15:05 19 Agosto 2018
Microbi

Le eminenze grigie del corpo umano: i microbi

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Sul corpo dell’uomo e al suo interno vivono alcuni trilioni di microorganismi senza i quali verrebbe meno il sistema immunitario, si interromperebbe la digestione, diminuirebbe in modo significativo l’attività cerebrale. Dai microbi dipende il peso, l’odore e lo stato d’animo dell’uomo.

Sputnik vi spiega in che modo i microbi sono alla base del corpo umano e come mai non si può sopravvivere senza di loro.

Nel genoma umano vi sono 21000 geni, più o meno tanti quanti ne possiede il verme Caenorhabditis elegans (20500 geni) e molti meno della pulce d'acqua Daphnia (31000 geni). Ma a differenza dell'homo sapiens nessun essere animale è in grado di avere una conversazione e fare pensieri complessi.

Le capacità più uniche che rare dell'uomo sono rese possibili anche grazie al suo microbiota, cioè l'insieme dei microorganismi che abitano tutti i tessuti del corpo umano, come è riportato nel libro I batteri della felicità: Perché i microbi del nostro corpo sono la chiave per la salute e il benessere di Alanna Collen. Un chilo e mezzo di batteri, virus, funghi e archei aggiungono al corpo umano circa 4,5 milioni di geni. Inoltre, sono la chiave del complesso organismo umano insieme ai geni originari dell'uomo.

Dieci a uno

Gli scienziati non sono ancora giunti a una conclusione univoca sul numero di microbi che vive nel corpo umano. Quando nel 2012 furono presentati i risultati del progetto internazionale Human Microbiome Project si individuarono 100 trilioni di microorganismi e più di 10000 specie. Ma venne precisato che la popolazione microbica può variare da persona a persona.

Talvolta vi sono tanti microorganismi quante sono le cellule dell'uomo, ma altre volte ve ne sono anche in rapporto di dieci microbi per ogni cellula.

Oggi gli scienziati propendono per stime più caute: nell'uomo vivono tra i 30 e i 40 trilioni di microorganismi, la maggior parte dei quali (circa il 90%) sono batteri.

Poi vi sono anche funghi, virus e archei.

Non esiste un unico insieme di microbi. Solamente i ceppi meno numerosi di batteri vengono rilevati in tutte le persone. Il microbiota di ogni persona è unico tanto quanto lo sono le impronte digitali e può variare nel corso della vita.

Una metropoli microbica

Colosseo
© Sputnik . Дмитрий Коробейников

Uno dei luoghi più densamente popolati del corpo umano è l'intestino nel quale abitano circa 1000 specie di microorganismi. Questi scompongono le molecole di fibre alimentari, inattivano i fermenti e le tossine, contribuiscono alla sintesi delle vitamine. È stato inoltre appurato che i batteri intestinali possono influire anche sul sistema nervoso centrale, contribuire allo sviluppo di disturbi d'ansia, depressione e autismo, nonché rafforzare il sistema immunitario.

Fra gli abitanti dell'intestino prevalgono i batteri di due specie: Firmicutes e Bacteroidetes. Proprio dall'equilibrio di questi dipende il peso dell'uomo. Nei casi di obesità i Firmicutes si moltiplicano molto velocemente (ad esempio, i Clostridium coccoides), mentre i Bacteroides e i Prevotella si riducono. Gli studiosi confermano che è possibile determinare se una persona soffre di obesità conoscendo solamente la composizione del suo microbiota.  

Invece, nei confronti dello stomaco i microorganismi si rivolgono con circospezione. Il suo ambiente eccessivamente acido è adatto solo a pochi microorganismi. Uno di questi è il batterio Helicobacter pylori. È proprio questo il batterio responsabile delle ulcere gastriche e duodenali, della gastrite e anche del tumore allo stomaco.

Inoltre, l'80% dei portatori dell'Helicobacter pylori non presenta alcuna patologia allo stomaco. Mentre coloro che non hanno questo batterio nel loro organismo sono a rischio.

Gli studiosi hanno evidenziato un legame tra la scomparsa dell'Helicobacter pylori dal tratto gastrointestinale e lo sviluppo dell'asma.

Un microbiota in due

Circa 800 specie di microorganismi vivono nella bocca. I più numerosi sono gli streptococchi. Sebbene questi microbi abbiano una cattiva fama (provocano la carie e serie infiammazioni della gola: dalla faringite alla fascite necrotizzante), alcuni di loro svolgono un'azione positiva perché tengono lontani i batteri e i virus patogeni.

Altri microbi contribuiscono a regolarizzare la pressione sanguigna liberando ossido di azoto ed evitando l'ipertensione. Ma gli stessi microbi, come è stato osservato, provocano anche l'emicrania. Invece quando i batteri Klebsiella pneumoniae si spostano dalla bocca all'intestino, è garantita la comparsa di una colite ulcerosa o del morbo di Crohn.

L'insieme di microorganismi presente nella bocca è quello più sottoposto a variazioni. La sua composizione può variare diverse volte al giorno. Ma nel 40-50% dei casi in individui diversi si incontra un microbiota della cavità orale simile. E più le persone vivono insieme (ad esempio, in un matrimonio), più sono simili i microbi della loro cavità orale.

Una seconda pelle

I microorganismi della pelle servono a proteggere ulteriormente gli organi interni. La maggior parte di essi sono commensali e servono a difendere dagli agenti patogeni. Ma possono anche provocare patologie cutanee (es. acne, forfora) e sono responsabili del cattivo odore del sudore. La diffusione dei microorganismi sulla pelle dipende dal modo in cui una persona vive. I Propionibacteria che si nutrono di sebo scelgono la pelle del viso e della schiena. I Corynebacteria e lo stafilococco che amano l'umidità e si nutrono di composti a base di azoto presenti nel sudore preferiscono l'ombelico, le ascelle e il poplite.

La flora cutanea è molto variegata. In una persona i microbi del braccio destro sono significativamente diversi da quelli del braccio sinistro. La composizione dei microorganismi cutanei in persone diverse varia in media dell'85% ed è unica per ciascuno di noi.

Proprio questa è la particolarità su cui si sono concentrati i biologi dell'Università di Chicago (USA) i quali hanno proposto di ricercare i criminali in base all'impronta del microbiota. Durante le ricerche hanno simulato l'effrazione di decine di case. Gli scienziati impegnati a studiare la composizione dei microorganismi lasciati dai "criminali" li hanno catalogati con una precisione pari al 70%.

Tags:
microbi, Scienza, virus
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