20:43 20 Agosto 2018
Veduta di una strada di SingaporeL'eclisse di sole del 9 marzo 2016 vista dal Singapore Flyer

Vado a Singapore, con la macchina senza guidatore

© AP Photo / Wong Maye-E
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Riccardo Pessarossi
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Un auto senza guidatore ci porterà al lavoro, poi andrà a prendere i nostri figli e quelli dei vicini, ed a fine giornata un barista automatico ci servirà l'aperitivo. Il futuro inizia oggi, a Singapore e parte dalle idee del designer italiano Carlo Ratti.

Un'accoglienza del genere non l'avevano ricevuta neanche i Campioni del mondo del 2006, invitati all'ambasciata italiana di Mosca non più tardi di una settimana fa. Tutti vogliono ascoltarlo, parlargli ed infine scattare un selfie ricordo, da mandare magari al figlio o al nipote indietro con gli esami all'università, perchè "lo prendano come esempio".

Del resto ognuno di noi vuole o vorrebbe capire almeno qualcosa in più del futuro che ci aspetta, ma non sa da che parte incominciare, a chi chiedere. Uno dei pochi (Wired lo ha inserito nella lista delle 50 persone che cambieranno il mondo) che ce lo può spiegare è Carlo Ratti, architetto e ingegnere torinese, direttore del MIT SENSEable City Lab di Boston, in visita a Mosca per partecipare al Moscow Urban Forum. La sua lezione sulle città intelligenti del futuro è il secondo appuntamento del ciclo Italia Immaginative Innovators organizzato dall'Ambasciata Italia in Russia.

Al termine dell'incontro Carlo Ratti ha rilasciato un'intervista esclusiva a Sputnik Italia, in cui attraverso alcuni dei suoi progetti ci aiuta a capire il mondo in cui vivremo.

Secondo l'ONU oggi il 54% della popolazione mondiale vive in città e questa percentuale continua a crescere. Come si progetta una città del futuro?

Carlo Ratti
© Foto : Сarlo Ratti Associati
Carlo Ratti

Uno dei grandi problemi di una città che cresce oggi è capire se crescere in larghezza, in orizzontale, o in verticale. Quello che sappiamo noi oggi è che una città che cresce in verticale è una città più efficiente. Hong Kong è una città che ha il minimo consumo di energia pro capite del mondo, proprio perché è una città essendo densa dove si può facilmente spostarsi, a causa della densità. In generale una città che cresce densificandosi è una città che riesce a essere più sostenibile e anche più piacevole da vivere, perché queste enormi periferie poi diventano spesso il punto di partenza di molti dei problemi urbani.

Vivremo quindi in città stile Blade-Runner, dove solo chi vivrà ai piani più altri potrà permettersi il privilegio di vedere il cielo?

Densità non vuol dire solo torri: ad esempio la densità di New York e Barcellona non è molto diversa, sono due densità più o meno simili, ma la prima sembra molto più densa perché va su in verticale con delle torri, mentre l'altra è basata sui cortili edifici a corte ed usa meglio il terreno e riesce ad avere la stessa densità di New York, ma con una forma più umana.

Qualcuno scherzando le ha chiesto un parere sui muri dipinti di verde di una sala dell'ambasciata, storcendo il naso su questo colore in un edificio storico: tornando ai grattacieli e al rapporto tra passato e futuro, che cosa ne pensa della city di Mosca, guardando questa fotografia?

Una veduta di Mosca, in primo piano il centro e chiesa di Cristo Salvatore, sullo sfondo la City
© Sputnik .
Una veduta di Mosca, in primo piano il centro e chiesa di Cristo Salvatore, sullo sfondo la "City"

La cosiddetta City di Mosca non è brutta di per sè, ma ha altri problemi, di espressione architettonica. Il linguaggio di questi grattacieli la rende avulsa dal resto della città, non è un problema che va inquadrato in determinate categorie a priori ma va visto nel contesto locale. Prendo l'esempio di Milano, che ha costruito molto in altezza: uno dei quartieri più di successo oggi è quello di Porta Nuova, costruito tutto in alto.

Mosca secondo lei è una città "Smart"?

Io non amo parlare di "smart" city. Nel laboratorio dove insegno, al MIT, le chiamiamo "senseable", ovvero città che siano sensibili ai cambiamenti e capaci di provarli sulla loro pelle. Mosca la conosco bene, perchè qualche anno fa ho insegnato allo Strelka Institute, quindi ci sono venuto spesso. Mosca mi piace e devo dire che è una delle megalopoli mondiali che è cambiata di più negli ultimi anni. E' una città aperta alla sperimentazione e secondo me questo è un bene, perchè permette di avanzare come società intera.

