04:42 17 Ottobre 2018
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Il Pentagono ha ordinato di raggiungere e superare la Russia. Ma per ora non ne ha i mezzi

© Sputnik . Vera Kostamo
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Il ministro della Difesa USA James Mattis ha dichiarato che gli USA devono impegnarsi di più nella conquista dell’Artide perché questo territorio diventerà sempre più importante per il Paese. Inoltre ha aggiunto che dovranno alzare la posta in gioco e, in particolare, aumentare la presenza della guardia costiera.

La dichiarazione del capo del Pentagono è avvenuta in concomitanza con l'inizio degli addestramenti antisommergibile Dynamic Mongoose che si terranno dal 25 giugno al 6 luglio nel Mar del Nord non lontano dalla Norvegia. Visto il luogo in cui si tengono gli addestramenti, il destinatario principale del messaggio è assai chiaro. Ma per evitare qualsiasi malinteso, John Richardson, ammiraglio capo della marina militare USA, ha dichiarato che gli addestramenti costituiscono un "potente segnale" da parte della Russia.

A sua volta il ministro della Difesa norvegese Frank Bakke-Jensen ha osservato che proprio il problema della sicurezza nell'Artide è stata una delle ragioni che ha portato all'aumento dell'attività della NATO nella regione. "Cinque-sei anni fa era tutto tranquillo, ma oggi non è più così", ha affermato. Ma ha anche ammesso che il problema non è solo legato alla Russia perché si tratta di una situazione sempre più indefinita. Al tempo stesso è necessario riconoscere che si può capire che l'esercito americano sia infastidito e apertamente preoccupato per l'attività russa nella regione artica, poiché la Russia precorre così tanto i tempi che ogni anno le prospettive di "raggiungere e superare" Mosca appaiono per gli USA sempre più lontane. Questo riguarda anche l'ambito militare. 

Proprio il giorno prima degli addestramenti della NATO nel Mare di Barents si è conclusa la più grande traversata della Flotta del Nord mai vista in 10 anni: 36 tra navi da guerra, sottomarini e imbarcazioni di salvataggio, circa 20 droni, più di 150 tra armi e attrezzature speciali delle truppe missilistiche nautiche e di terra e delle truppe dell'artiglieria contraerea. Ed è poco probabile che i soldati americani siano stati confortati dalla dichiarazione del comandante della Flotta del Nord Nikolaj Evmenov sul fatto che "gli addestramenti servono esclusivamente a fini difensivi". In tale contesto le rivendicazioni statunitensi nell'Artide suscitano più che altro un sorriso. In particolare se si considerano le innumerevoli difficoltà dei soldati della NATO che sono di pubblico dominio: dai problemi legati alle uniformi militari per resistere alle basse temperature alla difficile, per non dire catastrofica, condizione delle rompighiaccio (in particolare, la loro quasi mancanza negli USA e le scarse prospettive di costruirne di nuove).

Chiaramente una simile supremazia russa sul suo concorrente geopolitico in una questione così importante non può che infiammare gli spiriti del cittadino russo medio. Ma questo non spiega perché le cose stiano così. Il ruolo chiave della regione artica nel rapporto di forze economiche, politiche e, di conseguenza, militari nel XXI secolo non è un segreto. Vi è una corsa aperta all'Artide e alle sue risorse fra le principali nazioni del mondo. Quindi perché in questo caso a primeggiare è la Russia e l'egemone mondiale appare sempre più smorto rispetto a lei?

Sembra che la soluzione sia da cercare nella componente economica degli eventi.

Sì, l'Artide possiede un potenziale enorme in diversi ambiti: dalle risorse naturali alla logistica. Ma fra il potenziale del Klondike e l'attività reale che già genera veri profitti vi è ancora tanta strada da fare. E chiaramente servono ingenti investimenti.

In tutta questa situazione il grande vantaggio della Russia è stato il fatto che il suo percorso da potenziali guadagni ad attività che fruttano bei soldi hic et nunc è stato più breve di quello della maggior parte dei suoi concorrenti (e di questo i russi devono ringraziare i loro antenati che già alcuni secoli fa avevano cominciato la conquista di questa zona russificandola). 
Questo ha permesso al governo di rendere efficace la scelta dell'Artide come vettore strategico di sviluppo per la Russia. E in pochissimo tempo ha cominciato ha dare i suoi frutti.

Oltre a questo chiaramente è stato necessario ripensare le metodologie e i meccanismi di conquista dell'Artide tenendo conto le possibilità, le conoscenze e le tecnologie attuali. Proprio per questo la componente ambientale è diventata così importante: in particolare, la rimozione dalla regione di spazzatura e rifiuti lasciati nei precedenti decenni. Ma la cosa più importante è l'aspetto economico: dallo sviluppo del Passaggio a Nord-Est con le sue capacità logistiche uniche al mondo fino ai nuovi progetti per l'estrazione e la fornitura ai consumatori di risorse naturali (in tal senso il progetto più importante è lo Yamal LNG). E qui confluisce tutto il resto: dalla costruzione della nuova flotta di rompighiaccio alla componente militare che tanto preoccupa la NATO.

Inoltre bisogna considerare la particolarità della situazione: negli ultimi anni praticamente tutti i Paesi, inclusi quelli più potenti, sono stati costretti ad agire con risorse molto limitate, dovendo scegliere ogni volta cosa finanziare. Nessuno ha risorse in eccesso. In tal senso non fanno eccezione nemmeno gli USA.

Gli esperti e le autorità americane possono benissimo rendersi conto dell'importanza geopolitica della regione artica e delle prospettive che può aprire. Ma per qualche ragione questo concetto nella maggior parte dei casi rimane teorico e non si trovano finanziamenti. Dunque, nonostante tutte queste ambiziose intenzioni l'Artide rimane per gli USA un territorio troppo lontano e astratto che richiederebbe investimenti ingenti nel nulla senza ottenere un risultato immediatamente tangibile.

Invece l'Artide per la Russia è un territorio oggettivamente importante che già oggi dà al Paese grandi profitti. Il finanziamento dei progetti artici (civili, commerciali e di difesa) viene garantito secondo il principio del "si può togliere qualcosa a qualcuno, ma qui i soldi vanno investiti a qualunque costo".

I risultati di questa situazione si possono osservare quotidianamente. Nei giornali russi il tema dell'Artide non occupa certamente i grandi titoli, ma è trattato in modo continuativo e prende in esame un ampio ventaglio di questioni fra le quali al primo posto non compaiono quelle militari. Mentre le questioni "artiche" negli USA si limitano a dichiarazioni non assidue ma comunque regolari di alti funzionari militari americani i quali ogni due per tre "mandano segnali forti" alla Russia.

Be', che li mandassero davvero!

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Pentagono, NATO, Frank Bakke-Jensen, James Mattis, Artico, USA, Russia
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