17:06 20 Settembre 2018
Maltempo in Giappone

“Nessuno è al sicuro”: l'alluvione in Giappone dagli occhi di una russa

© Foto : Anastasia Fedotova
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"Tutti dicono che Okayama è una prefettura immune dalle calamità naturali, ma dopo quello che è successo è diventato chiaro che nessuno è più al sicuro".

Lo ha detto alla corrispondete di Sputnik Anastasia Fedotova Evgeniya Petruseva, una donna russa che vive in questa città del Giappone. Questa zona è stata una delle più colpite dalle piogge torrenziali che hanno colpito la parte occidentale del Giappone.

"Ha iniziato a piovere venerdì, ma nessuno aveva preannunciato il disastro, le previsioni del tempo promettevano che il tifone sarebbe passato vicino. Non eravamo pronti a quello che è successo, perché nella nostra regione quello che è avvenuto non accadeva da molto tempo", racconta Evgeniya.

Nonostante erano cominciati ad arrivare avvertimenti sulla pericolosità del tifone il giorno precedente, venerdì 6 luglio Evgeniya si apprestava a recarsi a Tokyo col treno veloce:

"Il mio treno doveva partire alle 3 del pomeriggio. Non appena arrivata alla stazione, mi sono resa conto che qualcosa non andava per il verso giusto, perché tutti i treni erano fermi. C'erano molte persone sulla piattaforma, restituivano i biglietti. Mi è stato detto di aspettare il prossimo treno. Alla stazione ho aspettato fino alle 8 di sera, a quell'ora è partiva il treno e mi avevano detto che probabilmente non ci sarebbero stati più treni".

Da Tokyo Evgeniya voleva tornare il giorno dopo in autobus, ma il servizio era stato sospeso, così la donna aveva deciso di rinunciare al suo viaggio e rimanere ad Okayama. Secondo lei, la sera gli autobus avevano smesso di girare in città, non c'erano taxi a sufficienza per la gente. E' stata costretta a tornare a casa a piedi sotto una pioggia battente. La massima intensità del diluvio si è registrata in nottata, quando Evgeniya era al sicuro a casa.

Ha scoperto le conseguenze del disastro la mattina successiva:

"sabato sono andata al negozio ed ho visto gente raccogliere l'acqua e buttare via le cose, perché tutto era allagato. I negozi erano pieni di gente: tutti compravano acqua potabile e cibo in caso di evacuazione. Per coincidenza nei mercati scarseggiava il cibo nel weekend. Diventava tutto più chiaro. Ci sono state interruzioni nelle consegne, ho visto un postino restituire un pacco. Ha detto che ora non si poteva inviare niente, perché tuttoè fermo. Molti uffici sono stati chiusi."

Domenica, secondo Evgeniya, il tempo è migliorato e la vita in città ha cominciato a ripartire. Lunedì il traffico è stato quasi completamente ripristinato e le università sono state riaperte.

"Vicino casa mia è venuto giù un pezzo di montagna. Grazie a Dio non ha colpito il mio palazzo. Diverse case vicino alla montagna sono state recintate e le persone sono state evacuate. Ma i notiziari non ne parlavano. Penso che ci siano state tante piccole frane, pertanto non venivano seguite".

L'area più colpita nella prefettura di Okayama è la città di Kurashiki. Si trova a 23 chilometri da dove vive Evgeniya: "Sono rimasta completamente scioccata quando è successo tutto questo. Una cosa quando accade lontano da te, quando è a 20 chilometri inizia ad innervosirti".

Secondo gli ultimi dati, il numero di vittime per le piogge e l'alluvione è salito a 179 persone. I meteorologi mettono in guardia dal rischio di ripresa delle piogge.

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Società, inondazione, maltempo, Giappone
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