23:44 20 Novembre 2018
Marte

Le sonde della NASA potrebbero aver distrutto tracce di vita su Marte

CC0 / Pixabay
Mondo
URL abbreviato
201

Le sonde della serie "Viking" non hanno trovato tracce di materia organica su Marte perché i loro analizzatori del suolo "facevano esplodere" tutte queste sostanze quando cercavano di analizzarle. Questo ha rinviato la scoperta di potenziali tracce di vita extraterrestre di 40 anni, affermano gli scienziati in un articolo sulla rivista JGR Planets.

"L'assenza di tracce organiche nei campioni raccolti da Viking-1 e Viking-2, contraddiceva tutte le nostre idee su come si comportano i pianeti e gli asteroidi, e abbiamo scoperto a che cosa era collegato. Abbiamo trovato tracce di "bruciatura" dei perclorati" ha detto Christopher McKay della NASA Ames Research Center (USA), le cui parole sono state citate dalla rivista New Scientist.

Negli ultimi anni geologi, astrobiologi e altri specialisti stanno discutendo attivamente se ci sono riserve di materia organica o di microbi negli strati superficiali del terreno di Marte, dove c'è acqua liquida, dove i raggi cosmici penetrano a fatica e dove è relativamente caldo.

Il punto in questa disputa è stato fissato nel giugno di quest'anno, quando il team scientifico dei rover Curiosity ha annunciato la scoperta di un complesso e allo stesso tempo "antiche" sostanze organiche in uno dei ciottoli sul pendio del Monte Sharp nel Gale Crater dove ora il rover sta operando. Questo ha messo gli scienziati davanti a un enigma serio e inesplicabile: perché i "pionieri" di Marte, i moduli di atterraggio Viking-1 e Viking-2, non hanno trovato le sostanze organiche?

Entrambi questi velivoli atterrarono con successo sulla superficie del pianeta rosso nel 1976 e 1978 e trasmisero alla Terra le prime immagini della superficie di Marte e i dati sulla sua composizione chimica. I Viking erano equipaggiati con sensori organici e un set speciale di strumenti e reagenti progettato per cercare tracce di microbi viventi nel terreno di Marte.

Con la grande sorpresa degli astronomi non riuscirono a trovare niente. Fu una scoperta inaspettata per gli astronomi che invece pensavano che sulla superficie di Marte sarebbe dovuta sussistere una basilare vita organica portata da asteroidi e comete.

Per i successivi 40 anni gli scienziati hanno discusso a lungo dove erano finiti questi "mattoni della vita" e come potessero essere stati distrutti. Come oggi ritengono gli astronomi, le molecole si distrussero pe due motivi: i raggi cosmici e i raggi ultravioletti del sole, nonché la forte concentrazione di perclorati, molecole super aggressive, nel terreno di Marte.

Le scoperte di Curiosity, come fa notare McKay, hanno di nuovo fatto riflettere gli scienziati su ciò che i "pionieri" realmente vedevano e sul perché, a differenza del quarto rover della NASA, non riuscivano a trovare tracce inequivocabili dell'esistenza di materia organica.

Il suo team ha trovato la risposta a questo enigma, studiando i dati trasmessi dagli spettrografi e dai cromatografi Viking-2 sulla Terra durante l'analisi dei campioni di terreno marziano.

Gli scienziati hanno attirato l'attenzione sul fatto che Gilbert Levin, il principale ideatore di questi esperimenti, e altri sviluppatori delle sonde Viking non sapevano che nel terreno di Marte c'è un gran numero di perclorati. Le loro prime tracce furono trovate dal modulo di atterraggio Phoenix solo nel 2008, 30 anni dopo il lancio dei suoi "bisnonni".

I perclorati, a sua volta, sono caratterizzati da un altissimo livello di attività chimiche e calore all'interno dei laboratori Viking, e come gli scienziati hanno ipotizzato avrebbero potuto distruggere tutte le tracce di materia organica e causare una serie di altri cambiamenti, che Levin e colleghi e non potevano sospettare.

McKay e il suo team hanno verificato se fosse davvero accaduto questo riscaldando una miscela di perclorati e semplici molecole organiche, ed esaminando la composizione dei prodotti di queste reazioni. Come si è scoperto, tali interazioni hanno portato ad una vera e propria "esplosione" e alla formazione di un gran numero di molecole di clorobenzene.

Le sue tracce, come nota McKay, sono state trovate su tutti i campioni di suolo marziano, che sono stati riscaldati e analizzati dalel sonde Viking. Ciò significa che le sonde NASA hanno accidentalmente distrutte le tracce di materia organica marziana trovate nella zona di atterraggio, ritardando la loro scoperta di quasi mezzo secolo. Come è emerso, non è ancora chiaro, ma aumenta significativamente le nostre possibilità di scoprire ambienti abitabili su Marte, concludono gli scienziati.

Correlati:

La Georgia coltiverà l’uva su Marte
Giovane americana sarà la prima persona su Marte
NASA pubblica foto dune blu su Marte
Aborti ed eutanasia: ci sarà sesso su Marte?
La NASA rivela le qualità del futuro colonizzatore di Marte
Tags:
Vita, Marte, vita, Marte, NASA, Marte
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik