10:55 23 Settembre 2018
La bandiera della Macedonia (foto d'archivio)

Cambio nome Macedonia, l’accordo Zaev-Tsipras divide greci e macedoni

© AP Photo / Boris Grdanoski
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Ieri il presidente della Macedonia Gjorge Ivanov per la terza volta ha rifiutato di firmare la legge sulla ratifica dell'accordo sul cambiamento del nome del paese, approvato giovedì dal parlamento macedone. Sputnik ha discusso con due esperti per chiarire la situazione.

Sembra che l'accordo per cambiare il nome alla Macedonia, raggiunto tra il primo ministro macedone Zoran Zaev e il premier greco Alexis Tsipras, abbia minato il delicato equilibrio interno nella politica di entrambi i governi. I cittadini macedoni non sono troppo entusiasti della prospettiva di vivere in "Macedonia del Nord". E neppure ai greci piace il nuovo nome della ex repubblica jugoslava. Il ministro greco della Difesa e leader del partito dei Greci, Panos Kammenos, indipendenti ha ricordato che l'accordo Zaev-Tsipras non è giuridicamente vincolante finché non sarà approvato dal parlamento greco. Inoltre due membri dei Greci indipendenti si sono dimessi a causa della questione del nome della Macedonia. Di conseguenza, la coalizione di governo di Alexis Tsipras è rimasta con 152 voti su 300.

Gerasimos Hionis, giornalista di Sputnik Grecia, definisce estremamente difficile la situazione politica in Grecia.

"Al momento la Grecia è in una sorta di fase pre-elettorale informale. Il partito di Panos Kammenos cerca di sabotare l'accordo in modo da non perdere il suo voto dei propri elettori. Bisogna ricordare che se i Greci indipendenti escono  dalla coalizione di governo, ovviamente, si andrà ad elezioni anticipate. Ma molti analisti greci credono che queste siano solo minacce. E anche Syriza crede che Panos Kammenos non adotterà alcuna azione reale per uscire dalla coalizione", pensa il giornalista greco.

Hionis osserva che Syriza cerca di rimanere al potere fino alla fine del mandato, anche senza Kammenos, e che le prossime elezioni si terranno in maggio o ottobre 2019. La parte macedone interpreta il doloroso argomento di cambiare nome in un modo diverso. 

Il politologo macedone Aleksandar Dashtevski è convinto che l'accordo Zaev-Tsipras sia stato redatto in modo tale che Skopje dovrà adempiere a tutte le condizioni elencate nel documento, e poi l'accordo dovrà ricevere il sostegno del parlamento o del popolo greci.

"Paradossalmente anche se i greci voteranno al referendum contro l'accordo o su questa base crollerà il governo Tsipras, in quel momento la parte macedone avrà fatto tutto, incluso la modifica della Costituzione. Cioè, non abbiamo una via di ritorno!"osserva l'esperto.

Egli ricorda che la Grecia ha ricevuto ingenti investimenti finanziari dalla comunità internazionale in cambio della promozione di questo trattato, riservandosi il diritto di abbandonarlo, mentre per la Macedonia non potrà tornare indietro.    

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nome, Costituzione, Referendum, Opinione, esperti, accordo, Alexis Tsipras, Grecia, Macedonia
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