20:27 19 Ottobre 2018
Una galleria sotterranea dei nazi

Come i nazisti cercavano il superuomo: la spedizione più segreta della storia

© AFP 2018 / JANEK SKARZYNSKI
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Negli ultimi 80 anni la famigerata spedizione nazista nell’Himalaya del 1938-39 ha generato un numero impressionante di leggende e supposizioni.

Si raccontava che i tedeschi avessero trovato a Lhasa le tracce di una civiltà extraterrestre la quale avesse un messaggio da consegnare direttamente al Führer. Si diceva che i viaggiatori avessero riportato dal Tiber a Himmler un elisir dell'immortalità: nel maggio 1945 Himmler lo bevve e tutti si convinsero che fosse stato avvelenato. In realtà Himmler non morì ma fuggì o in America Latina o su un altro pianeta. Nel 2009 divenne celebre il "Buddha dallo spazio" o "Uomo di ferro", una statuetta di Buddha alta 25 cm e del peso di 10 kg, decorata con una svastica ed intagliata a partire da un meteorite caduto sulla Terra 10000 anni fa. Secondo la leggenda i nazisti la riportarono in Europa direttamente dal Tibet.

Un gruppo militare della Resistenza a Milano durante la Seconda guerra mondiale
© Sputnik . РИА Новости
Una recente analisi ha dimostrato che, in verità, sebbene la statuetta sia davvero fatta di pietra di meteorite, nessuno l'avrebbe trasportata da Lhasa. Semplicemente un artigiano europeo l'avrebbe realizzata per i nazisti e poi le avrebbe creato attorno la leggenda che meglio le si confaceva.

E ciliegina sulla torta: la storia del teschio di cristallo che ispirò Spielberg per la creazione di Indiana Jones. In tempi immemori i Maya avrebbero creato 30 teschi simili e, non si sa come, li avrebbero sparpagliati per il mondo intero. Uno di questi fu trovato dai nazisti in Tibet e sarebbe stato portato in dono a Himmler. Il teschio esiste ancora oggi. In verità nel 2012 è stato fatto cadere durante delle riprese ed è venuto via un pezzo di cristallo. I mistici di tutta la Terra hanno decretato che quello fosse un segno della fine del mondo come preannunciato nel calendario Maya. Ma nel dicembre 2012 non successe nulla. Niente apocalisse.

Cosa fu davvero la spedizione nazista in Tibet? Riuscirono i nazisti a trovare quello che cercavano?

Preparazione

Le basi per le successive supposizioni e leggende le creò lo stesso capo delle SS Heinrich Himmler. Himmler aveva una debolezza per tutte le teorie esotiche. Ad esempio lui e Hitler credevano nella concezione del "ghiaccio cosmico" inventata da Hanns Hörbiger. Si trattava di una bella e poco verosimile concezione che Hörbiger aveva sognato. A partire da questo ghiaccio furono creati i pianeti, i satelliti e lo spazio.

Gli avi degli ariani, i superuomini nordici, fecero la loro comparsa sulla Terra proprio nelle nevi perenni. Il ghiaccio conferì loro la forza e la pulizia. Ma ad un certo punto la Luna (anch'essa creata dal ghiaccio) si avvicinò alla Terra. Sulla Terra la temperatura aumentò, il ghiaccio si sciolse e i veri ariani riuscirono a sopravvivere solo sull'Himalaya. Adattando la teoria di Hörbiger alle loro fantasie razziste, gli ariani dichiararono la teoria del ghiaccio cosmico l'alternativa ariana alla "teoria ebraica della relatività". E come non cercarne la conferma in Tibet?

