22:08 23 Ottobre 2018
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L'aborto in Argentina: "non è il maggio 1968 in Francia, è giugno 2018 da noi”

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Nel corso di un voto storico alla Camera dei Deputati del progetto di legge sulla depenalizzazione e per la legalizzazione dell’aborto, sono state superate le prime due fasi di approvazione.

Presso l'edificio del Congresso erano in attesa migliaia di persone, guidate dal movimento delle donne. La gente ha aspettato i risultati delle votazioni, dopo 24 ore di dibattito, mesi di discussioni e decenni di lotta. Sputnik Mundo ha parlato con tre donne presenti, per capire l'importanza di questo momento in Argentina.

"Non è il maggio 1968 in Francia, è il nostro giugno 2018, giugno delle pibas, giovani ragazze. Questa è la rivoluzione assoluta, piangiamo già da un paio di ore senza fermarci", ha detto a Sputnik la scrittriceCecilia Szperling, chiaramente eccitata a causa di ciò che sta accadendo.

Il progetto è stato adottato nel corso della votazione con un piccolo margine (129 contro 125 deputati), la sua adozione ha causato emozioni pari a quelle della Coppa del mondo, ha detto la scrittrice. Anche se siamo solo a metà del successo, e la decisione finale rimane al Senato, è, in un modo o nell'altro, un trionfo che ha sorpreso molti, e il risultato di anni di proteste, cortei, riunioni, meeting e le campagne.

"Questa è davvero la vittoria, ottenuta in strada, voce per voce. A volte sembrava che vincevamo, a volte che perdevamo" ha detto.

Uno dei momenti più importanti, secondo la scrittrice, è stato il fatto che a favore della depenalizzazione dell'aborto ha parlato sia governo che opposizione. La prova della loro unità è stata il fatto che i membri della camera hanno applaudito dopo i discorsi dei nemici. Secondo la scrittrice, l'iniziativa del movimento studentesco è diventata la chiave per milioni di persone che hanno sostenuto l'iniziativa, che per decenni è stata del movimento delle donne. Le ragazze giovani sono quelle più toccate dalla situazione attuale, dal momento che ora iniziano la loro vita sessuale, ha detto l'intervistato all'agenzia.
Le vecchie generazioni sono cresciute con l'idea che una gravidanza indesiderata non è necessario interromperla. "Non si tratta solo di pratica dell'aborto: abbiamo condotto una vita sessuale, come una consapevole minaccia", ha detto l'autrice. Tuttavia, le ragazze iniziano a vivere una vita sessuale, sapendo che questo momento doveva arrivare.
Ma non c'erano solo le più giovani, la scrittrice ha detto che tutti si considerano "femministi".

"Spieghiamo a molti uomini, colleghi scrittori, che non siamo femministe da banda, che odiano gli uomini", ha notato.

"La gente di 25 anni, per quanto istruita sia, impara. Ma i ragazzi dai 13 ai 20-22 anni già agiscono proprio come le ragazze". Simili osservazioni le ha espresse Camila, 23 anni, studentessa di psicologia presso l'università di Buenos Aires. In una conversazione con Sputnik ha riferito che è sorpresa dal "numero di giovani e dal loro spirito di unità".

"Ora, coloro che sono più giovani di me, hanno altri punti di vista. Bene, la società è in crescita, perché si tratta di un contributo per il nostro futuro" ha detto la studentessa.

La giovane ragazza ha definito estremamente preziosa la decisione di alcuni deputati, la legge stessa non è in linea con lo spirito in virtù della religione, ma tuttavia, sono stati in grado di "chiudere un occhio e a votare a sostegno", sapendo che "le loro convinzioni non sono l'unica verità". "Se l'aborto non viene decriminalizzato, si cerca di interrompere la gravidanza in un modo inaffidabile", ha commentato Camila.

La scrittrice Dolores Reyes ha anche preso parte attiva nella campagna per il diritto legale, per l'aborto affidabile e libero, ha osservato che "molti hanno cambiato la decisione grazie all'attività di milioni di donne". "Hanno affermato il diritto di prendere decisioni per quanto riguarda il loro corpo, la disponibilità o indisponibilità alla maternità. Noi non possiamo far nulla per essere madri, né continuare la gravidanza. Senza scelta è come condannare alla tortura, se una ragazza entra in una gravidanza a seguito di uno stupro. È tortura medievale", ha detto Reyes.

 

 

La studentessa Camila, con Sputnik, ha parlato dei significativi cambiamenti degli ultimi anni, "quando ero più giovane, dell'aborto non si parlava e credo che questo sia un enorme passo, e, mi sembra, il risultato delle marce sotto lo slogan #NiUnaMenos, non una di meno". Ha avuto inizio nel 2015 in risposta all'uccisione delle donne e per le crudeltà nei loro confronti.

Nato in Argentina, il movimento è diventato un punto di riferimento su scala mondiale, per prestare l'attenzione alla necessità di garantire alle donne una vita libera dalla crudeltà machista. In primo luogo la questione ha toccato l'America Latina, dove gli omicidi di donne accadono più spesso che altrove nel mondo. La scrittrice ha detto che è rimasta commossa dalle parole di una studentessa di Costa Rica, che aspettava una decisione del Congresso.
"Vota Argentina per il resto dell'America Latina. Hanno cominciato con #NiUnaMenos, e abbiamo preso in prestito questo slogan, che ci dà dignità", ha detto.

In questo contesto la scrittrice ha sottolineato l'importanza della partecipazione universale: "il voto ha avuto luogo grazie alla gente nelle piazze, perché il governo ha paura di un milione di manifestanti".

"Verde è il colore dei fazzoletti, il flusso pieno della giovinezza" ha detto Dolores Reyes. Il momento è cresciuto come una palla di neve, iniziato con incontri nelle piazze in Argentina. fatti da una ventina di donne, perseguitate dalla chiesa, e dalle autorità secolari.

Questo flusso è come il vento che spazza via ogni cosa sul suo cammino, che viene, e non lascia la possibilità di ritirarsi. Tuttavia, le donne si rendono conto che c'è ancora una grande strada, la legittimazione dell'aborto deve ancora ottenere l'approvazione del Senato.
"Oggi celebriamo, ma la lotta continua. Speriamo che il Senato soddisfi le nostre aspettative. Contro l'oscurantismo religioso o morale, di coscienza, piuttosto si occupino di sanità! Dobbiamo porre fine alla morti a causa degli aborti segreti, che possono essere evitate", ha concluso Reyes.

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aborto, Argentina
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