12:57 25 Settembre 2018
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“Ho visto tre luci in cielo”. L’astronomo ha spiegato come riconoscere gli UFO

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La caccia agli alieni sta diminuendo ma degli UFO si parla come sempre sui giornali.

Per la Giornata mondiale degli UFO Sputnik ha chiesto a Vladimir Surdin di parlarci degli alieni. Surdin è dottore di ricerca in scienze fisiche e matematiche, collaboratore senior dell'Istituto astronomico statale P. K. Shternberg e membro della Commissione per la lotta contro la pseudoscienza presso l'Accademia nazionale russa delle scienze.

— Signor Surdin, il tema degli UFO davvero non è più interessante? Sembra che il governo abbia perso interesse.

— Nessuno al governo se ne occupa e quasi mai se ne è occupato. Durante l'Unione sovietica vi fu un breve periodo in cui i militari si interessarono degli UFO: improvvisamente erano potenziali nemici. Per qualche tempo istituirono una commissione di ricerca ma ben presto si convinsero che non c'erano pericoli. Gli americani avevano fatto lo stesso con circa 20 anni d'anticipo. E per quanto ne so il governo non se ne è più interessato.

Chiaramente ci sono stati i fanatici degli UFO e oggi ci sono anche delle organizzazioni dedicate. Ma negli ultimi tempi la loro attività è sempre meno incisiva perché vi sono eventi più importanti.

In qualche maniera il nostro lavoro scientifico ha fatto diminuire l'interesse per gli UFO. Io e i miei colleghi raccontiamo quali siano davvero quei rari fenomeni che si verificano sulla Terra e nello spazio e che vengono confusi per navicelle spaziali aliene. Il pubblico gradualmente si tranquillizza e l'agitazione svanisce. Internet aiuta in tal senso.

— La Commissione per la lotta alla pseudoscienza si occupa anche di UFO? Vi arrivano richieste da parte di cittadini che hanno visto fenomeni particolari?

— No, perché la commissione ha un altro compito. È stata istituita presso l'Accademia delle scienze al fine di evitare che del denaro venisse sprecato in pseudo-progetti con grandi finanziamenti. Si parla davvero di grandi somme. Dobbiamo sconfessare le iniziative che richiedono sostegno statale ma che non hanno fondamenti scientifici. Spesso, però, non è facile.

Talvolta dobbiamo anche occuparci di finanziamenti privati. Negli ultimi due anni e mezzo la commissione è stata prevalentemente impegnata nello spiegare alla popolazione la totale inefficacia dell'omeopatia. La gente spende moltissimi soldi per nulla. Quella della commissione non è un'attività innocua perché riusciamo a minare la prosperità finanziaria di coloro che producono quegli pseudo-medicinali. Ad esempio Aleskandrov, il direttore della commissione, sta comparendo in alcuni procedimenti penali poiché è stata avviata una causa multimilionaria per diffamazione delle compagnie che si occupano di omeopatia. E non è per niente facile uscire da una situazione del genere. Infatti, la commissione non è mai stata finanziata né dall'Accademia né dallo Stato. È un lavoro che facciamo per la comunità.

— Dunque, una responsabilità sociale?

— Nessuno ci ha dato questa responsabilità. Sono stati gli studiosi a organizzare la commissione. Non possono passare oltre se riconoscono una truffa. La scienza serve proprio a questo: a far uscire la verità.

— Gli ufologi hanno tentato di ottenere sovvenzioni?

— L'ufologia è la più innocua fra tutte le pseudoscienze. Non ha mai chiesto finanziamenti da privati o dallo Stato. La gente si interessa a questa scienza a livello amatoriale. Non hanno mai cercato di migliorare le loro conoscenze e di capire davvero quello che si verifica nello spazio. Hanno dei preconcetti: aspettiamo gli alieni, gli alieni sono qui, ogni evento inspiegabile viene interpretato come una visita degli alieni.

L'ufologia è una fissazione di coloro che hanno letto troppa fantascienza e che non conoscono bene la scienza. È una cosa innocua, un hobby.

— E con il cosiddetto Evento di Tunguska la storia è chiusa?