© Sputnik .
La Germania nazista ha attaccato l'URSS il 22 giugno 1941 alle 4 del mattino

Un'altra teoria che affascinò Himmler fu quella di Herman Wirth. Secondo la sua concezione il mondo fu creato da due proto-razze contrapposte: gli iperborei da nord e gli uomini del sud che avevano popolato il proto-continente Gondwana. Dunque, i cittadini tedeschi erano i posteri degli iperborei nordici. Mentre i vari ebrei, zingari e neri provenivano dalla Gondwana e per questo erano sottoposti all'eliminazione. Himmler decise di inculcare questa concezione in Germania al posto di una religione tradizionale in quanto considerava il cristianesimo "una trovata degli ebrei". Gli artefatti del culto che provavano l'esistenza di una razza superiore nordica dovevano anch'essi essere riportati dal Tibet.

Quindi ad Himmler bastò venire a sapere che il famoso zoologo, ornitologo e cacciatore Ernst Schäfer stesse cercando negli USA degli sponsor per la sua spedizione in Tibet perché lo facesse venire in Germania. Bisogna rendere merito a Schäfer: si oppose al potentissimo capo delle SS. Agli studiosi seri non piaceva l'idea di andare sull'Himalaya a cercare tracce di popoli biondi e dei loro magici artefatti. Ma Himmler fu irremovibile. I generosi fondi per la spedizione (circa 130000 marchi tedeschi) sarebbero stati stanziati solo alle sue condizioni. E alla fine Schäfer si lasciò convincere. Fu d'accordo a comporre la squadra per la spedizione a partire da membri delle SS tanto più che lui stesso ne faceva parte già dal 1933. "Mi convinsero a farne parte promettendomi future possibilità di carriera", spiegò in seguito.

Prima della partenza Schäfer incontrò il prediletto di Himmler, Karl Maria Wiligut. Questo ex colonnello, che aveva trascorso molti anni in un ospedale psichiatrico, si considerava l'incarnazione del dio germanico Thor. Appositamente per Schäfer questi pronunciò una profezia negativa: l'ascoltatore decise che il Thor lui contemporaneo fosse sotto gli effetti dell'oppio.

Ubriachi tra i lama

Il viaggio di Schäfer e della sua squadra già ritardato di un anno attraverso l'India britannica e l'Himalaya fu portato a termine con numerosi intoppi. Invece di eccitanti avventure ad aspettare la spedizione non vi fu che una noia mortale. Per distrarsi le SS davano la caccia letteralmente a qualunque cosa si muovesse. Schäfer stesso era un famigerato cacciatore. Fu il primo europeo ad inseguire e ad uccidere un panda durante i suoi viaggi in Cina. I suoi compagni furono lusingati nel proseguire ciò che Schäfer aveva iniziato.

Ritornati in patria consegnarono al Museo di Storia naturale di Berlino 3500 uccelli, 2000 uova di uccello, 400 crani e scheletri animali e alcune centinaia di farfalle e altri insetti.

Le caratteristiche della caccia nazista erano molto riconoscibili. Mangiavano solamente "noodles, noodles e nient'altro che noodles". Si consolavano bevendo lo Schnapps che andava giù con piacere sull'Himalaya a 5000 metri dove la spedizione era bloccata temendo di cadere giù.

Nel 1938 il Tibet era una nazione chiusa. A Lhasa non lasciavano entrare stranieri: nemmeno gli inglesi che avevano preso il Tibet con un assalto nel 1903. Ai tedeschi venne in aiuto il fascino di Schäfer. Della spedizione venne a sapere un funzionario tibetano. Schäfer lo chiamò nella sua tenda in pelle di yak, gli offrì da mangiare e gli donò dei biscotti, degli stivali di gomma e un materasso gonfiabile. E solo dopo alcune settimane i tedeschi furono i primi al mondo a ricevere un lasciapassare concesso a Schäfer, "conoscitore di mille scienze", per accedere nella nazione chiusa.

Il 22 dicembre 1938 i tedeschi solcarono il confine del Tibet. Due giorni dopo fecero un alberello e festeggiarono il Natale. E subito dopo Capodanno entrarono nella capitale sacra del Tibet, Lhasa, dove c'erano solo —35°. Incontrare i lama tibetani significava essere impegnati in una serie di banchetti e feste. "La birra scorreva a fiumi e il grammofono suonava canzoni tedesche", scrive uno storico contemporaneo. Gli abitanti della città sacra impararono come si dice in tedesco "bere alla goccia". I rumorosi tedeschi cominciarono a misurare il cranio degli autoctoni e si convinsero che queste basse persone dai capelli scuri non avevano niente a che vedere con i veri ariani. L'"incontro tra la svastica occidentale e quella orientale" programmato da Himmler si era trasformato in una rissa tra ubriachi.

