13:26 23 Ottobre 2018
Pattugliatore della Marina russa “Vasily Bykov”

Flotta modulare: quanto sono pericolose le nuovissime corvette del progetto 22160

CC BY-SA 4.0 / Ministry of Defence of Russia/Press service of The Southern Military District
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Elevata autonomia, ottima navigabilità, capacità di lancio da incrociatore e concezione modulare dell’armamento: nel Mar Nero si stanno svolgendo i test del nuovissimo pattugliatore della Marina russa “Vasily Bykov”.

Questa corvetta del progetto 22160 è la prima di una serie di 6 "percussori" leggeri navali che entro il 2022 entreranno a far parte delle forze armate della Flotta del Mar Nero. Sputnik vi presenta ora le caratteristiche principali di queste nuove navi.

"Invisibile" e rapida

Le navi del progetto 22160 sono estremamente versatili: sono in grado di difendere acque territoriali e basi navali, pattugliare una zona economica esclusiva di 200 miglia, esportare navi civili e colpire ogni tipologia di bersaglio terrestre, aereo e di superficie. Con 94 metri di lunghezza e 1800 tonnellate di stazza riescono a rimanere lontane dalla terraferma fino a 60 giorni. Le corvette hanno un'autonomia doppia rispetto, ad esempio, alle fregate da 4000 tonnellate del progetto 11356.

La distanza di navigazione massima è di 6000 miglia marine e la velocità arriva fino a 30 nodi. È stato possibile ottenere parametri di navigabilità così buoni per queste "piccole" navi grazie a un motore ad alta efficienza con una potenza complessiva di 34000 cavalli vapore, grazie al particolare fasciame e all'attrezzatura di navigazione. Lo scafo e la sovrastruttura sono progettati con la tecnologia stealth che permette di ridurre la visibilità a sistemi di avvistamento. Lo scafo possiede la caratteristica campanatura inversa, mentre la compatta sovrastruttura si distingue per le sue forme angolari.

Il ponte superiore è protetto da una speciale copertura composita radiotrasparente.

Un'altra caratteristica del progetto 22160 è la presenza di un hangar per una nave di assalto posizionato sulla poppa.

La corvetta è in grado di inviare un gruppo di soldati per l'osservazione di navi sospette e, se necessario, coprirli facendo fuoco. Nell'hangar è anche collocato un elicottero multiruolo. Le attrezzature elettroniche presenti a bordo della nave sono piuttosto avanzate. Il radar Pal-N posizionato sul tetto della sovrastruttura viene impiegato per l'esplorazione, la localizzazione, l'identificazione e l'inseguimento di bersagli aerei o terrestri. Insieme al radar vi è anche un sistema di esplorazione Pozitiv-ME1. Inoltre la corvetta è dotata di mezzi tecnici per l'inseguimento di subacquei e incursori, sottomarini e siluri: questo la rende insostituibile in caso di difesa di navi più grandi.

Il principio modulare

Nonostante la loro stazza relativamente piccola le corvette stupiscono per quanto siano ben equipaggiate. La modularità permette di cambiare equipaggiamento e armi in dotazione a seconda delle missioni, che siano azioni di contrasto alla pirateria o sostegno a grandi operazioni d'assalto.

Il calibro principale della corvetta, la AK-176MA da 76,2 mm, è in grado di colpire bersagli sia aerei sia di superficie a distanze di 7 e 12 km rispettivamente.

La cadenza di tiro arriva fino a 120 colpi al minuto. L'allineamento dei meccanismi dell'AK-176MA è due volte più preciso rispetto a sistemi analoghi di generazioni precedenti e ha una migliore densità di tiro. Le munizioni fisse (152 proiettili) sono sufficienti per infliggere colpi importanti anche a una grande nave.

A poppa vi è spazio per il montaggio di lanciatori verticali (VLS) per missili come Kalibr o Onyx e dei missili guidati Gibka o Shtil-1. In pratica la nave può espletare sia la funzione di assalto sia quella di difesa coprendo gli alleati con le sue armi contraeree. Per difendersi dai sommozzatori nemici la corvetta è dotata di un sistema di lanciagranate anti-sabotaggio DP-65 con un'apposita stazione di rilevamento idro-acustico (raggio d'azione: fino a 400 m).

Dispositivi simili sono insostituibili per difendere porti e basi militari navali. Mentre per combattere i pirati e i contrabbandieri sono state installate due mitragliatrici da 14,5 mm.

La "flotta zanzara"

Si prevede che la "Vasily Bykov" venga consegnata ai militari entro la fine del 2018. Diventerà parte della "flotta zanzara" russa la cui formazione è da tempo discussa tra gli esperti. Tra il 2014 e il 2018 la Marina russa ha ricevuto 6 navi d'assalto di piccole dimensioni del progetto 21631 Buyan-M e altre 5 dovrebbero aggiungersi nei prossimi anni. Inoltre al momento è terminata la costruzione di due navi d'assalto di piccole dimensioni del progetto 22800 Karakurt (si prevedono in tutto circa 12 navi). Queste piattaforme navali sono accomunate da una stazza inferiore alle 1000 tonnellate e da armi tattiche d'assalto potenti, i Kalibr.

La squadra di navi d'assalto di piccole dimensioni, rapide e poco visibili rappresenta una seria minaccia anche per una portaerei. E questo l'Occidente l'ha capito. Poco dopo il varo delle Buyan-7 nell'ottobre del 2015 la rivista americana Forbes ha scritto: "Le capacità della flotta russa permetterebbero di limitare seriamente lo spazio di azione degli USA e della NATO e di indurre l'industria difensiva americana a ingenti investimenti. Persino le piccole navi russe pattugliatrici potrebbero infliggere danni più seri rispetto a navi di altre flotte grazie all'impiego dei nuovi missili alati Kalibr e di sistemi di puntamento molto precisi".

Probabilmente la Vasily Bykov e le altre corvette del progetto 22160 con la loro elevata autonomia di navigazione saranno impiegate in aree più lontane dalla costa, mentre le Buyan e le Karakurt avranno il compito di difendere le acque nazionali. Ad ogni modo se l'industria riuscirà a mantenere un elevato ritmo di costruzione di queste navi, nessuna flotta nemica potrà sentirsi sicura in prossimità delle acque territoriali russe. 

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corvetta, Russia
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