07:26 23 Ottobre 2018
L'Heracleum

“Un esemplare scomparso”. Le piante alloctone minacciano Mosca e i suoi dintorni

© Sputnik . Артем Житенев
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Le specie alloctone di piante importante in Europa come merce esotica talvolta “fuggono” dai giardini botanici e dalle serre colonizzando in modo autonomo ampie zone.

In natura sono selvatiche, inquinano le golene, i campi, le città e arrecano danni sia ecologici sia economici. Alcune, come l'Heracleum sosnowskyi e l'Ambrosia artemisiifolia, sono pericolose per l'uomo. Sputnik vi parlerà delle piante invasive che stanno colonizzando la flora di Mosca e della Russia centrale.

Alla fine degli anni '80 gli studiosi hanno capito che alcuni "ospiti" stranieri erano troppo attivi e presentavano un serio problema ecologico. Inoltre, recavano anche un danno economico difficile da stimare.

"Come calcolare il danno causato dalle reazioni fotochimiche dell'Heracleum o dalle pollinosi scatenate dall'Ambrosia? Provate a chiedere a un qualsiasi allergologo cosa succede nel sud della Russia a fine agosto — inizio settembre. È una catastrofe", dichiara a Sputnik Sergey Mayorov, collaboratore capo della facoltà di biologia vegetale all'MGU e uno degli autori del Libro nero della flora nella Russia centrale.

In Brasile, una nazione prevalentemente agricola, hanno calcolato che per la lotta alle erbe infestanti si spendono fino a 50 miliardi di dollari l'anno. In Russia non vi sono ancora dati in tal senso ma è chiaro che le perdite sono comunque elevate.

Vi sono molte ipotesi sul modo in cui una specie alloctona diventi infestante.

"Perché una persona diventa un imprenditore di successo e un'altra no? L'analogia è semplice ma efficace. È risaputo che una specie possiede alcune caratteristiche biologiche che le garantiscono il successo e poiché queste caratteristiche sono molte, capire qual è quella decisiva non è semplice. Ogni caso ha una sua storia imprevedibile", spiega l'esperto.

Da pianta da coltivazione a pianta infestante

Fra gli specialisti europei è opinione diffusa che le piante infestanti provengano dai giardini botanici. Questo punto di vista è fondato perché molte piante infestanti importate da altri continenti vengono davvero coltivate per lungo tempo dai botanici: infatti, sono usate per l'inverdimento e poi d'un tratto "fuggono via" e si inselvatichiscono.

Ad esempio la Saeppola canadese è stata importata nel giardino botanico di Norimberga nel 1646 come una rarità e 100 anni dopo si è trasformata in un infestante dei campi seminati. Lo stesso destino è toccato alla Galinsoga parviflora che è stata portata in Inghilterra dall'America nel 1796.

"Vengono coltivate piante nei giardini botanici per rappresentare al massimo la diversità della flora e studiarne le proprietà più utili. La maggior parte di queste piante si adatta bene e non scappa dai giardini. Secondo me i giardini botanici non sono fonti di specie infestanti, almeno in Russia. Lo abbiamo verificato", rassicura Mayorov.

Ciononostante alla fine del XIX secolo dal giardino botanico dell'Università di Kiev "è fuggita" l'Iva xanthiifolia. Oggi è una pianta infestante del chernozem. È probabile che un destino analogo stia toccando negli ultimi anni anche al Geum macrophyllum.

"Tutte le specie infestanti hanno una fase di latenza durante la quale non presentano elevata attività, ma poi ad un certo punto cominciano ad espandersi. È probabile che si accumuli una certa instabilità genetica. Ma questo è da verificare su tutto l'areale della specie", spiega l'esperto.

Non è ancora del tutto chiaro quale sia il fattore decisivo per l'aggressione da parte di una specie alloctona. Si ritiene che qualsiasi pianta aliena possa diventare infestante. Particolare attenzione va posta a quelle piante che si riproducono in modo naturale.

In alcuni casi gli studiosi consigliano di interrompere completamente la coltivazione ed evitare di utilizzare determinate piante per l'inverdimento. In altri casi è necessario diserbare, sradicare e spargere erbicidi. Ma non è ancora chiaro quale sia il metodo migliore per contrastare le varie invasioni.

Prima era una rarità, ora è infestante

Ci sono anche situazioni strane per le quali una pianta rara diventa maledetta. In Russia sono stati attestati per ora due casi simili. A Mosca è ampiamente utilizzato per l'inverdimento il cotognastro lucido che è originario della costa meridionale del Bajkal. In quella zona è una specie in via d'estinzione. Ma negli ultimi anni quest'arbusto sta crescendo nei parchi delle città e nei boschi della regione di Mosca. Predilige i boschetti di betulle e le radure. Gli esperti ritengono che presto sarà un problema per l'ecosistema della regione.

Ad infestare è giunta anche la Thladiantha dubia, una pianta rampicante della famiglia delle Cucurbitacee. È una specie protetta del Territorio del Litorale. Sin dalla fine del XIX secolo la Thladiantha è stata impiegata nell'inverdimento. E se nella Russia centrale non è così diffusa, in Bashkiria si insedia nei villaggi semi-abbandonati e nei campi.

"Solo il tempo ci dirà cosa succederà dopo", dice Sergey Mayorov.

