15:36 17 Ottobre 2018
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Studioso brasiliano crea mini-cervello con geni Neanderthal

© AFP 2018 / MIGUEL SCHINCARIOL
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Alysson Muotri, genetista brasiliano, professore della facoltà di medicina dell'università della California a San Diego, con una serie di nuove tecnologie ha prodotto in laboratorio un mini-cervello con materiale genetico di un uomo di Neanderthal.

Secondo lui questa ricerca può aiutare a prevenire l'autismo. Lo scopo della ricerca è comprendere la differenza tra il cervello dell'uomo moderno e i rappresentanti più vicini della specie estinta, l'uomo di Neanderthal. 

"La ricerca ci aiuterà a ottenere un'idea su come prevenire alterazioni o difetti, che portano all'autismo, consentendo di indagare a fondo quali sono le vie molecolari che possono essere colpite, e trovare strumenti farmacologici per intervenire nel processo il più presto possibile, per fare in modo che il paziente non abbia grandi difficoltà sociali in futuro", ha spiegato il professore.

Come ha detto il professore in un'intervista a Sputnik Brasil, durante le prime osservazioni è riuscito a verificare che il mini-cervello con i geni dell'uomo di Neanderthal segue un percorso di sviluppo del sistema nervoso e ha un minor numero di sinapsi rispetto per l'uomo moderno.

"La riduzione del numero delle sinapsi è quello che abbiamo già visto, quando abbiamo usato la stessa tecnologia con celle di persone affette da autismo. In questo modo, si può supporre che l'uomo di Neanderthal, forse, aveva problemi con la socializzazione", ha aggiunto.

Nella ricerca sono state coinvolte tre scienze: tecnologia di editing del genoma Crispr, la ricerca del DNA antico, noto come mini-cervello, organoidi cellulari, creati con l'aiuto delle cellule staminali. Lo studioso brasiliano, che dirige il programma delle cellule staminali presso l'università della California, ha ammesso che è stato sorpreso dai risultati della ricerca e ora prevede di introdurre questo mini-cervello robotico nella piattaforma per questi organismi " che cominciavano a conoscere il mondo". Questo viene fatto al fine di capire se l'uomo di Neanderthal avesse problemi con la difficoltà di apprendimento, quale fosse il loro livello di capacità di adattamento.

"Noi chiediamo ai robot la conoscenza del mondo e la trasmissione di informazioni al cervello, quello creato in laboratorio, per poi verificare l'ipotesi che il cervello di un uomo di Neanderthal fosse meno propenso all'adattamento o, se c'erano problemi con difficoltà di apprendimento e di comunicazione", ha detto lo scienziato. Oltre a informazioni su come funzionava il cervello dell'uomo di Neanderthal, il dottore ritiene che la comprensione del processo evolutivo dell'uomo ci aiuterà a produrre nuovi farmaci.

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Medicina, Scoperta, Brasile
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