22:07 23 Ottobre 2018
I migranti dell'America centrale vanno sul treno per arrivare alla frontiera tra il Messico e gli USA

I migranti stanno dividendo l’Occidente: ora è ufficiale

© AFP 2018 / Yuri Cortez
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“Abbiamo diversi modelli di civiltà ed è evidente che non condividiamo determinati valori”. La citazione è di Benjamin Griveaux, portavoce del governo francese. Il quale ha anche dichiarato che non vorrebbe che in Europa accadesse quello che succede negli USA in materia di migranti.

Tra poco parleremo della storia dei migranti e del suo inizio. Ma prima dobbiamo analizzare questa dichiarazione: la Francia e gli USA d'un tratto si sono divisi in civiltà diverse.

Immaginate di essere un russo liberale pro-occidentale con il sogno di portare il proprio Paese nel sistema di valori del "mondo civilizzato", cioè di renderlo anch'esso "occidentale". Ma in tal caso bisogna osservare che l'Occidente non è uno perché ci sono (almeno) due diversi modelli. Ma cosa dovrebbe fare la Russia? Forse dovrebbe valutare da sola quali valori ha prodotto la sua civiltà e quali condivide con altri popoli? E poi scoprire di non aver niente da spartire con nessun altro? Sarebbe terribile!

Ma la cosa terribile del nostro ipotetico personaggio è che impallidisce di fronte alla paura di chi vive in quello che un tempo appariva come il monolitico occidente. Una paura dettata dal fatto che l'alleanza occidentale sta crollando e non solo a causa dei migranti.

In fin dei conti si può ammettere che Benjamin Griveaux si sia espresso in modo troppo radicale, il che può accadere anche nel caso di un portavoce come lui. Poi quello era un evento di minore importanza. Invece, i progetti dichiarati martedì sera da Francia e Germania volti a cominciare le discussioni sulla creazione di una sorta di Consiglio di sicurezza dell'UE sono già qualcosa di più significativo. Ovvero la discussione sarà incentrata sui cambiamenti più importanti che ha subito quella che un tempo era un'unica civiltà, quella occidentale. E la creazione di una sicurezza dell'UE distaccata da quella degli USA è un'idea puramente anti-americana.

La storia dei migranti su cui si è espresso Griveaux di primo acchito può apparire problematica per le relazioni tra gli USA e i suoi vicini sudamericani (dai quali provengono i migranti), ma non tra USA ed Europa. Una breve carrellata di titoli dell'anti-trumpiano New York Times: Trump e i membri della sua amministrazione "difendono in modo aggressivo la sua politica di distaccamento dei figli dai genitori al confine in risposta allo sdegno di due partiti", "I figli dei migranti piangono nei centri di trattenimento: una testimonianza audio". Insomma, è chiaro di cosa parlano.

Ma Trump, spiegando l'accaduto, ha dichiarato che non vorrebbe che negli USA a causa di una migrazione incontrollata si venisse a creare la stessa situazione che vi è in Germania. È proprio a questa dichiarazione che ha risposto il francese Griveaux difendendo i tedeschi e parlando un po' a nome di tutta Europa.

Al tempo stesso sulla questione migratoria si sono divisi due partiti della coalizione di governo in Germania e uno di loro ha presentato alla cancelliera Angela Merkel un ultimatum: due settimane per elaborare una nuova e rigida politica migratoria. Oppure sarà la fine della coalizione e del governo della cancelliera.

Nemmeno in Francia tutti sono concordi con l'idea di accogliere tutti. In più il nuovo governo italiano si è dimostrato dalla parte di Trump dato che non ha accolto l'ennesima imbarcazione di migranti (anche se in verità, gli italiani non hanno diviso i figli dai genitori). Questa lista potrebbe continuare a lungo: Austria, Ungheria, ecc.

Dunque i "due nuovi modelli di civiltà" non sono gli USA e l'Europa, ma fanno capo a una spaccatura all'interno di tutte le società occidentali in ognuna delle quali sono presenti in proporzioni diverse questi due modelli, due sistemi di valori.

Ma i migranti sono solamente una delle questioni che dividono l'occidente. E non è nemmeno quella principale.

Nel già citato The New York Times martedì è comparsa l'interessante opinione di due esperti: un americano (il premio Nobel Paul Krugman) ritiene responsabili della catastrofe l'America e Trump, mentre un tedesco (Jochen Bittner della rivista Die Zeit), al contrario, critica l'Europa. Entrambi, però, dicono che è giunta la fine dell'Occidente inteso come unico sistema politico.

L'aereo del presidente italiano Sergio Mattarella all'aeroporto Vnukovo-2 a Mosca
© Sputnik . Александр Вильф
Queste le idealistiche e opinabili riflessioni di Krugman: la squadra di Trump sta minando in modo sistematico i valori americani che hanno reso grande il Paese. Il ruolo dell'America si è basato sui suoi grandi ideali e il mondo americano (cioè, aggiungo, l'unione occidentale) si è basato più sul rispetto per gli USA che sui valori. Il commercio ha portato guadagni al Paese ma si è anche basato sui valori morali perché gli USA erano i leader del mondo libero. Ma le autorità oggi stanno spazzando via tutto ciò e stanno conducendo una guerra commerciale (anche contro l'Europa) che il Paese sta perdendo.

Il tedesco, invece, dice un'altra cosa. La tensione fra Trump e i suoi alleati è dovuta al fatto che l'ordine all'interno del sistema occidentale ha perso il suo equilibrio e ora è necessario sistemare la situazione. In sostanza Trump avrebbe ragione perché negli ultimi 70 anni proprio l'America ha sprecato più di tutti denaro e forze per far funzionare questo sistema. Ma gli europei hanno creato per sé Stati con un welfare generoso e sistemi di produzione protetti dalla concorrenza.

Ad esempio un produttore di automobili tedesco ha la possibilità di delocalizzare parte del ciclo di produzione in Paesi europei con una manodopera meno cara ed esportare automobili negli USA senza preoccuparsi delle barriere doganali. E questo non è di certo vantaggioso per un produttore di Detroit. Oppure come spiegare a un americano che è a conoscenza delle università gratuite in alcuni Paesi europei il motivo per cui gli USA paghino per garantire la sicurezza di questi europei spendaccioni?

In generale, come osserva Bittner, l'Europa deve comprendere perché Trump è arrabbiato e cominciare a correggere gli squilibri del sistema.

La situazione nel complesso appare pressappoco così: le autorità statunitensi oggi, dopo aver cementificato l'intero sistema occidentale, ritengono che l'America non sopporterà più questa "cementificazione". Poiché in discussione vi è tutto: non solo le "reliquie" economiche del commercio libero, ma anche le questioni filosofico-morali ormai incrollabili (sulla migrazione e non solo).

In verità l'altra fazione negli USA, i democratici, non è per niente contenta della situazione. Dello stesso pensiero sono i democratici europei, come gli attuali leader francesi.

Invece la pensano diversamente altri europei che fanno riflessioni simili a quelle di Trump. I più maligni e irrequieti sono arrivati a formulare domande dai toni piuttosto accesi come: "Ma che civiltà sarete?"

A noi, indipendentemente dal tipo di civiltà che saremo, non resta che osservare ciò che accadrà e trarre le nostre conclusioni.

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Donald Trump, immigrazione, migrazione, Migranti, Russia, Occidente, Germania, Francia, Europa, USA
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