08:41 18 Luglio 2018
La bandiera dell'UE

American Thinker ha spiegato perché Solzhenitsyn aveva ragione sull’Occidente

© AFP 2018 / Philippe Huguen
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Il discorso sul crollo della società occidentale che Aleskandr Solzhenitsyn pronunciò ad Harward nel 1978 suscitò moltissime critiche sulla stampa e confutò il pensiero per cui si può dire tutto ciò che si pensa dell’Occidente.

Tuttavia, un'analisi della situazione attuale non può che rilevare che l'autore di Arcipelago GULAG aveva ragione, scrive per American Thinker Herbert London, direttore del Centro londinese di studi politici.

Nel discorso intitolato "Il mondo diviso", incentrato sulla nascita di "mondi diversi" e su una valutazione della società occidentale, Solzhenitsyn indicò per ogni parte della spaccatura una "libertà" che per la sete insaziabile dell'uomo viene identificata in un accumulo di beni materiali e considerata al di sopra di qualunque altra cosa. Al centro di questa equazione c'è l'uomo al di sopra del quale "non esiste altra forza". Secondo lo scrittore il risultato di questa concezione sarebbe la "povertà morale" impegnata nella ricerca di un significato.

I media non hanno perso l'occasione per accusare Solzhenitsyn di "aver perso l'equilibrio" in primis e di personificare lui stesso "uno spirito diviso". Ma se oggi a distanza di quarant'anni si analizzasse quell'intervento e lo si confrontasse con l'attuale situazione culturale in Occidente, si potrebbe giungere alla conclusione che Solzhenitsyn si era dimostrato "estremamente cauto", ritiene Herbert London. Secondo lui oggi gli americani sono totalmente inghiottiti dal desiderio di raggiungere obiettivi materiali dimenticandosi della spiritualità.

"Sono rimasto stupito quando Robert De Niro alla cerimonia di consegna dei Tony Award ha insultato il presidente degli Stati Uniti. È lo stesso De Niro che ha ricevuto la Medaglia presidenziale della libertà, ritenuta uno dei conferimenti più prestigiosi negli USA. Mi ha perplesso anche l'attribuzione del Premio Pulitzer al rapper Kendrick Lamar che durante le sue esibizioni si tocca continuamente la patta. E devo ammettere che il Premio Nobel a Bob Dilan ha rappresentato un fallimento totale degli standard morali in quanto si sono private di questo premio alcune delle stelle più luminose del panorama letterario del XX secolo", scrive l'autore dell'articolo.

Tra l'altro Solzhenitsyn già negli anni '70 aveva capito che se "l'umanesimo ricaccia Dio", sarà possibile realizzare qualsiasi idea che passi per la testa dell'uomo, osserva il politologo. Sono state spazzate via dal cammino dell'uomo le chiese e le sinagoghe la cui attività oggi si concentra più sulle problematiche sociali che sugli insegnamenti religiosi, afferma convinto London.

Se fosse possibile fare previsioni per il futuro sulla base delle tendenze attuali, l'Occidente con il suo "relativismo nascosto" rischia di perdere la sua influenza a livello mondiale. Questo il monito dell'autore dell'articolo. "La società occidentale, dato che non è sicura del suo senso e del suo significato, è forse in grado di scontrarsi con una cultura di fanatici che sa esattamente quali obiettivi vuole raggiungere? <…> È una progressiva decadenza presente in ogni fessura e in ogni crepa della nostra vita culturale. Le università stesse sostengono l'ortodossia della decadenza. I conduttori televisivi ripetono sempre le solite sciocchezze. E la verità viene distrutta da una concezione post-modernista secondo cui i sentimenti profondi dell'inconscio siano la cosa più importante di tutte. <…> Per coloro a cui tengono al futuro della cultura occidentale è giunto il momento di gettare uno sguardo all'America e all'Occidente in modo imparziale e di riflettere su ciò che vedono e perché", conclude London.

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Aleksandr Solzhenitsyn, Occidente, UE
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