18:44 16 Luglio 2018
Hawaii, US

Hawaii: eruzione del vulcano copre le spiagge di misteriosi "capelli d'oro"

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Le spiagge delle isole Hawaii sono coperte da belle fibre dorate, i cosiddetti "capelli di Pele", che possono causare un potente sanguinamento e l'infiammazione dell'uomo e degli animali, riporta Live Science.

"La penetrazione di questi "capelli" nell'acqua la rende imbevibile senza l'uso di sottili filtri. "Immaginate di bere piccole briciole che causano l'infiammazione in tutte le parti del corpo, dove riescono ad infilarsi", spiega Don Swanson, geologo dell'osservatorio vulcanico USGS. Kilauea è uno dei più grandi e attivi vulcani delle isole Hawaii, ancora una volta si è svegliato all'inizio di maggio di quest'anno e ha iniziato a riempire lo spazio circostante di un'enorme quantità di lava, che abbastanza rapidamente ha raggiunto le coste dell'oceano, provocando una serie di esplosioni, "pioggia di fuoco" e letali nuvole di fumi tossici.

Nelle scorse settimane e mesi il vulcano è già riuscito a distruggere un paio di laghi, baie, la maggior parte delle case nella città di Leilani Estates, due località del paese e ha bloccato le strade. La lava nell'acqua dell'oceano Pacifico ha reso le sponde pericolose per gli abitanti delle Hawaii a causa di "nebbie acide" e una serie di altri pericolosi fenomeni verificatisi in conseguenza alle reazioni chimiche tra l'acqua e le rocce.

Un concentrato di vapore solforoso e acido cloridrico, il Kilauea lo ha "regalato" agli abitanti delle isole Hawaii. È un altro bello, ma pericoloso spettacolo: i cosiddetti "capelli di Pele".

Con questa espressione gli abitanti delle isole Hawaii e gli scienziati definiscono i filamenti lunghi e sottili di vetro vulcanico, marrone o di colore dorato. Essi si verificano a causa di un rapido stiramento e raffreddamento della lava, gettato in aria da fontane di magma o esplosioni nella camera magmatica del vulcano.

"Quando all'interno della lava si verificano le bolle, emergono in superficie e volano in aria, poi gradualmente si allungano e si dividono in sottili filamenti di lunghezza di 60 centimetri, che rapidamente vengono trasportati dal vento. A volte sono davvero simili a capelli per le dimensioni e aspetto", continua lo scienziato.

Questi taglienti e fragili filamenti si chiamano così non in onore del grande calciatore brasiliano Pelé, ma per una sua "omonima", la dea del fuoco e dei vulcani. I suoi "capelli", come spiegano i geologi dell'osservatorio USGS, hanno colpito le spiagge delle Hawaii insieme all'avanzamento e ritirata dell'acqua dell'oceano, sulla superficie su cui sono atterrati dopo l'eruzione. 

I capelli di Pele, a causa della loro fragilità e rottura, rappresentano una grande minaccia non solo per i visitatori della spiaggia, ma anche gli animali selvatici e domestici, che possono deglutire l'acqua con i filamenti. In passato, come osserva Swanson, "piogge" di tali fibre hanno causato la morte di massa di bestiame nelle aziende agricole dell'isola.

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