Un ospite dell'America del Nord

L'acero americano i cui semi hanno la forma di un doppio pipistrello cresce solitamente nei cortili o nelle aree boschive vicino alle città. È stato importato in Europa dall'America del Nord nel XVII secolo. È impiegato soprattutto per l'inverdimento. In Russia si è provato più volte a coltivarlo nell'area compresa tra San Pietroburgo e l'Asia centrale ma si è gelato.

Alla metà del XX secolo hanno importato nuovi alberi dal Canada e l'acero americano è diventato selvatico. Grazie alla sua autonomia, alla crescita veloce e alle sue particolarità riproduttive respinge sulle altre piante, in particolare i salici e i pioppi. Occupa le zone meno favorevoli, come i cunicoli, le discariche e i tetti delle case.

"Tra le specie vegetali vengono introdotte quelle che principalmente vivono nelle vallate dei fiumi. Possono crescere sulle pietre o sulla sabbia dove c'è poco terreno organico", spiega l'esperto.

Se sia necessario combattere l'acero americano in città è una questione complessa. Una risposta si può dare solo se si conosce il contributo di questa varietà vegetale nell'inverdimento. Ad esempio, a Mosca, secondo Mayorov, ve ne sono troppi. Se venisse tagliato ogni acero, non servirebbe a niente sostituirlo. Questa specie rappresenta un pericolo ben più maggior se lasciata selvatica. Forma una sorta di boscaglia e opprime le altre piante.

"Sono stato in boschi simili in Mordovia. Sono zone morte perché non ci sono insetti e uccelli, ma solo piante infestanti. È stato spezzato il naturale equilibrio della vita. Dobbiamo salvaguardare la capacità della natura di auto-mantenimento, altrimenti le conseguenze possono essere spiacevoli per tutti noi in quanto specie biologica", aggiunge il botanico. 

Un esperimento non riuscito

L'Heracleum sosnowskyi, ormai una vera e propria calamità, è stato importato dal Caucaso nella Russia centrale nella metà del XX secolo. Era considerato una meravigliosa pianta ricca di zuccheri e vitamine che veniva piantata appositamente per il foraggio degli animali in quanto cresceva velocemente. Ma il latte e la carne acquisirono su odore particolare e gli animali mangiavano l'heracleum controvoglia. Inoltre a contatto con la pelle il suo succo scatenava scottature.

L'Heracleum sosnowskyi
© Sputnik . Игорь Подгорный
L'Heracleum sosnowskyi

Negli anni '80 smisero di coltivare l'heracleum. Ma era ormai tardi perché la pianta si era inselvatichita e cominciò a diffondersi velocemente per il Paese preferendo i posti abbandonati dall'uomo, ma soleggiati e con un terreno umido. Se non si provvede a risolvere la situazione, fra qualche decennio non sarà possibile raggiungere le rive dei fiumi, ammoniscono gli esperti.

Il succo dell'heracleum contiene furanocumarine, ovvero composti che bloccano la sintesi della melanina nella pelle e, per questo, i raggi ultravioletti provocano scottature. L'umidità, il calore e il sudore aggravano la situazione. Le ferite ci mettono diverso tempo a guarire: le macchie scure sull'area scottata non passano per diversi anni e rimangono sensibili agli ultravioletti. Le furanocumarine sono considerate sostanze cancerogene.

Gli studiosi raccomandano di evitare il contatto con l'heracleum. Vi sono state morti provocate dalle scottature da heracleum.

Piccola, ma aggressiva

Una pianta erbosa alta circa 20 cm con piccoli fiori gialli è nota a molti giardinieri della regione di Mosca. È la balsamina minore originaria dell'Asia centrale. Veniva coltivata nei giardini botanici ma a metà del XX secolo la specie divenne indipendente e si trasformò in un infestante colonizzando in modo aggressivo altri areali.

La balsamina ama stanziarsi vicino alle abitazioni, nei piccoli giardini e invade anche parchi naturali protetti.

"È un infestante ma non è stato studiato in modo univoco quali altre piante opprime. Non è chiaro il danno che infligge. È una pianta molto diffusa sia in Russia sia in Europa ed è inclusa nella lista delle specie infestanti. Nella regione di Mosca vi sono aree interamente ricoperte dalla balsamina", commenta Mayorov.

L'olivello spinoso è coltivato da tempo. Per i suoi frutti era apprezzato dai giardinieri: infatti, è una pianta edibile e medica. Negli ultimi 20 anni l'olivello sta diventando selvatico e si sta diffondendo lungo i fiumi, le strade e nei luoghi abbandonati. A favorire questo processo sono la sua straordinaria adattabilità e gli uccelli che ne spargono le bacche. Se quest'arbusto mettesse radici, poi crescerebbe rigoglioso.

L'olivello spinoso
© Sputnik . Назаров
L'olivello spinoso

"L'areale dell'olivello sono le catene montuose dell'Asia, il Caucaso, la costa del Mare del Nord e parte della Bretagna. Oggi questa pianta sta colonizzando anche la fascia centrale di Russia ed Europa. L'olivello sta colmando un vuoto in quell'areale che un tempo occupava. Ho visto enormi boscaglie lungo l'Oka, il Volga e nei pressi di Voronezh", ha spiegato l'esperto.

In Irlanda hanno piantato l'olivello per evitare i cedimenti del terreno ma adesso questa pianta sta minacciando la flora locale. In Cina invece questa specie svolge un ruolo positivo nella difesa dell'erosione del suolo. 

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erba, natura, Pianta, scienza, Russia
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