Entriamo nel futuro insieme ai suoi progetti. La nostra intervista si svolge durante un cocktail, con i camerieri che servono da bere: un domani se una delle vostre invenzioni prenderà piede, i coktail ce li serviranno dei bracci automatici, è vero? 

Makr-Shakr è un progetto nato per gioco con google e poi diventato una start-up di successo in Italia e che oggi sta andando molto bene. Per noi l'aspetto più interessante non è quello di sostituire il barista, ma di mettere insieme le tecnologie e le persone, permettere alle persone di interagire con i robot. I robot cambieranno moltissimi dei lavori che conosciamo oggi, quindi ora per la prima volta possiamo permettere alle persone di controllarli e interagire con essi.

Makr Shakr funziona facendo le le ordinazioni dal cellulare, tramite un'applicazione, dopo di che il braccio meccanico la esegue, mescolando e agitando il drink come un barista normale. Il progetto nato per gioco è diventato un gioco serio. Lo abbiamo testato la prima in due locali dei Murazzi di Torino, grazie all'appoggio del Comune, ed abbiamo un ottimo riscontro. Inoltre credo che realizzare una start-up in Italia sia un segnale bello anche per il paese.

Makr-Shakr ci è piaciuto così tanto che abbiamo un pò esagerato. Oggi per tornare a casa chiamiamo un taxi e lo aspettiamo finchè non si fa strada nel traffico: domani invece ci sposteremo con le auto senza conducente? 

Su questo stiamo lavorando a Singapore, dove il governo locale ha promosso e sostiente un grande esperimento sulla mobilità condivisa, che nel giro di pochi anni potrebbe abbattere dell'80% il numero di vetture in circolazione. Dotando le strade di una rete di sensori che controllano il traffico, le direttrici di spostamento, le richieste dei singoli utenti dei servizi di taxi e car sharing, possiamo arrivare ad introdurre vetture a guida automatica, che soddisfino le stesse esigenze dei passeggeri, diminuendo la congestione dello spazio. E' un progetto ambizioso quello delle macchine senza guidatore e grazie a Singapore possiamo non solo provare queste tecnologie, ma anche valutare la loro interazione con le persone, raccogliendo il feedback migliore per svilupparla.

Un incrocio di Singapore
© Sputnik .
Un incrocio di Singapore

Spingiamoci ancora oltre: avete pensato ad autostrade intelligenti per le auto senza conducente?

Si tratta di un progetto che abbiamo ideato per l'Anas, sull'autostrada Salerno — Reggio Calabria. Ci è stato chiesto di pensare di dislocare sull'autostrada dei pali intelligenti che possano fungere da "nido" per i droni, che a loro volta possono eseguire numerose funzioni: controllare la mobilità, le condizioni meteo, la visibilità, oppure, in caso di incidenti, oltre a segnalarli, anche intervenire. Per quando riguarda le auto, già oggi sono dotate di numerosi sensori, per varie necessità. Il passo successivo è quello di incrociare i dati sulla condizione della vettura con quelli raccolti dai droni sulla strada, a tutto vantaggio della sicurezza.

 

I dati sono un tema spinoso. Come lei ha ricordato nel suo intervento, l'ex sindaco di New York, Bloomberg aveva nel suo studio un manifesto con la scritta "In God we Trust. All Others Bring Data". Il successo delle vostre ricerche dipende da loro, dai dati. I Big data esercitano un controllo a favore delle persone o contro le persone?

La società che creiamo oggi è la società in cui vivremo domani. Il problema dei big data è l'interpretazione sbagliata che si dà alla questione. Per elaborare i nostri progetti noi studiamo tutta la gran mole di informazioni che ognuno di noi trasmette, ogni giorno. Da questa mattina quando ci siamo svegliati, i nostri spostamenti, le nostre ricerche, i nostri bisogni sono registrati. I dati entrano in circolo e vengono utilizzati. Ma da chi e per cosa? Il problema è l'assimetria: noi non sappiamo nulla di società che di fatto sanno tutto di noi, non elaborare questi dati per far si che studiando i flussi di traffico su una determinata direzione si possa convogliare un numero di taxi congruo a smaltire tutte le richieste.

Per concludere, ci dice tre lavori che saranno richiesti nelle città del futuro?

Urbanista, perché le città sono da ripensare, abbiamo da risolvere molti problemi del secolo passato. Designer, ma nel senso anglossassone del termine, per pensare al mondo e come si trasforma e poi metterei tutte quelle professioni che hanno a che fare col prenderci cura gli uni degli altri.

 

Tags:
architettura, Innovazione, Economia innovativa, Singapore, Milano, New York, Torino, Mosca
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