14:31 22 Ottobre 2018
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Esperto: l'adesione alle sanzioni contro la Crimea di cinque paesi

CC BY 2.0 / Horia Varlan / Worn out European Union blue flag
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Cinque paesi hanno sostenuto la decisione dell'Unione Europea di estendere le sanzioni per la Crimea e Sebastopoli. La situazione in diretta a radio Sputnik l'ha commentata il direttore dell'Istituto di pianificazione strategica Aleksandr Gusev.

Montenegro, Albania, Norvegia, nonché Ucraina e Georgia hanno aderito alle sanzioni dell'Unione Europea nei confronti della Crimea e di Sebastopoli, si afferma in un messaggio pubblicato sul sito del Consiglio Europeo. Nel mese di giugno, l'Unione Europea ha esteso queste misure restrittive per un anno, fino al 23 giugno 2019.

"A questa dichiarazione si allineano i paesi candidati, Montenegro e Albania, Norvegia, membro dello spazio economico europeo, nonché Ucraina e Georgia, assicurano che la loro politica nazionale è coerente con questa decisione", si legge nel messaggio.

Le sanzioni colpiscono il settore finanziario, energetico e della difesa, e anche quello dei beni a duplice uso. Per la prima volta sono state introdotte il 31 luglio 2014, per un periodo di un anno, e nel settembre dello stesso anno, sono state rafforzate.

Il direttore dell'Istituto di pianificazione strategica, dottore in scienze politiche, il professor Aleksandr Gusev in onda su radio Sputnik ha commentato la situazione.

"Questo evento non ci ha presi di sorpresa, abbiamo ipotizzato che il prossimo vertice UE avrebbe esteso le sanzioni contro la Russia, ma a queste sanzioni si sono uniti altri cinque paesi. Come percepiamo queste azioni ostili? Abbiamo sempre detto che le sanzioni sono una strada a doppio senso, le eventuali sanzioni nei confronti di qualsiasi paese, hanno un impatto anche su quel paese, che le introduce.

Già "ululano"  tedeschi e francesi e italiani, le sanzioni hanno colpito la loro economia. Naturalmente, influenzano l'economia del nostro paese. Ma credo che per quattro anni ci siamo adattati ad esse, non abbiamo paura, perché siamo usciti da questa situazione dignitosamente, abbiamo sostituito la produzione dei paesi dell'UE con la nostra e sono ottimista per il futuro" ha detto Alexander Gusev.

In precedenza il vice-premier, ministro degli interni italiano, Matteo Salvini ha dichiarato che il suo paese sarà uno dei primi che chiederà la rimozione europea delle misure restrittive contro la Russia. Secondo lui, Roma è sulla strada del rifiuto delle sanzioni contro Mosca e entro la fine del 2018 prevede di effettuare diverse attività riguardanti la questione.

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Sanzioni, sanzioni, Unione Europea
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