07:15 17 Ottobre 2018
Robert Atangana e Angela Merkel

Un membro di colore della CDU tedesca sul razzismo: La società tedesca è un altro universo

© Foto : Robert Atangana
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Pochi giorni fa è stato pubblicato un nuovo libro nel quale sono descritti i problemi quotidiani con cui si confrontano i migranti in Germania. “Nell’ambito della politica migratoria si parla spesso di quote. Ma dietro ai numeri vi sono persone reali e i loro destini”, dice l’autore del libro Robert Atangana.

Il corrispondente di Sputnik ha parlato con il politico CDU di origine camerunense del suo libro autobiografico e di altri suoi progetti nel sociale.

"Il motivo per cui ho scritto il libro sono stati gli eventi che hanno luogo oggi in Germania", dice Robert Atangana in un'intervista a Sputnik. Da poco è stato pubblicato il suo libro Without Plastic Surgery, per ora disponibile solo in lingua inglese in Sudafrica. "I politici e i media parlano molto di migrazione, integrazione e assimilazione. Parlano in continuazione di quote e numeri. Ma non bastano le opinioni delle persone che sono interessate solo indirettamente dal fenomeno. Quindi ho deciso di mettere nero su bianco la vita di quelle persone che si nascondono dietro quei numeri".

L'autore del libro si è trasferito dal Camerun in Germania 17 anni fa. Ha lavorato come insegnante di disegno dal 1996 al 2000. È entrato in una scuola d'arte a Kassel specializzandosi in comunicazione visiva. È riuscito a mantenere la famiglia grazie a lavoretti casuali. "Sono arrivato in Germania nel 2001 perché in Camerun non c'erano scuole d'arte", ricorda. È riuscito ad arrivare in Germania grazie all'aiuto della rappresentanza del Goethe Institut in Camerun. Ha studiato tedesco, era interessato alla politica e alla fine entrò in CDU.

Nel 2007 entrò nel "Circolo degli studenti cristiano-democratici", un'organizzazione studentesca CDU. "All'università avevo moltissimi amici", ricorda Atangana. Con il tempo ha dovuto fare i conti "con molti problemi e, in particolare, col razzismo". "Questa è stata l'altra faccia della medaglia", dice.

Il razzismo e altri problemi

"La società è un altro universo", continua Atangana. "L'università è più internazionale della società tedesca. All'università si parla con insegnanti e studenti di tutto il mondo. Ma nella società si rientra in uno spazio in cui le famiglie vivono insieme da molte generazioni. E talvolta è difficile riconoscere gli stranieri".

Nel libro si parla del fatto che a Kassel l'autore, dopo aver terminato gli studi, ha avviato la sua carriera in politica. "Nel quartiere di Kirchditmold in cui ho vinto le elezioni avevo molti amici", dice. "Ci conoscevamo tutti. Queste persone hanno votato per me per "costruire dei ponti" tra le culture".

Atangana è stato vice-presidente della divisione regionale CDU a Kirchditmold. Nel 2010 è diventato membro della Conferenza federale degli immigranti del partito. In virtù della sua posizione ha incontrato migranti provenienti da altri Paesi che gli hanno raccontato "cosa succede nelle loro zone e quali sono i loro problemi".

Problemi con la giustizia: "I giudici non sapevano perché io comparissi dinanzi al tribunale"

Anche a lui stesso è capitato di dover fare i conti con problemi simili anche. Stando alle sue parole una volta ha ricevuto una multa per un parcheggio non consentito anche se la multa era stata emessa in modo illegittimo. "Ero deluso dalla giustizia", dice l'autore del libro. "Quando una persona ha ragione, gli altri lo devono riconoscere. Ho l'impressione che gli organi di giustizia non facciano bene il proprio lavoro quando si parla di conflitti in ambito migratorio. Penso che gli organi su cui noi dobbiamo fare affidamento (tribunali, chiese) debbano restare neutrali. Sento che però non lo sono. Mi sono presentato dinanzi al tribunale più di 9 volte e talvolta nemmeno i giudici capivano per cosa fossi lì".

