00:26 17 Dicembre 2018
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La Polonia vede lo spettro della Russia anche nell'internet mobile 5G

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I timori della Polonia nei confronti della vicina Russia si estendono a nuovi ambiti. A Varsavia si ritiene che Mosca ostacoli lo sviluppo tecnologico della UE.

I polacchi stanno per diventare i pionieri del passaggio dell'Europa verso lo standard di comunicazione 5G e Mosca, secondo alcuni esperti, bloccherebbe le frequenze necessarie a questa svolta.

L'Unione Europea ha preso una decisione cruciale: entro il 2020 almeno una delle principali città di ciascuno degli Stati membri dovrebbe essere coperta dall'innovativa rete 5G.

Gli specialisti dicono che questa tecnologia è uno standard di comunicazione molto più efficiente e ad alta velocità rispetto ad esempio ad LTE.

5G consente di utilizzare internet senza fili ad una velocità prossima a quella della fibra ottica. La nuova velocità apre prospettive larghe. L'assenza di ritardi del segnale nella rete darà impulso al rapido sviluppo della concezione "internet delle cose". Tutto questo si traduce in un livello qualitativamente nuovo nella capacità di gestire i robot industriali, veicoli senza equipaggio (compresi quelli militari). La possibilità di collegare un numero quasi illimitato di dispositivi apre interessanti prospettive a tecnologie come la "casa intelligente" e la "macchina intelligente".

Naturalmente le nuove tecnologie sono nuove entrate. La Commissione Europea ha stimato che l'efficace implementazione della rete 5G potrebbe portare nelle casse di Bruxelles 114 miliardi di euro.

Ma non bisogna dimenticare i costi. Secondo le previsioni della stessa Commissione Europea, serviranno 56 miliardi di euro per creare le infrastrutture. Gli esperti notano inoltre che i nuovi dispositivi risulteranno molto costosi per gli utenti finali dopo il loro ingresso nel mercato. Sulla strada della nuova tecnologia spunteranno ostacoli altrettanto difficili, come ad esempio lo sviluppo di standard uniformi, senza cui unire diverse imprese, aziende ed organizzazioni in un'unica rete è semplicemente impossibile, ha detto in un'intervista a Radio Sputnik il direttore del Centro Internazionale per programmi e progetti di formazione aziendale dell'Accademia Russa di amministrazione pubblica Andrey Povarov.

"Va evidenziato che 5G è una tecnologia ancora consolidata (Emerging Technology), non ci sono standard uniformi, ora vari produttori testano le loro soluzioni. Inoltre alcune di esse sono superiori solo marginalmente alla velocità 4G. Nell'ultimo rapporto Gartner.. Hype Cycle (fine estate 2017) la tecnologia 5G passa solo la prima fase, mentre le aspettative nella società e nel mondo delle imprese sono in rapida crescita, ma già si avvicina il punto di "picco di aspettative gonfiate" (Peak of Inflated Expectations) e di successiva recessione" — dice l'esperto.

Secondo Povarov, il 2020 non è ancora il momento per lavorare davvero su grandi progetti e le tecnologie e le frequenze utilizzate possono ancora cambiare.

Ma il problema a parte sono le frequenze su cui funzionerà 5G. A Bruxelles si riteneva che la Polonia potesse diventare un pioniere tra i Paesi europei. A Varsavia l'idea è stata presa con gioia: sono sicuri che la rete di quinta generazione è un'occasione per accelerare lo sviluppo economico nazionale. Ma disturbano, come sempre, i vicini, più precisamente la Russia.

Il fatto è che per l'internet 5G l'Unione Europea ha deciso di utilizzare la frequenza di 700 MHz. Questa frequenza dovrebbe essere lasciata libera da tutti gli altri utenti, in particolare dalle emittenti televisive. Si sta sviluppando un intero programma di ritiro graduale da queste frequenze.

Tuttavia le istruzioni di Bruxelles si applicano solo ai Paesi della UE, cosa del tutto logica e naturale. Le onde radio non riconoscono i confini di Stato. Quindi le onde, lanciate su questa frequenza dalle utenze nei Paesi limitrofi con la Polonia, camminano liberamente nell'etere polacco. Ma senza il silenzio in questa frequenza non arriverà alcun futuro luminoso. A Varsavia, dicono che Ucraina e Bielorussia sono disposti a condurre colloqui su questo spinoso problema, tuttavia non Mosca.

Secondo il professore e politologo Alexander Mikhaylenko, queste affermazioni non sono altro che una scusa. La UE ha scelto la frequenza di 700 MHz per la sua svolta tecnologica nell'estate dello scorso anno. Ed ha messo tutti di fronte a questo fatto. In Russia questa frequenza è utilizzata non solo dalle emittenti televisive, ma anche da organizzazioni militari (come nei Paesi europei).

Nell'Unione Europea, quindi, sapevano bene che la frequenza era occupata e prima potevano negoziare con i vicini, e poi prendere la decisione.

Detto in altri termini, le affermazioni e accuse di Varsavia non vanno all'indirizzo giusto: dovrebbero essere rivolte a Bruxelles.

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Russofobia, internet, Scienza e Tecnica, Tecnologia, Smartphone, Unione Europea, Polonia, UE, Russia
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