03:30 17 Luglio 2018
Venerdì 13

Venerdì 13: non essere superstizioso!

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Venerdì 13 è il giorno delle seccature in cui bisogna stare continuamente in guardia.

Venerdì 13 è il giorno delle seccature in cui bisogna stare continuamente in guardia. O almeno molti la pensano così e alcuni addirittura disdicono tutti i loro impegni e hanno paura a uscire di casa. Sputnik vi racconta quali eventi realmente accaduti sono legati a questa data, dove finisce la fantasia e dove comincia la realtà e cosa pensano di questa superstizione i religiosi.

Il numero di Cristo

Dal punto di vista cristiano qualsivoglia superstizione è un allontanamento della verità. Ma all'espressione "venerdì 13" sono legate soprattutto allusioni cristiane: in quel giorno è stato crocifisso Gesù (il giorno 13 secondo il calendario lunare è il giorno della Sua passione), Cristo era il 13° apostolo. Anche la storia alimenta le speculazioni su questo tema. Secondo la tradizione proprio venerdì 13 ottobre 1307 il re di Francia Filippo il Bello ordinò l'arresto di tutti i templari (appartenenti al potentissimo ordine cavalleresco dei crociati fondato a Gerusalemme nel 1119). "Poiché i templari sono alla base di tutte le visioni complottiste del mondo, per alcuni questo fu il pretesto per ritenere ogni venerdì 13 un giorno sfortunato", sostiene il priore Serapione, vice-presidente della Sezione missionaria sinodale della Chiesa ortodossa russa.

Il carattere misterioso del numero 13 durante il Medioevo e il Rinascimento fu aggiunto dalla numerologia. "Il numero 13 può assumere una sfumatura negativa in contrapposizione al numero 12 che in numerologia è sempre ritenuto felice e positivo perché è divisibile per 2, 3, 4 e 6", aggiunge Olga Trefilova, collaboratrice della Sezione di linguistica e folklore dell'Accademia statale di cultura slava.

Cosa gli slavi pensavano del venerdì

Gli antichi slavi pagani avevano una propria concezione di numeri e giorni buoni e cattivi. Il venerdì era considerato un giorno sfortunato.

"Questo giorno della settimana è legato anche alla santa cristiana Parasceva. Si credeva che questa santa potesse castigare le donne con lavori straordinari (cucito, pulizie, ecc.). In realtà è più probabile che questo risalga ai tempi precedenti alla tradizione cristiana", continua Trefilova.

"Ma né gli slavi occidentali né quelli meridionali avevano preconcetti riguardo al numero 13", afferma convinta l'esperta.

Vivere senza responsabilità

In realtà la cattiva fama del venerdì 13 si è manifestata solo tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo quando la cultura di massa ha volutamente legato eventi tra loro non collegati creando il mito di un giorno più sfortunato degli altri. Nella medicina contemporanea esiste una intera corrente specializzata nella cura di fobie legate a questo giorno. In America non ci sono tredicesimi piani (dopo il dodicesimo si passa al quattordicesimo) perché nessuno vorrebbe abitarci o affittare un ufficio.

Il ricercatore russo di sette religiose contemporanee A. L. Dvorkin conferma che le radici di questa superstizione vanno rintracciate nella storia evangelica "sebbene siano state travisate". "Si tratta di una superstizione cattolica che da noi non era diffusa. Ha fatto la sua comparsa con i film di Hollywood", precisa.

"Dietro questa superstizione si cela una ben precisa concezione della realtà. Se si considera ogni venerdì 13 un giorno sfortunato si può concludere che la vita umana venga determinata non dalle azioni dell'uomo e dalla sua capacità decisionale, quanto piuttosto da eventi esterni che non dipendono da lui. L'uomo è privato di qualsivoglia libertà di scelta e di ogni responsabilità. Il successo o meno viene determinato non dalle azioni umane ma da forze esterne irrazionali e incomprensibili", spiega il priore Serapione.

Inoltre la visione cristiana presuppone che l'uomo sia ad immagine e somiglianza di Dio e che, dunque, sia dotato di intelletto e libertà.

"Chiaramente il venerdì è ritenuto da molte persone superstiziose una giornata negativa perché di venerdì è stato crocifisso Gesù Cristo. Ma la crocifissione del Cristo significava la remissione dei peccati umani. Per questo non vi è nulla di negativo nella crocifissione, anzi è una tappa verso la vita eterna. Anche se ci si immagina che per disegno divino vi fossero delle coincidenze, comunque il venerdì e il numero 13 non diventano automaticamente negativi. Tutti i numeri, tutti i giorni della settimana e tutte le regole matematiche sono creazione divina. E da Dio non può derivare alcun male", sottolinea Arkady Maler, presidente del circolo Katekhon presso l'Istituto di filosofia dell'Accademia nazionale russa delle scienze.

Come riempire la propria vita

Anche altre religioni considerano il venerdì 13 come una superstizione priva di senso.

"A noi non interessa questa superstizione. Nell'islam non c'è posto per i presagi", afferma l'imam della Moschea di Mosca Ildar Alyautdinov.

I rappresentanti del sangha buddista osservano che nella vita religiosa si attengono al proprio calendario lunare e che guardano con il sorriso le superstizioni presenti nel mondo laico.

"Il giudaismo richiede di non credere alle superstizioni. Non possiamo che considerare negativamente le persone che riempiono la propria vita spirituale di sciocchezze, complotti, divinazioni e altre cose simili", dice Borukh Gorin, direttore del Dipartimento delle relazioni con il pubblico presso la Federazione russa delle comunità ebraiche.

"Non c'è niente di male nella parola "tredici". In ebraico significa "Unico" ed è uno dei nomi dell'Altissimo. Mentre il venerdì è uno dei giorni migliori della settimana ebraica: è un giorno di festa che prepara allo Shabbat. E lo Shabbat comincia proprio quando il sole tramonta, cioè quando per gli altri popoli è ancora venerdì", precisa Yury Kanner, presidente del Congresso ebraico russo.

Ad ogni modo dopo il venerdì c'è il sabato e poi anche la domenica. Quindi, anche se qualcuno è stato sfortunato di venerdì, avrà la possibilità di sistemare le cose il giorno dopo.

Chi crede al gatto nero

"Le superstizioni sono tanto forti quanto lo decidiamo noi", spiega a Sputnik lo psicoterapeuta Konstantin Olkhovoj.

Secondo lui il venerdì 13 è una superstizione che "non rientra nel nostro paradigma culturale". "Tuttavia, agli inizi degli anni '90 abbiamo importato un film horror sul venerdì 13 e questa correlazione tra il giorno in questione e la sfortuna ha cominciato a diffondersi", osserva il medico.

Ma qualcosa di cui le persone non avevano paura sin dall'infanzia e di cui non avevano paura i loro genitori non può essere spaventosa. Infatti per la maggior parte dei russi il venerdì 13 è solo un pretesto per scherzare.

"Senza ombra di dubbio vi sono pazienti nevrotici sensibili a eventi come l'incontro di gatti neri e il venerdì 13 ma non si tratta esattamente di fenomeni di massa", conclude lo psicoterapeuta. 

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