Ma vi fu comunque un risultato inatteso. Nella seconda metà degli anni '30 le autorità tedesche non avevano ancora deciso con chi avrebbero combattuto. Uno dei piani prevedeva di attaccare l'India britannica, privare gli inglesi della loro maggiore colonia e poi dare loro il colpo di grazia. Portare a termine questo piano era possibile solo con l'aiuto del Tibet.

Il fascino di Schäfer e i fiumi di birra garantirono il successo: Schäfer si assicurò l'aiuto dei lama. Radreng Rinpoce, autorità tibetana, scrisse un messaggio al "chiarissimo signor Hitler" e gli inviò dei regali (un mastino tibetano, una moneta d'oro e un mantello del Dalai Lama).  Nell'agosto 1939 la spedizione tornò in Germania.

Risultati

I mistici in seguito usarono solamente la logica. Poiché i nazisti resero segreti i risultati della spedizione in Tibet, significava che questa aveva qualcosa di misterioso e importante.

Ma la segretezza non era difficile da spiegare. Non si poteva rendere pubblica la positiva attività di ricerca di Schäfer poiché un accordo segreto con le autorità tibetane obbligava al silenzio. Per il resto la spedizione andò a buon fine. In Tibet non venne trovata nemmeno una traccia degli iperborei. Gli abitanti del luogo (furono misurati più di 400 crani) apparivano come i tipici rappresentanti della "razza inferiore". La teoria del ghiaccio cosmico crollò come anche la concezione di "pulizia razziale".

La spedizione in Tibet ebbe lo stesso destino di numerose altre spedizioni sovvenzionate dall'élite nazista. Gli studiosi, sia seri sia ciarlatani, se ne approfittarono per guadagnare soldi e popolarità. I nazisti speravano che le spedizioni confermassero le loro ideologie. Ma alla fine l'ennesima teoria crollò e l'ennesimo studioso che aveva guadagnato soldi e si era fatto una vacanza tornò contento a casa.

Il dottore in storia Herbert Jankuhn, ad esempio, era un ricercatore di talento specializzato in Goti e Vichinghi. Himmler era affasciato dalla sua teoria secondo cui la Crimea fosse l'antica patria dei Goti (i veri ariani, predecessori dei tedeschi).

© Sputnik .
La resa incondizionata della Germania nazista

Non appena i tedeschi occuparono la penisola, Jankuhn vi si recò ma non trovò alcuna traccia dei Goti. Nonostante ciò vennero depredati i musei della Crimea. E quando i finanziamenti per la sua ricerca terminarono, fece domanda per entrare nei servizi segreti dove le paghe e le razioni erano molto migliori.

La valenza scientifica della spedizione in Tibet è stata grande: Schäfer riuscì a fare molte scoperte mentre cercava gli iperborei. Fra gli uccelli da lui trovati vi furono decine di nuove specie. Vi furono esemplari interessanti anche fra gli insetti. Sulla sua collezione ancora oggi lavorano studiosi del Museo di storia naturale di Berlino. Ma all'inizio degli anni '40 non c'era tempo di capire cosa aveva scoperto. Nel 1945 a Norimberga i compagni delle SS di Schäfer vennero condannati. Dovette lui stesso confessare. La sua carriera da scienziato si concluse.

Ritornò all'amata caccia e trascorse i suoi ultimi giorni pubblicando articoli su riviste dedicate alla caccia. Solo in questo ambito furono accolti gli articoli del famoso viaggiatore e zoologo, primo straniero al mondo ad ottenere un "visto" per il Tibet. 

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esperimento, superuomo, Nazisti, Himalaya, Tibet
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