Atangana, padre di quattro figli, spesso ha percepito che gli organi di giustizia permettevano a determinate personalità o enti di potere di utilizzare la giustizia come uno strumento. "Come immigrato mi è parso che la giustizia e la neutralità non svolgessero alcun ruolo negli organi di giustizia", dice.

Alla fine si è rivolto alle autorità e ai tribunali con l'appello "considerate noi migranti come persone". Avrebbe anche scritto a tal proposito una lettera all'ex presidente della federazione. "Nella lettera ho esposto i fatti relativi all'accusa fatta nei miei confronti. Avevo l'impressione che il caso vertesse su qualcosa di diverso. Quando si parla di morale si innalza il muro impenetrabile del silenzio". Atangana ha ricevuto una risposta alla sua domanda ma non dall'ufficio del presidente.

I progetti sociali in Africa: "La prima biblioteca tedesca in Botswana"

Nel 2015 Atangana è tornato in Africa. In Namibia e in Botswana si è occupato di attuare diversi progetti sociali in parte finanziati dal ministero degli esteri tedesco. "È stata un'esperienza interessante. In Africa io rappresento la Germania. E in Botswana ho creato un centro culturale tedesco perché lì non vi era ancora un Goethe Institut. Abbiamo aperto l'unica biblioteca tedesca nel Paese".

A Windhoek, la capitale della Namibia, Atangana ha organizzato per alcuni anni le cosiddette Giornate del cinema africano per bambini (AFRIKAKAS). Questo festival del cinema è il frutto degli sforzi congiunti delle autorità cittadine, del Goethe Institut e di alcuni partner della città di Kassel. Il luogo in cui tenere l'evento è stato scelto "tenendo conto che nelle vicinanze di Kassel vivono molte persone provenienti dall'Africa", afferma il politico CDU che si occupa anche della produzione di cartoni animati.

"Uccidili prima che covino le uova"

Nell'ultimo periodo però Atangana sta lavorando di più nel ruolo di attore. "Ora mi occupo di ricerche per una casa editrice tedesca interessata a questa tematica", dice. Fino ad ora il libro è stato pubblicato solo in lingua inglese in Sudafrica. Ma il processo di traduzione in tedesco è già stato avviato. Presto dovrebbe essere pubblicata la versione tedesca.

Un passaggio del libro: "Nel nostro studentato a Fiedlerstraße succedeva sempre qualcosa. Io avevo un simpatico vicino tedesco, Thomas da Francoforte sull'Oder. Thomas aveva sempre delle casse piene di Nörten-Hardenberger, una birra poco cara. Quella birra era molto popolare tra gli studenti di Kassel. Ogni giorno me ne dava una bottiglia e diceva scherzando: "Questo è il mio contributo allo sviluppo dell'Africa". (…) Per distrarlo, cantavo la canzone "Ein bisschen Spaß muss sein" di Roberto Blanco, uno dei più famosi interpreti di colore in Germania. E chiaramente ogni volta riuscivo a strappare un sorriso a Thomas. Con altri vicini di studentato canticchiava con me mentre aumentava il numero di bottiglie di Nörten-Hardenberger scolate. Anche un altro nostro vicino canticchiava con me. Lui non salutava nessuno. Era un ragazzo calvo in forma con due cani da combattimento. Era muscoloso come un bodybuilder. Avevo paura non tanto di lui quanto delle scritte sulla sua maglietta: "Uccidili prima che covino le uova". Con l'espressione "covare le uova" si intendevano le famiglia con troppi figli. E dopo la Seconda guerra mondiale gli immigrati italiani con molti figli giunti in Germania venivano chiamati "conigli". (…) Oggi in Germania, soprattutto in ambienti di "destra", si parla sempre di più del fatto che i tedeschi purosangue fra poco saranno una minoranza nel loro stesso Paese. Mi è venuta la pelle d'oca perché ho sempre voluto una grande famiglia". 

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Migranti, immigrazione, Immigrati, razzo, razzismo, Seconda Guerra Mondiale, Africa, Camerun, UE, Germania
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