01:58 22 Giugno 2018
Plastic bottle

Un nuovo tipo di plastica: gli scienziati potrebbero fermare il riscaldamento globale

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Il nuovo tipo di plastica può essere impiegato sia nell’imballaggio di vari prodotti sia in medicina.

Viste le recenti proposte della Commissione europea di vietare l'impiego di alcuni oggetti monouso in plastica la scoperta degli scienziati slovacchi è molto attuale. Dei dettagli di questo nuovo progetto Sputnik ha parlato con Pavel Alexi, professore della facoltà di chimica e tecnologia del prodotto dell'Università tecnica slovacca.

— Già in precedenza lei e suoi colleghi eravate riusciti a creare un polimero che non danneggiasse l'ambiente. Qual è la particolarità di questo progetto?

— Tempo fa avevamo presentato la prima versione del progetto, mentre oggi il nuovo polimero si chiama nonoilen, ovvero, come ci suggerisce il nome, non è composto da petrolio (non oil).

Questa nuova generazione di materiali plastici si basa su fonti rinnovabili e non contiene materiali sintetici ottenuti a partire da petrolio, gas o carbone. Anche la precedente generazione era riciclabile ma solo con l'aggiunta di compost, cioè dovevano essere soddisfatte condizioni aggiuntive come un'alta temperatura e, cosa più importante, la presenza di una fossa di compostaggio dove il materiale potesse decomporsi completamente.

Invece, con il nuovo tipo di plastica per il quale abbiamo richiesto l'ottenimento di un brevetto, le condizioni per la decomposizione del materiale sono più semplici grazie all'aggiunta di un nuovo componente nella formula. È sempre necessaria una fossa di compostaggio ma non servono più alte temperatura e ora il polimero si decompone semplicemente in acqua.

— Quanto tempo servirà prima che la vostra invenzione sia impiegata nella vita quotidiana?

— Siamo pronti a lanciare la produzione e a far sì che la nostra plastica venga utilizzata per vari prodotti. Per ora rimane solo una questione aperta, il finanziamento. Stiamo cercando un investitore perché chiaramente non possiamo produrre piccoli lotti del nuovo polimero, non avrebbe senso. Per ora vorremmo lanciare la produzione il prossimo anno a un ritmo compreso fra le 1000 e le 4000 tonnellate all'anno. Quando troveremo il finanziatore adatto, avvieremo la produzione.

Un'altra questione riguarda il sostegno e la regolamentazione statali. Secondo noi, dal momento che questa plastica è diversa da quella abituale e vanta qualità benefiche, riteniamo che debba essere sostenuta finanziariamente dallo Stato. La produzione di questa plastica è più cara, per questo non è stata ancora prodotta in grandi quantità. Forse il mercato non è ancora pronto per questo genere di prodotto.

Oceano
© Sputnik . Vladimir Astapkovich
Per questo mi rivolgo anche alle istituzioni: è necessario che progetti ecologici simili siano sostenuti a livello statale. Bisognerebbe anche creare nuove infrastrutture per il riciclo di questa plastica. Infatti, se una persona la gettasse nell'indifferenziato, tutti i vantaggi legati alla sua biodegradabilità sarebbero vani. Quindi bisognerebbe indicare sulle merci in che modo e dove buttare gli imballaggi fatti con il nuovo polimero e disporre di nuovi cassonetti nei quali questa plastica possa decomporsi totalmente. Dunque, sono necessari cambiamenti non solo a livello legislativo ma anche logistico affinché la nostra invenzione sia davvero significativa.

— Quali problemi globali risolverà la vostra invenzione? Potrebbe interrompere il riscaldamento globale?

— La plastica e, in generale, la spazzatura creano due grandi problemi. Il primo è che non si decompone e, quindi, intralcia la normale sopravvivenza degli animali nel loro habitat e questo crea una serie di difficoltà. Il secondo problema è che, se vogliamo in qualche modo smaltire la plastica e non solo accumularla da qualche parte, dobbiamo fare i conti con le sostanze tossiche contenute nella plastica che contribuiscono al riscaldamento globale. La nostra plastica non ha questo problema perché non è prodotta con il petrolio ma a partire da risorse rinnovabili.

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Tags:
scienza, rifiuti, plastica, riscaldamento globale, inquinamento, Slovacchia
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