo stesso tempo i produttori cinesi affermano che le importazioni aiutano l'India ad accelerare la realizzazione dei programmi per lo sviluppo delle rinnovabili. La camera di commercio cinese per l'import/export di macchinari e apparecchiature elettroniche ha dichiarato che la vera causa dei danni provocati all'industria indiana non sono le importazioni cinesi ma l'approccio economico "aggressivo e mutabile" dei maggiori produttori indiani.

La stampa indiana prevede tempi difficili per l'industria dell'energia solare nel Paese nel caso in cui le raccomandazioni del ministero vengano sostenute dal governo. In particolare, Sandeep Kashyap, presidente per lo sviluppo economico della società ACME (generatore leader in India di energia elettrica a partire da centrali solari), ha dichiarato alla piattaforma online The Wire che le misure previste potrebbero far salire il prezzo dell'energia prodotta nelle nuove centrali solari di 56-60 paisa per unità di misura. Questo rincaro porterebbe all'inutilizzo di 5000-6000 megawatt di potenza.

S-400 Triumf
© Sputnik . Sergey Pivovarov

Entro il 2022 l'India ha previsto di aumentare la potenza di energia solare di 1000 megawatt. Il programma è partito grazie alla diminuzione delle tariffe dell'energia solare. Se cambiasse l'attuale congiuntura questo progetto potrebbe non essere portato a termine.

Inoltre, la capacità di produzione indiana di pannelli solari è insufficiente per realizzare l'ambizioso progetto volto ad aumentare la quota di energia solare nel bilancio energetico complessivo del Paese. La situazione di incertezza creatasi riguardo all'importazione di pannelli solari cinesi ha messo in guardia le società indiane che forniscono servizi ai consumatori. Queste grandi società di servizi come la Società statale del Maharashtra di distribuzione dell'energia elettrica e la Karnataka Renewable Energy Development Ltd hanno più volte rimandato la loro partecipazione agli appalti per la fornitura di elettricità.


Sergey Kamenev, esperto dell'Istituto di Studi Orientali presso l'Accademia russa delle Scienze, ritiene che il possibile aumento dei dazi indiani sull'importazione di pannelli solari provenienti dalla Cina non influirà negativamente sulle relazioni bilaterali:

"Un simile provvedimento non arrecherà seri danni alle relazioni politiche sino-indiane e probabilmente non porterà nemmeno a un peggioramento dei rapporti di natura commerciale. Si può pensare che gli indiani stiano seguendo la tendenza generale, avviata dagli USA, che consiste nel cominciare una guerra tariffaria con altri Paesi. Nel caso in esame si tratterebbe dell'inizio di una guerra tariffaria molto leggera. Ma la Cina è il principale partner economico-commerciale dell'India. Il fatturato delle operazioni tra i due Paesi è pari a 86 miliardi di $, ovvero più del fatturato di quelle fra India e USA. Per questo gli indiani dovranno essere estremamente cauti nell'introdurre dazi all'importazione di pannelli solari cinesi. Infatti, la Cina potrebbe rispondere all'India con la stessa moneta, il che sarebbe per l'India una vera catastrofe".

Bandiera Cina
© Sputnik . Ilya Pitalev


Bian Yongzu, l'esperto dell'Università di Pechino, ha definito imprevedibile la posizione assunta dall'India e ha anche aggiunto che nell'introduzione di limitazioni commerciali questa sia stata influenzata dall'esempio statunitense:

"I volumi della produzione industriale indiana di pannelli solari sono irrisori. La tecnologia indiana non si distingue per niente in particolare. Quindi, lo sviluppo di questo settore dipende in larga misura dalle importazioni cinesi soprattutto negli ultimi anni in cui la Cina ha fatto grandi progressi in questo settore. Questi progressi non sono stati ostacolati dai dazi antidumping introdotti in Occidente e, in particolare negli USA, contro i prodotti cinesi.

L'India fa i conti con un deficit di energia elettrica e necessità delle importazioni di apparecchiature per la produzione di energia. Per questo il possibile innalzamento dei dazi sui pannelli solari cinesi rappresenta una mossa quantomeno inattesa. Possiamo provare a identificare le cause che hanno portato l'India a pensare a un simile provvedimento.

Gli USA a novembre hanno chiesto alla comunità internazionale di interrompere le importazioni di greggio iraniano. Poi su pressione degli USA anche l'India si è detta pronta a interrompere le importazioni di greggio iraniano. Il governo indiano ha sempre dichiarato di dirigere un Paese indipendente e sovrano. Tuttavia, in molti settori la sua politica è gestita dai Paesi occidentali. Molte cose che l'India fa non si basano solo ed esclusivamente sulla difesa degli interessi nazionali. Per questo è molto probabile che l'India introdurrà questi dazi sui pannelli solari cinesi.

From left: Russian President Vladimir Putin, South African republic President jacob Zuma, Indian Prime Minister Narendra Modi, Chinese President Xi Jinping and Brazilian President Michel Temer seen at the BRICS leaders' meeting with BRICS Business Council members, September 4, 2017
© Sputnik . Grigoriy Sisoev

Inoltre, dal punto di vista strategico l'India è un Paese importante perché possiede un impressionante potenziale di crescita. L'India deve mantenere una politica economica indipendente. E deve rendersi conto che al momento il mercato più dinamico è quello dell'Asia orientale. La Cina e l'India sono Paesi in via di sviluppo, con un mercato che sta prendendo forma e che appartengono al gruppo dei BRICS. Dunque, nel complesso la Cina e l'India condividono ampie prospettive di mutua collaborazione".


La pubblicazione indiana online The Hindu Business Line ha osservato che le relazioni commerciali fra i due Paesi nell'ultimo periodo hanno presentato una dinamica positiva. Sullo sfondo di una guerra commerciale con altri Paesi entrambe le parti stanno discutendo il modo in cui aumentare le vendite di prodotti agricoli indiani in Cina. L'India sta puntando ad una collaborazione attiva con le società cinesi per raggiungere gli obiettivi programmatici. La Cina, dal canto suo, ha anch'essa puntato attivamente al mercato indiano, si legge su The Hindu Business Line.  

Tags:
dazi, Economia, BRICS, USA, Cina, India
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