08:28 18 Luglio 2018
Angela Merkel

Tutti contro la Merkel. Come i migranti hanno messo la cancelliera all’angolo

© AFP 2018 / John Macdougall
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Il sistema di ridistribuzione dei migranti negli Stati dell’UE in questi ultimi tre anni non solo ha minato in modo significativo l’unità paneuropea, ma ha anche estenuato il sistema politico tedesco. Sputnik vi racconterà di come il leader informale dell’UE Angela Merkel si sia ritrovata fra due fuochi.

La Baviera attacca

Il quarto mandato di Frau Merkel è cominciato in modo insolitamente difficile. L'Unione Cristiano-Democratica di Germania (CDU) di cui lei è a capo non ha ottenuto alle elezioni per il Bundestag voti sufficienti per la formazione di un governo di maggioranza. Il precedente partecipante alla "grande" coalizione, il Partito Socialdemocratico (SPD), si è rifiutato di collaborare e la questione è rimasta irrisolta per più di 6 mesi. Ma il colpo più forte è stato inferto alla Merkel dal suo partner fidato e di lunga data, l'Unione Cristiano-Sociale in Baviera (CSU).

A metà giugno il ministro degli Esteri tedesco Horst Seehofer, nonché leader della CSU, ha lanciato un ultimatum: se non sarà adottato un sistema europeo di lotta all'immigrazione clandestina, grazie ai suoi poteri limiterà l'accesso dei profughi nel Paese. Le autorità locali bavaresi hanno già confermato il proprio "progetto di concessione di asilo politico" che prevede la creazione di sette centri di prima accoglienza per i migranti, un regime accelerato di valutazione delle domande e anche il noleggio di aerei per l'espatrio di coloro la cui domanda viene rifiutata.

Se Seehofer realizzerà il suo progetto, alla Merkel non resterà che appoggiarlo o ritirarsi dalla scena. Nel primo caso la Germania si esprimerà contro l'ormai consolidata volontà dell'Unione, mettendo così a repentaglio gli interessi di tutti i partner europei. Nel secondo caso, invece, la CSU comincerà una lotta definitiva con il partito-fratello, la CDU. Secondo un sondaggio della testata Die Zeit a sostenere la divisione del blocco CSU/CDU sono più del 70% dei bavaresi.

Entrambi gli scenari sono inaccettabili per la cancelliera. Il tempo per lei è scaduto. L'unica sua speranza è il vertice europeo programmato per il 28-29 giugno.

La Merkel è intenzionata a trovare un accordo sul rimpatrio di quei migranti a cui è stato negato l'ingresso in modo che ritornino nei Paesi in cui sono stati registrati come richiedenti asilo. Inoltre, desidera trovare un accordo anche sulla creazione di campi profughi fuori dall'UE.

Non ci sono accordi e forse non ci saranno

Per preparare il terreno alle discussioni del vertice, lo scorso weekend a Bruxelles si è tenuto un mini-vertice preliminare. Ma non avendo ottenuto inviti ufficiali, i leader del gruppo di Visegrád (Ungheria, Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca) hanno dichiarato che non vi parteciperanno. I membri del Visegrád si sono incontrati a Budapest la scorsa settimana e a loro si è aggiunto anche il cancelliere austriaco Sebastian Kurz. Vienna, così come Roma, guarda negativamente alle iniziative di Berlino sulla ridistribuzione dei profughi. Ma sia l'Austria sia l'Italia hanno comunque partecipato al mini-vertice chiamato "vertice degli amici della Merkel".

Il risultato delle discussioni è stato che per risolvere il problema migratorio l'Europa deve essere unita. E se Seehofer prenderà davvero provvedimenti per chiudere i confini tedeschi ai clandestini, questo, da un lato, scatenerà le proteste di Bruxelles e, dall'altro, spingerà gli altri Stati membri a intraprendere azioni analoghe. Il che, a sua volta, minaccia l'esistenza stessa dell'area Schengen come la conosciamo oggi.

In parte questo è il monito che è stato fatto dall'Italia, il Paese attraverso cui passa il flusso principale di migranti diretti in Europa. Le autorità italiane si stanno rifiutando di accogliere imbarcazioni con profughi salvati in mare e stanno vietando alla guardia costiera di fornire aiuti alle imbarcazioni che danno segnali di avaria.

"I capi di 16 Stati non sono riusciti a trovare alcuna soluzione comune. Oltre Seehofer ad avere una posizione rigida sono i Paesi del Gruppo di Visegrád, i Paesi Baltici e altri Stati membri dell'UE. Ora la Merkel sta proponendo di agire a livello bilaterale e su questo punto è sostenuta dal presidente francese Macron. Forse questo sarà il leitmotiv del vertice", prevede Valery Belov, direttore del Centro di studi germanici dell'Istituto europeo presso l'Accademia russa delle scienze.

Se accadrà questo, invece di passare tramite Bruxelles in materia di ridistribuzione dei migranti alla cancelliera aspetta un lungo, difficile e non sempre positivo cammino di persuasione dei partner UE uno ad uno. Ma questo non risolve il problema dei Paesi del Mediterraneo e rimane ancora poco chiaro cosa fare con quei migranti già arrivati in Europa che ora si trasferiscono quasi liberamente da un Paese a un altro.

Le possibilità di manovra

La Merkel non si è sempre espressa a favore del multiculturalismo. Nel 2010 ha detto: "Noi abbiamo un legame con le radici cristiane. Chi non è d'accordo non appartiene a questo luogo". Ma cinque anni dopo ha promosso l'iniziativa di accoglienza e distribuzione in Europea di profughi e migranti provenienti dai Paesi del Medio Oriente e dall'Africa settentrionale. E questo oggi ha portato l'UE sull'orlo del baratro, ha condotto la Germania a una gravissima crisi politica e costituisce per la Merkel stessa il pericolo che la sua carriera politica finisca per sempre.

"È stato un errore madornale che ha minato la solidarietà europea. Ora sarà difficile ripristinare l'unità europea. Si tratta di una crisi mai vista nella storia europea e di una crisi di potere in Germania, in seguito alla quale Berlino sarà privata della sua leadership sul continente", osserva Aleksandr Rar, direttore scientifico del Forum russo-tedesco.

Rar ritiene che in una situazione in cui sia i principali politici tedeschi sia i leader europei sono contro di lei, Angela Merkel potrebbe ridursi ad azioni disperate. Ad esempio ad una votazione al Bundestag per la fiducia al governo. È una mossa rischiosa ma se il voto fosse positivo, la Merkel avrebbe la possibilità di continuare il mandato. Nel caso di disgregazione dell'unione CDU/CSU potrebbe venire in aiuto il partito dei Verdi e questo permetterebbe di conservare la coalizione di governo.

Per quanto riguarda il sovversivo politico bavarese Seehofer, la Merkel tenterà di ritardare il più possibile le trattative nella speranza che, dopo le elezioni locali in Baviera ad ottobre, la sua intransigenza scompaia naturalmente. Ma qualunque cosa accada il problema migratorio non scomparirà e a risolverlo dovrà pensarci la Merkel. Sempre che la Merkel non voglia cedere la leadership informale dell'UE.

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Migranti, Sebastian Kurz, Horst Seehofer, Emmanuel Macron, Angela Merkel, Austria, UE, Francia, Germania
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