— Non completamente perché sono passati molti anni tra l'esplosione verificatasi nel 1908 e la prima spedizione alla fine degli anni '20. Non sono riusciti a trovare molto in loco. Se anche ci fosse stato qualcosa, è andato perso. Ancora oggi si fanno spedizioni nella zona. Per adesso ci sono solamente ipotesi più o meno verosimili. La cosa più probabile è che sia stata una piccola cometa. Conosciamo la sua grandezza approssimativa: circa 65-70 metri di diametro. È esplosa nell'atmosfera come accade spesso. Anche la meteora di Chelyabinsk ha fatto la stessa fine. Per l'esplosione un'intera foresta è stata spazzata via ma non sono rimaste tracce materiali del corpo della meteora.

— E questo lascia spazio all'interpretazione.

— Di certo, però, non lascia spazio per alcuna visita degli alieni. Possiamo discutere di alcuni dettagli come l'aspetto o la composizione della cometa. Si presume che fosse di ghiaccio. La traiettoria è più o meno nota. Abbiamo solo ipotesi ma di certo non si tratta di UFO.

— Si trova sempre una spiegazione razionale a fenomeni atmosferici inusuali?

— Non sempre. Quando si riceve una descrizione esaustiva e dettagliata di quello che ha visto una persona, di solito si capisce subito: sono nuvole, oggetti volanti, fenomeni spaziali, aurora polare, ecc. Ma di norma le descrizioni non sono professionali ed è difficile carpire le informazioni necessarie.

Un professionista sa da che parte il fenomeno si è manifestato, verso dove era diretto l'oggetto, quanto è durato il fenomeno, quanto era luminoso rispetto alla Luna, il suo colore, la durata del volo, il diametro angolare. Cos'è il diametro angolare? Di solito a scuola non si studia. Ma per un astronomo non esiste una dimensione fisica del corpo in questione. Noi non sappiamo a che distanza si trovi. Possiamo solamente misurare gli angoli dell'oggetto che vediamo in cielo. La luna è sempre visibile. Ma chieda a chiunque, anche a un ingegnere, qual sia il diametro angolare della Luna. Non saprà cosa rispondere.

— Provo io a rispondere. Cinque-sei gradi?

— Mezzo grado.

— Ma come? Come ho fatto a sbagliare di così tanto?

— È un meccanismo psicologico: le cose per noi importanti e interessanti le consideriamo più grandi di quanto sono. È un buon meccanismo che ci permette, ad esempio, di concentrarci sui pericoli. La Luna e il Sole ci appaiono grandi. Ecco perché è difficile capire cosa abbia visto una persona se questa non sa descriverla in modo professionale.

— Quali sono i casi più interessanti legati agli UFO con cui ha avuto a che fare.

— Ho descritto decine di casi nel volumetto UFO: gli appunti di un astronomo (pubblicato nel 2006). Mi ricordo in particolare la storia di un ragazzino amante dell'astronomia che descrisse molto bene di aver visto tre luci in cielo, ognuna di esse poco più grande della Luna. Chiese che gli spiegassimo cosa fossero. Per molto tempo io non ne fui in grado. Finché dopo un po' non ricevetti da un'altra città una descrizione uguale: tre luci sopra l'orizzonte avvistate nello stesso momento. E casualmente sulla mia scrivania si incontrarono queste due descrizioni, un fatto molto poco verosimile dato che durante il periodo sovietico la gente, in mancanza di internet, comunicava solo scambiandosi lettere. Questo mi permise di spiegare quello che si era verificato nell'atmosfera sopra il Cosmodromo di Kapustin Jar.

Ieri sera sulle rive del Golfo di Finlandia a San Pietroburgo ho osservato un bolide molto luminoso, una meteora. Insieme a me c'erano circa 6 persone. Ognuna ha descritto in modo diverso ciò che ha visto: la direzione, il tempo di volo, il colore, la luminosità. Ognuno ha avuto impressioni diverse. Questo ci fa capire quanto la nostra mente elabori quello che noi davvero vediamo. Noi astronomi siamo meno sottoposti a questa distorsione perché siamo abituati a osservare il cielo. Una persona, invece, è più abituata a osservare la terra e, quindi, le sue percezioni saranno più facilmente distorte e le sue descrizioni non consone. Per questo motivo è difficile studiare casi simili. Anche se ora è sempre più facile perché tutti hanno la possibilità di scattare una foto o fare un video.

— L'anno scorso ha tenuto una conferenza sugli UFO. Continua a studiare il tema?

— Perdo gradualmente interesse verso questo tema. Ho persino smesso di raccogliere materiale per un grande libro che avevo in progetto perché vedo la gente si interessa ad altri ambiti. Gli appassionati sono sempre meno. 

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Astronomia, scienza, spazio, ufo, Russia
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